legaseriea.it – Roma e Udinese si affrontano domenica 9 novembre alle 18.30 in una sfida dal profumo d’Europa. Separate da appena sei punti in classifica, le due squadre si affidano ai loro fantasisti più ispirati: Matías Soulé e Nicolò Zaniolo, due giocatori legati a doppio filo dalla maglia giallorossa, simboli di due generazioni e due percorsi intrecciati.
Soulé, l’erede della Joya
La crescita di Matías Soulé è stata una delle storie più luminose dell’ultimo anno romanista. Nella scorsa stagione, l’infortunio di Paulo Dybala – che tolse la “Joya” dal campo per gli ultimi mesi di campionato – spalancò a Soulé la porta della titolarità e della consacrazione.
Il giovane argentino, fino ad allora autore di un solo gol e nessun assist da settembre a marzo, cambiò marcia: 4 gol e 5 assist nelle settimane successive, diventando il riferimento offensivo della squadra.
Una metamorfosi quasi inevitabile: dieci anni di differenza d’età e lo stesso DNA tecnico hanno reso complicata la convivenza tra i due, ma prezioso l’apprendistato. Ora, con il nuovo stop di Dybala, Soulé torna al centro del progetto giallorosso, e stavolta da protagonista maturo.
I numeri lo confermano: già 3 gol e 2 assist in campionato, oltre al suo primo gol europeo in carriera – un preciso colpo di testa a Ibrox contro i Rangers Glasgow – simbolo della sua evoluzione anche fisica e mentale. Il suo impatto è diventato strutturale, non episodico, e la Roma ne ha fatto il suo motore creativo.
Una metamorfosi quasi inevitabile: dieci anni di differenza d’età e lo stesso DNA tecnico hanno reso complicata la convivenza tra i due, ma prezioso l’apprendistato. Ora, con il nuovo stop di Dybala, Soulé torna al centro del progetto giallorosso, e stavolta da protagonista maturo.
I numeri lo confermano: già 3 gol e 2 assist in campionato, oltre al suo primo gol europeo in carriera – un preciso colpo di testa a Ibrox contro i Rangers Glasgow – simbolo della sua evoluzione anche fisica e mentale. Il suo impatto è diventato strutturale, non episodico, e la Roma ne ha fatto il suo motore creativo.
Dall’altra parte del campo ci sarà il grande ex: Nicolò Zaniolo, tornato in Serie A per ritrovare sé stesso e il feeling con il gol. Con la maglia dell’Udinese, il classe ’99 sembra rinato. In otto presenze in campionato ha già segnato tre reti, una in più rispetto a tutta la scorsa stagione (due gol in 23 partite tra Fiorentina e Atalanta), a cui si aggiunge quella in Coppa Italia Frecciarossa.
Ma il dato più eloquente è un altro: Zaniolo ha realizzato tre gol nelle ultime quattro gare di Serie A Enilive, tanti quanti nelle precedenti 49 presenze. E il ritorno al gol in casa, dopo oltre cinque anni, è coinciso con un piccolo riscatto personale – l’ultimo risaliva infatti al novembre 2019, proprio con la Roma.Il talento di Massa Carrara ha trovato finalmente un ambiente ideale: Udine lo ha accolto con entusiasmo e responsabilità, affidandogli la maglia numero 10 e il cuore del gioco di Runjaić. In Friuli ha ritrovato serenità e continuità, qualità che sembravano perdute dopo le esperienze altalenanti tra Galatasaray, Aston Villa, Atalanta e Fiorentina.Eppure, è nella Capitale che Zaniolo ha scritto le pagine più intense della sua carriera: premiato come miglior giovane della Serie A 2018-19, autore della storica doppietta al Porto in Champions League e protagonista assoluto della Conference League 2021-22, con sei gol e la rete decisiva in finale contro il Feyenoord – il primo trofeo internazionale della Roma.
Ora, il destino lo riporta all’Olimpico, dove ad attenderlo ci sarà un pubblico che lo ha amato, esaltato e poi visto andare via con amarezza. L’accoglienza sarà probabilmente fredda, ma per Zaniolo rappresenta una sfida dal valore speciale: la possibilità di dimostrare, con i fatti, di essere tornato quello di un tempo.
Roma-Udinese sarà dunque teatro di confronto tra due fantasisti che rappresentano passato e presente della creatività giallorossa. Soulé, il futuro che cresce all’ombra della Joya; Zaniolo, il passato che cerca riscatto sotto altri colori.