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Messaggero Veneto: Zaniolo e i bonus della discordia

Il numero dieci irritato dalla parte variabile del contratto. Alta la quota di gol da superare per far scattare il premio. Si cerca la mediazione, ma il club non vuol toccare il fisso
Monica Tosolini

A provocare l’ira di Zaniolo e la sua fuga da Udine, ora lo sappiamo, sono i bonus inseriti nel nuovo contratto per far arrivare l’ingaggio a 1,8 milioni, in cui 1,5 rappresentano il fisso. Il Messaggero Veneto illustra il problema: “La voce legata ai gol da realizzare fissata a tre volte quelli realizzati nella prima annata bianconera, aggiunta all’importo delle possibili multe per motivi comportamentali ha fatto precipitare le cose. Da una parte, quella dell’entourage dell’attaccante, si è chiesto di rivedere certe “quote”, dall’altra, quella del club, si ritiene che Zaniolo non possa pretendere di annullare quei bonus trasformandoli in “parte fissa”, visto che i compagni hanno sigliato un contratto a due voci. In attacco, per esempio, Davis 1,2 milioni più 300 netti di bonus, Buksa 900 più 225. Le prossime ore di mediazione saranno fondamentali, ore che saranno coperte ancora dal certificato medico presentato da Zaniolo per giustificare l’assenza dagli allenamenti”.

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