L’ex Ds dell’Udinese Fabrizio Larini ha detto la sua sulle ultime in casa Udinese in una intervista a Il Gazzettino. Il Fondo americano Guggenheim si è allontanato e “Gianpaolo Pozzo, con l’inizio della stagione che scatterà la prossima settimana, festeggerà un traguardo straordinario: i 40 anni alla guida dell’Udinese. Sarà anche la stagione dei 130 anni di fondazione del club bianconero e dei 50 dalla costruzione dello stadio “Friuli”, in seguito sponsorizzato Dacia Arena e ora Bluenergy, nonché i 10 dalla sua ristrutturazione. Un’annata speciale, insomma, ed è giusto che siano Gianpaolo Pozzo e i suoi familiari a viverla in prima persona. «Sarebbe molto positivo per l’Udinese, per tutto il Friuli e per il calcio italiano se i Pozzo rimanessero ancora al timone – interviene l’ex ds bianconero Fabrizio Larini . Del resto la conferma dell’allenatore Runjaic e del ds Inler “spingono” in tal senso. I Pozzo sanno fare calcio come pochi e ormai è risaputo ovunque»”.
L’ex Ds ha parlato anche del nuovo acquisto Bertola: «Io l’ho visto giocare più volte, sia nello scorso campionato che due anni fa, e posso assicurare che ha fatto grandi progressi – sottolinea -. Ho ammirato in lui un centrale difensivo di personalità, sicuro negli interventi e abile nell’anticipo. Nella scorsa stagione invece mi aveva lasciato perplesso. Se è migliorato così tanto in poco tempo, significa che ha ancora margini di crescita. Nello Spezia agiva sul centro-destra o sul centro-sinistra della difesa a tre, ma può fungere anche da centrale nello schieramento arretrato a quattro. Quindi qualsiasi modulo adotterà Runjaic non sarà un problema, per questo ragazzo. Certo è che, con Solet, l’Udinese può interpretare bene la difesa a quattro e disporre di un centrocampista o di un attaccante in più. Se il francese non pecca di superficialità, evitando talvolta di strafare, è una sicurezza, un grande giocatore».
Il dirigente è convinto che per Lucca sia arrivata l’ora del grande salto mentre su Sanchez dice che «Personalmente lo terrei ancora: è sempre in grado di decidere un match, giocando 20′ o persino 10′. Ha uno spirito particolare, che ti contagia, e onora la maglia che indossa. Ma se non avverte fiducia si chiude, si deprime e non rende. Al di là dei ruoli sono convinto, come quasi sempre è successo in passato, che dal cilindro di Gino Pozzo potrebbe uscire il classico “coniglio”, un altro giocatore destinato ad esaltarsi in bianconero, nel pieno rispetto della storia di questo club».
Il Gazzettino, Larini: “Io terrei Sanchez ma deve sentire fiducia”
Le tesi dell'ex ds: «Bertola in un anno è migliorato tanto e ha margini ulteriori»
788
articolo precedente