Impossibile per l’Udinese sfuggire alle critiche dopo una prestazione come quella di Firenze. Il Messaggero Veneto accusa: “Se c’è una classifica delle figuracce dell’Udinese quella di ieri se la gioca per il primo posto con la sconfitta rimediata dieci anni fa in casa di un Parma ormai virtualmente fallito e retrocesso. Già arrendersi a Firenze, dove tutti hanno fatto almeno un punto sarebbe stata una macchia sulla casacca di una squadra che aspira– aspirava – a un posto al sole, ma perdere sbracando in modo indegno come hanno fatto i bianconeri è letteralmente demoralizzante, soprattutto per come è maturata la sconfitta dopo un successo squillante come quello di una settimana prima.
Niente da fare, l’Udinese è davvero la versione calcistica di Dottor Jeklyll e Mister Hyde. Bella e vigorosa quando si tratta di mettersi in mostra contro avversarie blasonate e la partita si incanala nel modo giusto – ha battuto l’Inter e il Napoli –, irritante e senza cervello quando prende sottogamba le rivali, come la derelitta Fiorentina, incapace fare tre punti tutti in una volta prima di incrociarla.
Si era detto in settimana: guai agevolare i viola come era già successo in trasferta contro Sassuolo e Cremonese, gare cominciate in salita subendo un gol a freddo. Ebbene, ieri è successo di nuovo, ma con un’aggravante. Dopo otto minuti di numero Maduka Okoye ha pensato (male) di uscire fuori dall’area a valanga su Kean lanciato a rete rimediando un’espulsione che ha condizionato tutto l’incontro. D’accordo, il peccato originale è stato di Kabasele che, invece di spazzare, ha effettuato un pericolosissimo colpo di testa nel cerchio di metà campo, sul quale i viola si sono avventati per una ripartenza fulminea vincendo un duello aereo, ma il portiere nigeriano ha scelto il male peggiore: evitare il gol lasciando la propria squadra in inferiorità numerica con davanti 80 minuti”. Il resto è noto..
Le pagelle salvano davvero pochi giocatori:
3 OKOYE L’ennesima lettura sbagliata in uscita (ricordate il rigore concesso contro il Genoa?) che gli costa l’espulsione e di fatto la partita all’Udinese. Non era proprio il caso di uscire dall’area per contrastare Kean. I suoi errori, e non siamo neanche a fine andata, cominciano a essere troppi.
5 KRISTENSEN Con l’Udinese in dieci va a fare il centrale di destra nella linea a 4. Colpevole sul 3-0
SV KABASELE Runjaic, rimasto in dieci, decide di sacrificare lui e non un attaccante. La scelta non ripaga.
6 SOLET Solo per il gol di buona fattura perchè anche lui là dietro fa parte della banda del buco. Erroraccio sul 5-1.
5.5 ZANOLI Parte bene, subito un paio di iniziative, poi si spegne come tutta la squadra. Esce dopo un tempo.
5.5 PIOTROWSKI L’Udinese all’inizio spinge sul centro destra e lui sembra propositivo. Poi in dieci contro undici la musica cambia ed entra in modalità sofferenza.
5 KARLSTROM Serata complicata. La fotografia della sua partita è il modo con cui abbocca alla finta di Gudmundsson nell’azione del 2-0.
5 EKKELENKAMP L’eroe della gara con il Napoli ritorna sulla terra come tutti i suoi compagni. Tra i pochi che sembra lottare anche con l’uomo in meno.
5.5 BERTOLA Riproposto esterno a sinistra. Nella ripresa si sposta a destra. Si fa bucare da Parisi, evita sulla linea il sesto gol.
6 ZANIOLO Era stato l’unico a dare la sensazione di volerci provare. Due le conclusioni verso la porta di De Gea, la prima di sinistro deviata in corner, la seconda di destro fuori di poco. Dopo l’intervallo resta in spogliatoio.
5 DAVIS Da subito non ha lo scatto rabbioso esibito contro il Napoli.
5.5 SAVA Prende tre gol, qualche responsabilità potrebbe averla sul primo perché la conclusione di Mandragora è si deviata da Ekkelenkamp ma è comunque centrale.
5.5 KAMARA Entra a inizio ripresa e si fa vedere subito con un sinistro pericoloso. Ma Dodo gli va via troppo facilmente.
5 LOVRIC L’errato disimpegno innesca l’azione del 4-0. Sembra avere la testa da un’altra parte.
6 GUEYE Il ragazzo entra in una situazione “drammatica”. Un suo tiro cross fa venire i brividi a De Gea.
5.5 BUKSA La predisposizione alla lotta c’è. Fa ammonire Nicolussi Caviglia.