Tuttosport considera la sfida di questo pomeriggio al ‘Friuli’ come ‘il derby dei tecnici sottovalutati’: “Si scrive Udinese-Parma, ma si legge Kosta Runjaic contro Carlos Cuesta. Spicca, infatti, il duello tra i due allenatori stranieri accomunati dall’essere poco glamour e ancor meno celebrati mediaticamente. Eppure capaci di raggiungere – seppur con filosofie diametralmente opposte – i propri obiettivi. E anche in largo anticipo. Alla faccia degli scettici. Ecco perché entrambi ora vogliono ritagliarsi un bel finale di stagione per sottolineare la bontà del proprio lavoro.
Per il tecnico nato a Vienna la prossima sfida da vincere è quella di riportare la formazione friulana tra le prime dieci della Serie A. Traguardo che in casa bianconera manca addirittura dal 2013, quando Guidolin aveva raggiunto il quinto posto con tanto di qualificazione in Europa League. Quelle coppe internazionali che restano il grande sogno del patron Gianpaolo Pozzo e chissà che non possano essere centrate nel giro di 12 mesi. In fondo Runjaic quest’anno ha messo le basi per poter provare a sognare in grande. L’ex condottiero del Pogon ha plasmato un 3-5-2 brillante e con diversi elementi diventati davvero determinanti. Qualcuno di loro probabilmente in estate volerà in una big (occhio soprattutto al centrale Oumar Solet nel mirino dell’Inter e al centrocampista offensivo Arthur Atta che fa gola in Premier League). Molti altri, però, appaiono destinati a restare ancora a Udine. Dal fantasista Zaniolo, tornato a splendere come prima dei gravi infortuni, al centravanti Davis, passando per la mezzala col vizio del gol Ekkelenkamp al portiere Okoye. Tutti gioielli dai quali ripartire e che, con l’aggiunta di 2-3 innesti, potrebbero davvero far tornare a riecheggiare in Friuli la musichetta delle coppe europee. Un passo alla volta, anche se le basi ci sono. D’altronde i big match parlano chiaro. L’Udinese è stata capace di stendere Napoli e Roma tra le mura amiche e soprattutto sbancare due volte San Siro battendo sia l’Inter sia il Milan. Tanta roba, è proprio il caso di dirlo.
Intanto oggi c’è da superare un Parma che in trasferta sa esaltarsi, visto che lontano dal Tardini sono arrivate le prove migliori dei ducali. Come dimenticare il successo per 1-0 a San Siro contro il Milan, grazie all’acuto di Troilo, o il pareggio a reti bianche imposto ai Campioni d’Italia in carica al Maradona. Un Napoli stoppato sull’1-1 pure domenica scorsa al Tardini. Tutte gare caratterizzate dall’estrema solidità difensiva conferita alla propria squadra da Cuesta, parecchio lontano dal cliché del calcio-champagne che si aspettavano in molti al suo arrivo. Eppure il giovane allenatore spagnolo (30 anni) ha saputo dare un’identità estremamente redditizia al Parma, che ha sempre veleggiato a distanza di sicurezza dalla zona retrocessione. E a chi lo critica duramente come l’ex fantasista ducale Antonio Cassano il discepolo di Arteta risponde così: «Giocar bene è soggettivo. Col Napoli abbiamo difeso tanto e bene col blocco basso. Anche quello è giocare bene». La sensazione diffusa è che per i due allenatori stranieri il bello debba ancora venire. Entrambi, infatti, alle parole preferiscono rispondere coi risultati.