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Okoye: “Moda, F1, Udinese? Sono sempre lo stesso, priorità al mio ruolo di portiere”

Monica Tosolini

Le sue verità. Madula Okoye le ha raccontate ad Emanuele Giulianelli del The Guardian. Il portiere bianconero, protagonista di una estate vissuta a 100 all’ora tra nazionale nigeriana, moda, social, paddock e Cardi B. Di tutto questo il portiere dell’Udinese, ora ai box per un problema alla spalla, ha raccontato nell’intervista pubblicata dalla nota testata inglese.
Partecipare alla Settimana della Moda di Parigi è stato davvero impressionante“, ha rivelato Okoye. “È stata la mia prima vera occasione di entrare in contatto con l’alta moda ed è stato affascinante. È una vera e propria forma d’arte. L’ho apprezzata moltissimo e, da quel momento, sono diventato un grande appassionato di moda, molto più di quanto non lo fossi prima“.
Il portiere bianconero ci tiene però a separare la vita privata da quella professionale, per la quale assicura la massima dedizione: “Ciò che accade fuori dal campo è una cosa, quello che succede in campo è un’altra. Bisogna tenerle separate. Non ho mai permesso che questi due mondi entrassero in rotta di collisione. Anche se il marketing e il personal branding fanno ormai parte del business, alla fine resto un portiere e il mio compito principale è difendere la porta della mia squadra. Fuori dal calcio mi dedico ad attività che mi stanno a cuore, ma la mia priorità e il mio lavoro restano tra i pali. Sono due mondi che non si sovrappongono: ciò che faccio fuori dal campo non ha alcun impatto su quanto accade al suo interno, e queste due sfere non si incroceranno mai”.
Udine, in questo senso, rappresenta per lui un rifugio ideale: “Sono cresciuto in una grande città, quindi nel profondo sono e sarò sempre un ragazzo di città, abituato ai ritmi metropolitani. Tuttavia, crescendo impari ad apprezzare il lato più tranquillo della vita. Udine mi piace molto. È una città a misura d’uomo, tranquilla. Lì trovi la tua pace e puoi concentrarti al 100% sul lavoro. Sono davvero felice di vivere qui: la serenità di Udine ti fa bene come persona e ti fa sentire a tuo agio”. E poi: “Sono molto felice di lavorare qui con un ottimo staff di preparatori dei portieri. Sono sulla strada giusta, imparo ogni giorno e non vedo l’ora di dimostrarlo in campo durante la stagione”.
La voglia di Okoye di imparare da atleti di alto livello va oltre il calcio. Durante una recente visita al Gran Premio di Gran Bretagna a Silverstone, ha incontrato il giovane pilota italiano di Formula 1 Kimi Antonelli, cogliendo l’occasione per osservare da vicino le dinamiche di un altro sport d’élite. “È stato fantastico. L’intera esperienza in Formula 1 è stata straordinaria. Credo che un atleta possa imparare moltissimo dagli altri sport. Incontrare i piloti, e in particolare Kimi, è stato bellissimo. Dall’esterno si vede solo la gara in TV, ma dietro c’è un lavoro enorme. È stato impressionante vedere quanto impegno e quanta preparazione richieda competere a quel livello“.
A Udine si sogna l’Europa. Okoye è realista: “Tutto è possibile. Ma credo che se ne debba riparlare a febbraio o marzo. Prima dobbiamo consolidare le basi e affrontare una partita alla volta. Poi vedremo a che punto saremo. Abbiamo sicuramente la qualità, i giocatori, uno staff eccellente e una società solida alle spalle. L’Udinese è un club dove un giocatore può davvero crescere e fare il salto di qualità. Per me, la Serie A resta uno dei migliori campionati al mondo e sono grato di farne parte. Più alto è il livello del campionato, più sono felice e orgoglioso di giocarci. Stiamo lavorando sodo e non vediamo l’ora di confrontarci con i migliori“.
C’è anche un conto in sospeso con la Nigeria. Guardare i Mondiali dal salotto di casa non è stato certo l’ideale. “Ovviamente sarebbe stato meglio parteciparvi, ma purtroppo non ci siamo qualificati”, ammette Okoye. “Ci riproveremo per il prossimo Mondiale. Mi è comunque piaciuto seguirlo dall’esterno; ho tifato per la Germania, sperando che arrivasse un po’ più lontano. Ora guardiamo al futuro e spero davvero di esserci alla prossima edizione”.
Mentre il calcio continua a evolversi in un punto d’incontro tra sport, intrattenimento e cultura globale, figure come Okoye offrono un modello esemplare di atleta moderno. È un giocatore capace di sedere in prima fila a Parigi il lunedì, studiare un avversario su uno schermo il mercoledì e dominare la propria area di rigore la domenica: il tutto senza perdere la propria identità sportiva. “A livello personale, non sono cambiato affatto. Sono esattamente la stessa persona“, dice Okoye. “Certo, per quanto riguarda gli affari e la mia immagine pubblica, molte cose sono cambiate. Fortunatamente ho un ottimo team al mio fianco e cerchiamo di sfruttare al meglio queste opportunità. Ma ripeto: la mia identità non è cambiata. Fa semplicemente parte del mio percorso professionale“.
E quale consiglio darebbe Okoye a un giovane calciatore che sogna di indossare i guantoni e seguire le sue orme? Il portiere dell’Udinese non ha dubbi: “Lavorare sodo, credere in se stessi e avere fede“.

L’INTERVISTA AD OKOYE

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