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Messaggero Veneto, Gino Pozzo: “Il settore giovanile è il nostro futuro”

Il proprietario dell'Udinese: ""Le nostre strategie per il futuro passano attraverso il potenziamento delle squadre giovanili: in questo campo ci candidiamo a diventare un'eccellenza del calcio italiano"
Monica Tosolini

Da tanto tempo la tifoseria bianconera voleva sentir parlare Gino Pozzo, capire da lui che strada sta prendendo l’Udinese? Il massimo dirigente bianconero, a sorpresa, ha concesso una intervista esclusiva al Messaggero Veneto: il video integrale e l’intervista completa verranno divulgati domani. Oggi è stata pubblicata una anticipazione del suo intervento. Ed ecco una sorpresa ancora più inaspettata: Pozzo jr indica la nuova strada dell’Udinese nella cura del settore giovanile: “Vogliamo che l’Udinese sia l’eccellenza del settore del calcio giovanile in Italia. Con le nuove norme è una complicazione in più, perchè poi ti puoi trovare in situazioni come quella di un procuratore che è andato a firmare un contratto con un ragazzino di 15 anni per dirgli che lui lo portava via e pagava le commissioni. Cose che fanno schifo, che sono contro ogni norma. Il messaggio è che vogliamo potenziare il settore giovanile locale per offrire l’opportunità a tutti i giovani friulani di poter giocare nell’Udinese. Poi, ovviamente, è la qualità che permette di arrivare. Abbiamo avuto qualche buon ragazzo, come quella sfilza di portieri, uno meglio dell’altro. Poi abbiamo Palma, un 2008 che va già in ritiro con la prima squadra, e Pejicic, bravissimo. Con questa politica cominciano a venire fuori, vogliamo rafforzare questa strategia, formare un canale ai talenti locali“:
Poi cosa mancherà? Perchè in Primavera, poi: “Questo è un problema strutturale, qualcosa si sta muovendo con le seconde squadre, ma devono snellirle molto di più. Costano troppo. Siamo ancora troppo lontani dal concetto delle seconde squadre che c’è in Spagna, dove tutte le società hanno le seconde squadre, con dei costi che sono quelli della Primavera. Qui ci sono una serie di vincoli in un contesto dove tu alla fine devi andare a fare la squadra per quel campionato lì, invece dovrebbe essere una continuazione. Loro cosa fanno? Loro non hanno la Primavera. Abbassano l’età del settore giovanile e da lì tu passi alla seconda squadra. La seconda squadra è fantastica perchè praticamente quello che manca al ragazzo di 18 anni è l’esperienza, ma quel gap con la serie A, come lo chiudi? E’ quasi impossibile. Invece lì, in maniera molto naturale viene chiuso questo gap. Basterebbe copiare. Il costo è quello di una Primavera e con grande flessibilità puoi muoverti dalla seconda squadra alla prima squadra“.

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