Atta, re dei dribbling ma anche prossima plusvalenza dell’Udinese che lo ha prelevato dal Metz per 8 milioni e che in estate potrebbe rivenderlo a 40. Lui, intervistato dalla Gazzetta dello sport, dice di pensare solo a lavorare “per essere più forte giorno dopo giorno. Il sogno era diventare un calciatore professionista, ora è questo”. Dopo il gol all’Inter a San Siro, punta a farne uno al ‘Friuli’, “davanti ai nostri tifosi. Io cerco di dare tutto me stesso sul campo, voglio aiutare l’Udinese a stare nella parte sinistra della classifica. E poi migliorarmi: sono nel posto giusto per crescere. Sento la fiducia di mister Runjaic, che mi dà tanti consigli in campo. Penso, da mezzala sinistra, di aver trovato la giusta collocazione in campo. Mi dà libertà. Penso che il fatto di aver fatto tanti ruoli da ragazzino mi abbia aiutato”.
La sua formazione: “Al Rennes ti insegnano “la sfrontatezza. Da fermo puoi usare la tua qualità per uscire da una situazione. In questo modo uso i dribbling”.
A Udine è cresciuto “nel prendermi le responsabilità, mi piace essere decisivo”.
L’Udinese di oggi “è più squadra, ci sono meno individualismi. E’ vero, prendiamo troppi gol perchè dopo che ne prendiamo uno vogliamo andare subito avanti e ci scopriamo”.
L’attacco è completamente cambiato: “Thauvin, gran fuoriclasse, era un 10 a cui piaceva fare il gioco, il passaggio. Fa lo stesso ora al Lens. Lucca aveva fame davanti alla porta. Viveva per segnare. Zaniolo ha tanta qualità davanti. Un talento. E’ il giocatore che più mi ha stupito quest’anno. E’ più fisico di Thauvin e si è integrato bene, è più attaccante e quando ha davanti la porta può sempre segnare. In Francia ne sentivo parlare quando lui era alla Roma, ora capisco il perchè. Davis partecipa più al gioco, gli piace e ha un buon controllo di palla. Bayo cerca la profondità. Buksa è molto esperto, sa fare gol e lavora tanto per la squadra. Il più giovane, Gueye, è molto veloce, ha un buon gioco aereo, è ambidestro, può arrivare”.
Buksa ha detto che Atta ricorda Bellingham, ma lui dice sicuro: “Non è vero che sembro Bellingham, è vero che devo migliorare nell’ultimo passaggio. Nel mio ruolo, in A, ci sono fenomeni come Anguissa e McTominay”.
La Nazionale è un sogno, ma è difficilissimo arrivarci. Certamente la preferisce alla Champions.
Gazzetta dello sport, Atta: “Francia e Udinese al top. Ecco i miei sogni”
La mezzala: "Per me il calcio è libertà, resta un gioco. Io come Bellingham? No, devo migliorare negli assist"
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