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Troppo Napoli per questa Udinese

Mercoledì naufragio bianconero anche a livello di prestazione: Sottil ha parecchio su cui lavorare
Redazione

Il Napoli in crisi, con lo spogliatoio che ribolliva come una pentola a pressione, con ruggini sparse tra allenatore e giocatori, su tutti Osimehn, e con un Kvaraskhelia alla ricerca della versione migliore di se stesso, aveva bisogno di uno sparring partner morbido per ritrovare antiche certezze. Alle ore 22:40 di mercoledì sera tutte le paure e i dubbi della vigilia sono scivolati via, grazie alla vittoria per 4 a 1 su un’Udinese molle come il ventre di Omer Simpson, e i giocatori chiave partenopei hanno ritrovato in un colpo solo verve, fiducia e punti. Magari nello spogliatoio ci sarà ancora qualcosa da ridefinire con Garcia, l’occhiata che gli ha lanciato Osimehn dopo il gol da l’idea di una tregua non di un armistizio, ma pazienza, la nuttata cosi passa più tranquilla.
In tutto questo l’Udinese, dopo la scintillante prova con la Fiorentina, non confortata però dal risultato, ha provato ad opporsi con le armi a proprie disposizione, accorgendosi che erano troppo leggere per affrontare l’armata di Garcia. Sottil attua un lieve lifting al viso dei bianconeri, lasciando in panchina i trucchi più buoni, quelli del sabato sera (Samardzic e Pereyra) per un centrocampo più d’assalto e fisico con Payero e il ritrovato Lovric. Prova ad opporre quindi una faccia più cattiva, per giocarsela sul recupero a blocco basso e ripartenze. Il piano non è male, se non fosse che uno che attacca la profondità come Beto non c’è più e Walace è l’ombra del giocatore dello scorso campionato. Il brasiliano si perde uomini sovente, l’inserimento non letto di Zielinski al quarto d’ora è da matita rossa, e se anche lo vedi arrancare su Anguissa e perdere addirittura i contrasti, si capisce come Sottil preferisca toglierlo all’ora di gioco. All’Udinese manca come il pane la sua interdizione in orizzontale per il campo, la sua capacità di chiudere falle e far ripartire l’azione con lo scarico immediato. I Partenopei sono stati un’ondata che travolgeva tutto e tutti. L’Uragano Kvaraskhelia annunciato a livello 4 a sinistra ha travolto più volte Perez, e da quel lato sono nati l’azione del rigore, il gol di Osimhen, e due occasioni sempre per il nigeriano e Mario Rui sui quali solo un attento Silvestri in uscita è riuscito a mettere una pezza. A sinistra le cose non sono andate meglio con Kamara preso spesso d’infilata tra Politano e Di Lorenzo, o dai tagli di Anguissa, che come detto scappava a Walace come anche a Payero.
Insomma, l’Udinese si è scoperta un vaso di coccio tra tanti vasi di ferro, e come Don Abbondio al cospetto dei bravi di Don Rodrigo, è apparsa via via sempre più pavida ed incapace di orchestrare una reazione. A dire il vero l’approccio alla gara è stato anche discreto, con Thauvin che si è dato un gran da fare a cucire il gioco, con gli inserimenti di Lovric e Payero che hanno portato apprensione e qualche conclusione dalle parti di Meret, pur senza centrare la porta. Alla lunga però l’Udinese si è dimostrata:
troppo ingenua nel fallo di Ebosele su Kvaraskhelia, con il bianconero che invece di scortare l’azzurro fuori dall’area spalle la porta ha ben pensato di toccarlo sul piede d’appoggio;
troppo poco in sintonia nella linea difensiva quando Bjiol ha chiamato l’off side su Osimehn ma Kamara è rimasto basso lasciando in gioco il nigeriano che ha raddoppiato.
troppo sotto pressione da svariati minuti, tali da indurre Bjiol (che pure aveva sventato diverse minacce) all’errore banale sul pressing di Kvaraskhelia in occasione del terzo gol
troppo arrendevole nel prendere il quarto gol in area a difesa schierata, un minuto dopo il gol capolavoro di Samardzic

