Dall’esagerazione contro il Torino alla serataccia con l’Udinese. La Gazzetta dello sport si chiede quale sia la vera Inter. La rosea dà merito all’Udinese che ha inchiodato l’Inter a preoccupanti limiti di gioco. Udinese che è stata “la più bella da tanto tempo, con un Solet dominante, un rigore ineccepibile per le regole ma un po’ ‘rigorino’ per come un difensore (Dumfries) dovrebbe gestire l’equilibrio quando salta. L’Inter era la fotocopia ingiallita di quella che ha battuto il Torino 5-0, implosa nella testa e nelle gambe. Udinese organizzata e a volte bella. “Runjaic ha stravinto contro Chivu, i suoi sono stati tutti superiori agli interisti, predominio individuale e di squadra” scrive la rosea. “Difesa con due martelli: Kristensen imbattibile di testa e Solet che ha sbrogliato almeno tre occasioni pericolosissime con marcature a uomo vecchi tempi, ma poi sa muoversi in attacco come un vecchio mediano. In mezzo, la pressione di Karlstrom è ossessionante. Ma è sul centrosinistra che l’Udinese ha vinto il match: il 3-5-2 dell’Udinese è stato molto più armonico e studiato di quello dell’Inter. Ehizibue è rimasto basso per aiutare la difesa, limitando i danni con Dimarco mentre Zemura si lanciava a sinistra a schiacciare Dumfries, supportato dal ritmo di Atta al quale Barella non ha risposto, e dal movimento delle due punte, Davis e Bayo, che nella trequarti hanno potuto dialogare come volevano. Organizzata, fisica e anche lucida l’Udinese che ha spinto l’Inter indietro, impedendo qualsiasi ripartenza e colpendo e colpendo dove si apriva un corridoio”.
Udinese da 7,5 in pagella, con Runjaic e Solet a cui la rosea dà lo stesso voto. A Bertola, 6, il voto più basso.
Gazzetta dello sport: L’Inter cade, ribaltone Udinese
Dopo il vantaggio i nerazzurri si sono spenti contro i friulani solidi e organizzati
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