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Messaggero Veneto: aggrappati a Lucca

Contro il Torino, l'attaccante sfiderà il suo passato. Arcella, il presidente che lo lanciò nei dilettanti: "Non hanno creduto in lui"
Monica Tosolini

L’Udinese cerca punti salvezza anche a Torino, contro quei granata in cui, tra il 2008 e il 2015, è cresciuto Lorenzo Lucca, bomber bianconero. A lui si aggrappa Cioffi, ancora con un reparto offensivo ridotto al minimo, ma con l’ex Pisa a interpretare il ruolo di ariete. Il giovane, arrivato in estate a Udine in cerca di rilancio, ha sfruttato le occasioni concesse e ora può anche guardare alla Nazionale. Di lui ha parlato Mimmo Arcella al Messaggero Veneto. Arcella aveva portato Lucca nell’Atletico Torino, dove sette anni fa era presidente e oggi dice: “Non hanno creduto in. lui. Peccato, perché secondo me Lorenzo è un predestinato”. Ricorda: “Non si fermava mai. Tutti i giorni un allenamento, con tutte le categorie dove poteva giocare, anche in prima squadra. Con gli allievi andava come un treno. Segnava sempre. L’istinto per il gol c’è sempre stato. Adesso quando lo vedo giocare in serie A con l’Udinese mi si apre il cuore. Ce l’ha fatta ed è una gran bella soddisfazione, perché il suo è stato un percorso complicato. Ma vedrete che non mollerà di un centimetro, sa che deve crescere ancora. La conosco quella mentalità. L’ho sentito un paio di volte negli ultimi mesi, ma non voglio disturbarlo più di tanto. So che quando cominci a segnare tra i professionisti è facile saltare sul carro dei vincitori. A me piace seguirlo a distanza e vederlo soddisfatto perché se lo merita. È un grande lavoratore e ha tanta passione dentro”. E lo sta dimostrando.

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