Insomma, se nel primo tempo la squadra di Sottil aveva provato a rispondere pan per focaccia, nella ripresa ai più è parsa una resa incondizionata con i napoletani che sembravano anche molto più affamati, colmi di garra e cattiveria agonistica. Il solo Kravashelia pareva più battagliero e affamato di tutta la squadra di Sottil. E insomma, se già la squadra avversaria ti è superiore dal punto di vista tecnico almeno dovresti sopperire a tale gap con la garra e lo spirito combattivo, ma ahimè l’Udinese pareva inferiore anche in questo. Continuo a sostenere che questo gruppo squadra possa fare molto meglio di quanto visto. I risultati certo non aiutano a mantenere un morale alto, ma di certo il problema del gol è il primo che va risolto. Una casa si costruisce dalle fondamenta vero, e una squadra dalla difesa, ma questo team ha già concluso gare con clean sheet e tuttavia non è riuscita a portare a casa più di un pari perchè là davanti non si batte chiodo. Le occasioni si sono anche create, vero, ma a referto ci sono solo i gol di Samardzic che è si un centrocampista con il vizio del gol, ma pur sempre un centrocampista. Ribaltando il concetto, quindi, se una squadra si costruisce dalla difesa, è anche vero che a volte la miglior difesa è l’attacco. Analizzando il rendimento dei due attaccanti bianconeri, si nota che Thauvin è quello che si da un gran da fare tra le linee, e in ogni partita va alla conclusione, tranne a Napoli, magari ci può arrivare poco lucido perchè corre parecchio, sebbene in alcune circostanze un giocatore della sua qualità avrebbe dovuto fare meglio e marcare almeno un paio di reti. Almeno però arriva al tiro. I numeri di Lucca invece restano impietosi: in sei partite non lo abbiamo praticamente mai visto calciare in porta, al punto che non sappiamo che tipo di tiro abbia, ne con i piedi ne di testa. A Cagliari ha avuto quell’occasione propizia in cui Radunovic si è superato, mentre con la Fiorentina la squadra ha calciato 20 volte in porta e l’ex Pisa una sola volta, la conclusione che farebbe da sfondo alla sigla di mai dire gol, se mai questa trasmissione andasse ancora in onda, la conclusione che ha fatto imprecare tutti i tifosi dell’Udinese. Una sola, da centravanti principe. Di cosa stiamo parlando? Non vorremo credere che sappia calciare solo così, perchè va bene le sponde, va bene l’essere associativo con il resto del gruppo ma ad una punta si chiedono gol, e difficilmente possono arrivare senza conclusioni. Il problema è che pure di testa Lucca pare avere qualche difficoltà, nonostante sia alto 2 metri. In tutte queste giornate di cross in mezzo all’area ne sono arrivati, anche alti, sia da Kamara che da Ebosele, ma in mezzo ad impattare abbiamo visto spesso Thauvin ( tre conclusioni con il Frosinone) centrocampisti a rimorchio, e difensori in occasione dei piazzati. Credo abbia impattato più volte di testa in area Bjiol chiamato a salire sulle palle inattive, che non Lucca. Viene il dubbio che all’ex Ayax manchi proprio il timing per cercare il terzo tempo nello stacco, un fondamentale per chi gioca in categoria. Negli occhi rimane di lui la spizzata di Salerno, e il colpo di testa alto con il Frosinone. Anche ieri sera al Maradona sui palloni spioventi ci arrivavano sempre i difensori napoletani che gli concedevano diversi cm, mentre anche ieri sera i maggiori pericoli nel gioco aereo li ha portati Bjiol, che di professione fa il difensore. Sottil dovrà insomma trovare la formula per mandare al tiro Lucca, il centravanti che finora è leader nelle sponde, utili alla manovra ma di non sole sponde può vivere un centravanti.

Il mio suggerimento, spassionato, di avvicinare gli elementi di qualità alla punta (Thauvin Samardzic Pereyra da destra a sinistra) con due cerberi (Walace Lovric o chi per loro la scelta non manca ) davanti ad una linea a quattro, potrebbe portare più qualità nelle giocate, imprevedibilità, fantasia, e palloni giocabili per tutti e anche per la punta. Avrà il coraggio Sottil di cambiare spartito? Peggio di così comunque sarebbe difficile fare, e perseverare porterebbe comunque la società a scelte risolutive, che vedrebbero il tecnico di Venaria Reale dismesso dai suoi incarichi, dopo che per mesi avrà predicato un calcio che non è suo, per uomini non confacenti allo spartito. Sarebbe un gran peccato affondare con le idee di altri; perchè l’Udinese sta affondando e il campionato non aspetta. Insomma lo schema palla a Samardzic dribbla tutti e facci un gol non può essere l’unica soluzione da adottare.

Paolo Blasotti

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