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Gazzetta dello sport: Questa Signora sa solo vincere

Un elogio alla Vecchia Signora per l'ottavo successo consecutivo è il concetto principale nel commento della Gazzetta dello sport a Juventus-Udinese.
Monica Tosolini

Un elogio alla Vecchia Signora per l’ottavo successo consecutivo è il concetto principale nel commento della Gazzetta dello sport a Juventus-Udinese. In merito alla partita, la rosea scrive che “La vittoria con l’Udinese è più che meritata. Nel secondo round la Juve, spinta da un Rabiot sempre più determinante, ha collezionato una serie d occasioni che potevano smentire la “filosofia” di Allegri. Ma nel primo round la sfida l’ha condotta l’Udinese. Il 59 per cento di possesso palla è lì a testimoniarlo. Pressing alto, buone manovre, non sembrava affatto una squadra che da otto partite non riesce a vincere ma quella che all’alba del campionato è riuscita a collezionare 6 vittorie di fila. Forse la Juventus cercava di spendere meno energie possibili in vista della madre di tutte le partite e la panchina annunciata di Milik faceva parte di quei pensieri. Fatto sta che giocava bassa e abbastanza chiusa sfruttando le ripartenze e la classica solidità in difesa. La banda Sottil allora ci ha provato, ha giocato tanto, orchestrata da Walace, e tuttavia ha punto poco. L’unico vero pericolo l’ha creato dagli sviluppi di un corner dove Walace è andato sicuro di testa ma Szczesny ha riposto con una prodezza. Di contro la Juve non si è affacciata molte volte nell’area ma è stata più pericolosa. Prima con Rugani, in gran spolvero anche in difesa (ha controllato Beto senza problemi), che di testa ha messo in mostra le doti di reattività di Silvestri, e poi con Kean, imbeccato da una di quelle giocate deliziose di Di Maria di cui si parlava. Anche qui Silvestri in uscita ci ha messo una pezza. Nel secondo round la musica è cambiata di colpo: la Juve è partita a razzo mettendo subito in difficoltà l’Udinese che in questa periodo sembra una squadra dimezzata: bella per un po’ e poi disordinata e con l’errore fatale sempre dietro l’angolo. Ma in questo caso è stata la qualità dei bianconeri a ridimensionarla. Kean ha provato subito a far centro nei primi minuti, poi Allegri ha dato la svolta coi cambi: con Paredes al posto di un Locatelli meno lucido che a Cremona e soprattutto con Chiesa al posto di Miretti. Mosse con cambi anche tattici all’interno dello stesso schema: McKennie spostato in mezzo per far spazio a Chiesa è stato molto più produttivo, e con Rabiot ha sovrastato il centrocampo dell’Udinese. Qui Sottil ha provato delle contromosse: buona quella di Arslan per Makengo, ininfluente quella di Samardzic per Success, pessime quelle di Ebosse per Udogie e Ehizibue per Lovric. I friulani non sono calati nettamente solo di qualità, ma anche di intelligenza tattica. Ehizibue ha combinato solo pasticci in fascia e Ebosse è il “controllore” che ha perso Chiesa per l’1-0. Comunque, il gol era nell’aria già da parecchio tempo. E ci saranno occasioni migliori per Andrea Sottil per tornare al successo, perché la squadra è viva e ha bisogno di trovare solo un po’ di solidità”.

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