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Gazzetta dello sport: Il riscatto di Marvin Zeegelaar

La Gazzetta dello sport si occupa oggi di Marvin Zeegelaar, arrivato dal Watford nel gennaio 2019 in prestito, protagonista di alti e bassi in bianconero e ora scelto da Gotti come titolare a sinistra.
Monica Tosolini

La Gazzetta dello sport si occupa oggi di Marvin Zeegelaar, arrivato dal Watford nel gennaio 2019 in prestito, protagonista di alti e bassi in bianconero e ora scelto da Gotti come titolare a sinistra. La rosea ricorda il suo punto più basso, l’errore nel finale di Udinese-Genoa lo scorso 5 luglio, costato il rigore contro e il pareggio del Grifone. Gli sono piovute addosso molte accuse, sia sulle capacità professionali che per la scelta, l’anno prima, di non voler essere voluto tornare a Udine dopo il prestito dal Watford. 

In questa stagione, dopo le prime due partite giocate al di sotto delle attese, come tutta la squadra, sembrava destinato ad una stagione da ‘vice’ a sinistra. Ma lui, supportato dallo staff, ha lavorato sodo e nel momento più delicato della stagione, contro il Sassuolo, Gotti gli ridà la maglia da titolare. Buona prestazione e conferme con Genoa e Lazio. E ora a Torino, toccherà di nuovo a lui.

Di lui, il doppio ex di Udinese e Torino Giovanni Pasquale dice: “Ho visto sia Zeegelaar che Ouwejan. Mi piacciono entrambi, Zeegelaar sta più attento dietro, l’altro forse spinge di più. Ma si vede il lavoro di Gotti. Mi dicono gli amici di Udine che sta facendo bene ed è un’ottima persona. Con tutti gli stranieri che ci sono sempre in squadra non è facile e c’è parecchio lavoro. Però ha trovato questo super De Paul che oggi fa la differenza”.

E ancora:

Come vede il ruolo del terzino? “In una squadra che fa il 3-5-2 come l’Udinese deve fare tutto: spingere, coprire, fare bene le diagonali, stare sempre molto attento”.

Sabato c’è Torino-Udinese. Lei vive a Venaria, gioca e allena. Come vede lo scontro? “Farò il possibile per andare a salutare gli amici dell’Udinese, magari prima della partita. Io mi diverto ancora, da centrale. Non corro più, ma vorrei entrare un giorno in uno staff. Per il Toro è una partita da vincere. Per 70 minuti giocano bene, poi crollano. Ma l’Udinese ora è una squadra tosta e la difesa è cresciuta molto”.

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