Il Messaggero Veneto punta il dito sulla resa anticipata dell’Udinese di fronte ad un’Inter a cui è bastata la rete di Lautaro al 20° per far suoi i tre punti in palio: “La resa dell’impero giapponese 80 anni fa agli Alleati è da dilettanti se confrontata con quella dell’Udinese alla capolista Inter. Un tiro nello specchio contro 5, 37 per cento di possesso palla, 333 passaggi contro i 558 degli avversari. D’accordo, alla fin fine conta l’unico gol di Lautaro Martinez per assegnare altri tre punti alla squadra di Chivu, ma la povertà bianconera è stata davvero imbarazzante ieri in alcuni frangenti della sfida, in particolare nella prima mezzora che è bastata ai nerazzurri per passare in vantaggio e a prendere in mano le redini dell’incontro che Runjaic ha impostato erigendo una diga a centrocampo che, in tema di Seconda guerra mondiale, ha fatto la fine della Linea Maginot. È praticamente implosa, concedendo all’Inter gli spiragli necessari per arrivare a creare pericoli a ridosso dell’area di rigore”. E si chiede: “Valeva la pena proteggersi addirittura in cinque contro un’Inter che mirava a risparmiare le energie dopo il recupero e in vista dell’impegno Champions contro l’Arsenal? Mister Kosta vi direbbe di sì, perché quella di restare in partita, magari con un solo gol di svantaggio, fino al rettilineo conclusivo è una tattica che molti allenatori impostano quando si tratta di confrontarsi con un’avversaria effettivamente più forte. Ed effettivamente l’occasione per pareggiare l’Udinese l’ha avuta, con Bayo che ha ciccato clamorosamente il pallone sotto porta. Si tratta, di tecnici abituati a difendere “bassi”, estremamente quadrati, poco propensi agli svolazzi. In definitiva Runjaic è così. Ha raccolto finora 26 punti in 21 giornate, galleggia a metà classifica, anche se non ha dato un gioco all’Udinese, anche se si basa molto sulle individualità (ieri Atta, rientrato dall’infortunio, non ha mai fatto la differenza) e, tutto sommato, se ne frega dei numeri della difesa. Solo il Verona, la cenerentola della Serie A, ha subito più gol dopo 20 turni: 34 contro i 33 dei bianconeri. Ora dovrà andare proprio a casa dell’Hellas, lunedì prossimo, per cercare di riannodare il filo con la vittoria. L’ultima è arrivata proprio in trasferta, a Torino. Perché, in definitiva, l’Udinese resta illeggibile”.
LE PAGELLE DEI BIANCONERI
6.5 OKOYE Il primo destro di Lautaro è debole e centrale, più complicati gli interventi su Dimarco e Mkhitaryan.
5.5 ZANOLI Più basso del solito sulla linea dei difensori. Così, però, chiedergli di offendere è quasi impossibile.
5 KRISTENSEN Si fa saltare come un birillo da Lautaro nell’azione del gol, perde un brutto pallone che manda al tiro Mkhitaryan.
6 KABASELE Usa tutta la sua esperienza per contenere la fisicità di Pio Esposito. Nel complesso, regge.
6.5 SOLET Sarà una coincidenza ma quando di fronte c’è l’Inter si presenta sempre nella sua miglior versione. Fisicità, sicurezza, recuperi e una percussione che poteva portare al gol.
6 KAMARA Un bel cross in corsa presa di Sommer, un paio di affondi anche nel finale. Luis Henrique non è un dirimpettaio che incute timore e lui se la gioca.
5 ATTA Partita al di sotto delle aspettative anche perché si ritrova a giocare spells spalle alla porta. Soffre non avendo la fisictà di Zaniolo. E quando parte viene raddoppiato sempre.
5.5 PIOTROWSKI Gli capita sul sinistro l’unica palla gol dell’Udinese di tutta la partita, la conclusione risulta troppo centrale. Poi prima dell’intervallo si fa male.
6 KARLSTROM Primo tempo di grande sofferenza anche perché l’Inter trova sempre l’uomo libero tra le linee. Cresce alla distanza.
5.5 EKKELENKAMP Sempre preso in mezzo dal centrocampo nerazzurro. Si inverte di posizione con Atta ma il risultato non cambia.
6 DAVIS Soffre di solitudine là davanti. Da una sua palla recuperata nasce l’occasione di Piotrowski.
6 MILLER Gioca in maniera ordinata e applicata. Perché non dall’inizio?
5.5 BERTOLA Nell’ultimo quarto d’ora serviva più precisione nel palleggio.
5 EHIZIBUEUn cross sbagliato, almeno tre palloni gestiti male. Non all’altezza.
6 GUEYE Un suo destro al volo viene murato da un avversario. Non tutelato dall’arbitro.
5 BAYO Liscia clamorosamente il sinistro da buona posizione. Non è una novità.