Il Corriere dello sport si è soffermato oggi sulle presenze in campo di calciatori italiani nell’ultimo turno di serie A. E, amaramente, sei giorni dopo la debacle in Bosnia deve constatare che “C’era un italiano… ma non è una barzelletta. O forse sì, ed è proprio questo il problema: fa ridere per non piangere, mentre il calcio italiano continua a raccontarsi storie che non trovano mai riscontro sul campo”. I numeri sono allarmanti: “Gli italiani in campo sono stati il 29%. Basta questo numero per smontare qualsiasi discorso teorico, qualsiasi tavolo tecnico, qualsiasi dichiarazione d’intenti. Il 29% dei titolari è italiano. Sessantaquattro giocatori su duecentoventi. Una percentuale che non è solo bassa: è allarmante. È il termometro di un sistema che non crede più in se stesso. E non va meglio allargando lo sguardo. I convocati italiani sono 125 su 429: ancora 29%. Una costante che diventa condanna. E dalla panchina? Anche lì, il copione non cambia: 66 stranieri subentrati contro appena 28 italiani, molti dei quali spediti in campo quando la partita era già finita”.
Il punto più basso in Udinese-Como, dove è stata evidente la solitudine di Zaniolo : ventidue giocatori in campo, uno solo italiano. Nicolò Zaniolo, solo contro tutti. Una fotografia desolante, quasi simbolica. A fargli compagnia, a gara in corso, il solo B ertola. Dall’altra parte, il nulla: un Como che continua a ignorare il talento azzurro, con Goldaniga ridotto a comparsa stagionale. Quattordici minuti in un campionato intero. Non è una scelta tecnica, è un manifesto.”
Foto: Corriere dello sport
