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Tuttosport: Provaci ancora, Pafundi. Dopo il flop in blucerchiato ripartirà dal Catanzaro

In Calabria prenderà il posto di Liberali, passato al Como. Non sarà semplice sostituirlo
Redazione

Tuttosport – La Samp non aveva fatto nulla per riaverlo in prestito dall’Udinese: dopo una stagione negativa, non c’erano gli estremi. Su Pafundi, in questa sessione di mercato, si era fatto vivo l’Avellino a cui però il giocatore aveva detto no un anno fa. Così alla fine l’ha spuntata il Catanzaro, con ogni probabilità nel 2026/27 Simone Pafundi vestirà il giallorosso dei calabresi. E al reparto fantasia dovrà prendere il posto di Mattia Liberali, che ha un anno in meno di lui e che dopo l’ottima stagione scorsa coi calabresi, farà la Champions League col Como. Ma, se si guardano i numeri di Pafundi nella scorsa stagione alla Samp, aver trovato una squadra di B che nella passata annata ha sfiorato la A pronta ancora a scommettere su di lui, non è poco. Perché in blucerchiato, nel 2025/26, Pafundi in B ha raccolto 26 presenze, 1 gol (segnato a porta vuota) e 3 assist. Stagione frenata da due infortuni muscolari ma soprattutto da un utilizzo a singhiozzo, una sola partita completata, tutte le altre vissute o da subentrato o da sostituito.

A 16 anni Mancini lo chiamò in Nazionale: fu un bene per lui?

Per carità, sulle sue doti tecniche c’è poco da discutere, piedi di valore assoluto. Però, il verdetto che ha emesso la B su di lui nella scorsa stagione è quello di un giocatore che fatica a stare nella categoria. E già aveva faticato a stare in A con l’Udinese, così come non era stata particolarmente ecltalante la parentesi vissuta in Svizzera col Losanna. E dunque, per spiegare questo mancato successo, bisogna tornare al 2022, quando Pafundi ha solo 16 anni, è un talento delle giovanili dell’Udinese e d’improvviso viene catapultato sulla ribalta nazionale perché il ct Mancini ha deciso di chiamarlo nell’Italia. Un anno fa, l’ex ct, quasi a prendere le distanze da quellla scelta, aveva definito quella convocazione “una provocazione”. Fatta però sulla pelle di un sedicenne, a quell’età solo se sei Messi meriti di giocare in Nazionale. Poi per carità, se Pafundi trova ancora una società di B che scommette su di lui, lo deve ancora a quella convocazione. Ma se non dovesse andare bene neanche a Catanzaro, Pafundi si ritroverebbe a 21 anni con un radioso futuro alle spalle. E il parallelo tra lui e Liberali la dice lunga: il neo trequartista del Como ha potuto imporsi perché attorno a sè aveva meno riflettori di quanti già ne meritasse, cioé l’esatto contrario di quanto accaduto a Pafundi. Lo stesso Milan lo stava sottovalutando e quando è diventato una stellina del Como, in rossonero s’è deciso che un caso analogo non dovrà più esserci. Ma non dovrà neanche esserci un nuovo caso Pafundi, ormai è chiaro che quella convocazione in Nazionale di quattro anni fa gli ha complicato la vita anziché spianargli la strada del successo. Anche se, probabilmente, non è ancora troppo tardi. Pafundi ha ancora un’età dove è possibile fare il salto di qualità. I mezzi di sicuro ci sono tutti, da parte sua servirebbe una maggiore applicazione e più tendenza al sacrificio. Servirebbe non intestardirsi con una giocata di troppo e mettersi al servizio della squadra, con maggior concretezza nelle giocate, ciò che è più mancato nella stagione con la Samp. Insomma, provaci ancora, Pafundi.

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