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Deulofeu: “Finalmente posso accelerare i tempi per il rientro”

Il catalano: "Ho dovuto allontanarmi per evitare l'involontaria pressione di chi si preoccupava per me"
Monica Tosolini

L’attaccante catalano Gerard Deulofeu riappare in un collegamento Twitch a ‘Jijantes Futbal Club, interpellato da Gerard Romero che si complimenta per averlo visto più felice negli ultimi tempi. Il Diez bianconero è reduce dalla separazione momentanea consensuale dall’Udinese e sta lavorando per riuscire a rientrare dall’infortunio che lo sta tenendo lontano dai campi di gioco da un anno e mezzo: “Ci voleva un po’ di serenità dopo un anno e mezzo senza poter giocare a calcio, senza poter correre… che è una delle cose che mi hanno fatto più male. Una cosa è superare una lesione, un’altra era il problema che avevo io, perché non miglioravo e qualsiasi piccolo movimento significava liquido nelle ginocchia e infiammazione e finché non ho curato veramente la gamba, non ho potuto tornare a correre”.
Deulofeu, un esempio aver lavorato anche di testa. In molti avrebbero gettato la spugna, lui è diventato un esempio per i giovani. Ma ammette che “Se non fosse stato per la vicinanza delle persone che mi circondano e del modo in cui ho organizzato la mia vita negli ultimi 5 o 6 anni, non ne sarei uscito”.
Un calvario infinito, il suo. La luce sembrava sempre lì, ma di fatto si allontanava: “Perché dopo i primi mesi di recupero, pensi che ti manchi poco ma in realtà ti accorgi che non è così”.
Ecco quindi la scelta dello stand by con l’Udinese, dettata dalla volontà di non mettersi ulteriore pressione temporale nel recupero. Deulofeu spiega: “L’Udinese mi ha aspettato un anno e mezzo, ho voluto fare un gesto verso di loro. Il mio contratto scade nel 2026, l’avevo rinnovato l’anno scorso. Ho ascoltato il mio corpo, ho deciso di rimandare quest’ultimo anno per prendermi il tempo di dedicarmi al mio recupero. E’ importante sapere che c’è la società che mi aspetta, perchè loro sanno come lavoro, e conoscono il mio team. Sanno che se riesco a tornare a giocare a calcio, mi restano ancora tanti anni da giocare”.
E rivela: “A inizio anno. Ho dovuto fare un trattamento con cui ho visto a poco a poco dei progressi. Sono piccoli passi che mi hanno portato ad allenarmi in campo. Oggi alla quarta sessione ho potuto correre in campo: il ginocchio ha risposto bene, non mi ha dato fastidio. Credo che a partire da adesso le cose procederanno più spedite perchè quando arrivo in campo, il ginocchio accetta gli stimoli a cui viene sottoposto. Penso che finalmente potrò accelerare i tempi, che già sono stati lunghi”.
Il contesto, apprensivo nei suoi confronti, forse gli metteva involontariamente una certa pressione. Confessa che sì, è stato così: “Capisco che la stampa, la dirigenza, l’ambiente voglia averti in squadra, perché la tua presenza conta, ma io mi sono dovuto allontanare perché la mia testa non riusciva più a sopportare che 50 persone, che sono quelle che ogni giorno trovi in spogliatoio, ti chiedano cosa succede, quanto manca, quali progressi ci sono stati. Era insopportabile, mi distruggeva. Cosa ho dovuto fare? Stare a casa con mia moglie e i miei figli, circondato dai miei amici che sanno esattamente come sto e che se c’è qualche progresso glielo dico io. E’ stata l’occasione per passare più tempo con la mia famiglia e uscire da quella bolla che senza volerlo psicologicamente ti fa male, perché mentalmente vorresti solo un po’ di pace”.
Deulofeu adesso è in Spagna, si concentra sul recupero e vede davvero la luce in fondo al tunnel. Lo ribadisce nei video che posta sui social in cui può informare tutti. Senza pressioni.

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