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Marino: Non avrebbe senso uno scambio Lasagna-Petagna. Non è detto che De Paul parta

Ospite del canale ufficiale bianconero, il Dt Pierpaolo Marino ha commentato subito la voce di mercato riguardante la richiesta del Napoli di scambio di prestiti secchi Petagna-Lasagna
Monica Tosolini

Ospite del canale ufficiale bianconero, il Dt Pierpaolo Marino ha commentato subito la voce di mercato riguardante la richiesta del Napoli di scambio di prestiti secchi Petagna-Lasagna: “Non avrebbe senso uno scambio Petagna-Lasagna, anche se tra i dirigenti non c’è stato alcun contatto. Da un punto di vista tecnico lo scambio per l’Udinese non avrebbe alcuna valenza. La Juve ha un diritto di recompra per Mandragora che deve concretizzarsi entro il 30 agosto: noi staremo a vedere cosa succederà. Mandragora sta procedendo bene verso la guarigione e per novembre il ragazzo potrebbe essere già in grado di allenarsi“.

Si riparte il 19 settembre: “Oggi abbiamo partecipato alla riunione che ha visto mettersi in atto la votazione: noi abbiamo votato 19 settembre in accordo con Gotti e con il preparatore Brignardello, per consentire una adeguata preparazione per il campionato e concedere un po’ di sosta in più ai giocatori. Sarà una nuova stagione anomala, si giocheranno diverse infrasettimanali e anche il 3 gennaio. Questa cosa penalizza i sudamericani che non hanno il tempo materiale per fare ritorno in Patria”.

Voto 6 all’Udinese: è d’accordo? “No, questa squadra merita almeno 6,5. Quel mezzo punto in più gliel’avrei dato. Prima del lockdown 4 pareggi ci hanno fatto perdere un po’ del vantaggio sulla terzultima, ma dopo il lockdown abbiamo fatto 17 punti in 12 gare. E’ stato un campionato positivo, l’Udinese è stata per lo più abbastanza lontana dalla zona caldissima. Vorrei sottolineare l’importanza del pubblico: dopo il lockdown, con lo stadio chiuso, abbiamo raccolto meno in casa che in trasferta. Con il pubblico avremmo fatto meglio al ‘Friuli’. C’è da riflettere anche sul fatto che con il Friuli chiuso, l’Udinese ha invertito la rotta: prima del lockdown è stata la squadra che aveva raccolto meno fuori casa. Dopo è andata diversamente”.

Gotti a Udine può aprire un ciclo? “Stiamo parlando con lui da giorni. Sulla volontà della società di trattenerlo non c’è alcun dubbio. Sui programmi c’è convergenza. Poi ci sono altri aspetti della trattativa che approfondiremo nei prossimi giorni. La volontà dell’Udinese e di Gotti c’è. Bisogna formalizzare tutto”.

Un occhio alla squadra: “Il gruppo di giocatori che abbiamo è molto sano. Si è messo sempre a disposizione di tutti i tecnici. Gotti ha saputo valorizzare questo aspetto che però va riconosciuto ai giocatori. Ci fa piacere che tutti sollecitino la conferma di Gotti, ma non dimentichiamo che siamo stati di fronte a tanti scettici nel momento in cui abbiamo deciso di puntare su di lui. Io stesso ci ho messo un mese a convincerlo: è stata una scelta coraggiosa. Bravo Gotti, ma brava anche la società che ha avuto il coraggio di rischiare. Lui per un mese e mezzo diceva di non sentirsi un allenatore in prima”.

Il futuro di De Paul si deciderà dopo le coppe? “Sembra si parli di un giocatore che è già andato via, ma non la vedo così semplice che accada. Ha un valore di mercato che non so se dopo la pandemia può essere retto. Si va avanti a scambi. Io sono dell’idea che De Paul in questo breve mercato non so se va considerato fuori dai giochi dell’Udinese. Lui non sta male a Udine, si è integrato con la sua leadership all’interno dell’Udinese. Lui dovrebbe andare in una squadra grande, ma con un progetto tecnico che ne preveda l’utilizzo a tempo pieno che non gli faccia perdere la Nazionale. Non sono convinto che va via. Starei molto attento prima di salutarlo. La famiglia Pozzo è in grado di mantenere la valutazione del giocatore. Non credo poi che De Paul non possa rimanere qui volentieri. De Paul ci tiene a conservare la titolarità nella nazionale argentina“.

Può valere 35 milioni? “Non dico la mia quotazione, ma è superiore a quella”.

Paradossalmente giocatori come Fofana e Larsen, che hanno un valore minore, sono più vendibili? “Vendibile c’è tutto, ma in una transazione vanno valutate bene le potenzialità di un giocatore. Fofana non ha un contratto lunghissimo, ancora due anni, e non ha voluto rinnovarlo. E’ ovvio che, se ci sono le richieste giuste, può andare via. Larsen ha ancora due anni di contratto, ma vedremo. Al momento il mio telefono non squilla ogni due minuti per questi giocatori, magari mi chiamano di più per altri che non vengono nominati spesso”.

Il futuro di Sema? “E’ in prestito dal Watford. La situazione è in completa evoluzione. Bisognerà lavorare, vedremo cosa succederà. Bisogna essere soddisfatti di questa sinergia con il Watford, che ha portato qui Sema e Okaka. Uno come Okaka, senza il Watford, l’Udinese non se lo sarebbe potuto permettere. Stesso discorso per Zeegelaar. Siamo molto dispiaciuti che non possiamo continuare questa sinergia con una società di Premier League, ma siamo sicuri che Gino Pozzo saprà riportare presto nella massima serie inglese il Watford“.

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