Thomas Helveg, ex terzino destro danese che l’Udinese ha portato in Italia nel 1993, alla Gazzetta dello sport racconta i suoi ricordi in serie A, nelle esperienze in Friuli, al Milan e all’Inter. Aneddoti di tempi felici, accanto a grandi personaggi. Parte dal suo arrivo a Udine, “Strano ma bello. Udine è una città piccola che ti accoglie. Mi ricorda Odense. Ha circa la metà degli abitanti, ma è discreta alla stessa maniera. Ti lasciano vivere senza pressioni”. Galeone è stato il suo primo allenatore: “Quando lui arrivò a Udine io ero in Nazionale. Un mio compagno, John Sivebaek, che lo aveva avuto a Pescara, mi disse: “Tom attento, quello è matto. Io quindi tornai a Udine un po’ impaurito. Invece trovai una grande persona, era sempre scherzoso, sì un po’ folle, ma simpaticissimo. In partitella in allenamento voleva sempre giocare. Si metteva in mezzo e pretendeva di impostare. Quante risate ci siamo fatti con il mister. Mi manca”.
E poi Zaccheroni: “Mi porto dentro solo cose bellissime. Nel 1994 ho vinto il premio di danese dell’anno, poi con lui sono cresciuto tantissimo. Ricordo il primo allenamento. Ci disse: “Non dovete preoccuparvi se vi urlo, ma se vi ignoro. “. Ed era vero. Mi prendeva da parte per mostrarmi dove stare in attacco e dove in difesa. E quanti assist ho fatto in quegli anni. Io crossavo, Bierhoff incornava..”
Nella foto Oliver Bierhoff