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Sensini: “Volevo l’Italia, ma non sapevo dove fosse Udine”

L'argentino alla Gazzetta dello sport
Monica Tosolini

A tutto Sensini. L’ex difensore bianconero si è raccontato alla Gazzetta dello sport, partendo dalla sua Rosario e finendo con il suo ruolo attuale, quello di nonno che diventa matto per la nipotina Antonia. Del suo arrivo a Udine, ricorda: “Volevo giocare in serie A, era il mio obiettivo, ma confesso che Udine non sapevo nemmeno dove fosse. Allora non c’era internet, non c’era Google Maps. Andai a comprare una cartina dell’Italia e mi resi conto di dove proseguiva la mia avventura. Anni meravigliosi a Udine, con il Patron Pozzo che è stato una specie di secondo padre. Ci sentiamo ancora adesso”.
E poi ricorda la vittoria dello scudetto con la Lazio nel 2000: “Devo ringraziare il mio caro amico Alessandro Calori. Fu suo il gol con il quale il Perugia batte la Juventus e noi, negli spogliatoi, attaccati alle radioline perchè a Perugia era piovuto ed era stato ritardato l’inizio della partita. Adesso che mi viene in mente: devo ancora pagare a Calori la cena che gli avevo promesso. Sono passati 25 anni, forse è venuto il momento di saldare il debito, che dite? “

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