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Arslan: “De Paul e Pereyra mi rendono più facile il lavoro a centrocampo”

Il centrocampista bianconero Tolgay Arslan, arrivato a Udine a settembre durante il mercato estivo, si è ben inserito nella squadra, guadagnandosi il posto da titolare che ora contende a Walace e Mandragora.
Monica Tosolini

Il centrocampista bianconero Tolgay Arslan, arrivato a Udine a settembre durante il mercato estivo, si è ben inserito nella squadra, guadagnandosi il posto da titolare che ora contende a Walace e Mandragora. L’ex Besiktas e Fenerbahce ha concesso una intervista al portale online ‘sporx.com‘ raccontando i suoi primi mesi in Italia e precisando alcune situazioni relative al suo periodo in Turchia. “Le cose stanno andando bene per me all’Udinese, non lo immaginavo nemmeno io. Sto bene fisicamente. Mi sono servite 3-4 settimane di adattamento ad un campionato e un Paese molto diversi. Mi sono ripreso velocemente, ho iniziato a giocare, ora sta andando molto bene. In Turchia è molto diverso. Qui gioco davanti alla difesa. Le aspettative dela società, dell’allenatore e dei compagni di squadra sono altre. Non mi chiedono gol o assist, sto facendo il mio dovere qui. Ho segnato anche un gol alla Lazio. Mi sto abituando a questi ritmi di gioco. Il campionato è molto tattico, forse è per questo che mi ci sono abituato velocemente. Non è facile giocare qui, sono stato un po’ fortunato e ho iniziato a giocare. Qui tatticamente si utilizza la difesa a tre, che per me è una novità. Ma ho imparato ad apprezzarla”.

Della squadra bianconera, dice: “L’Udinese è da anni una squadra forte fisicamente, una squadra che cura molto la difesa. Dobbiamo prestare la massima attenzione alla nostra fase difensiva. Indipendentemente dal punteggio, non cambiamo mai sistema di gioco.Tutti sappiamo dove dobbiamo stare. La squadra è una squadra di qualità, De Paul e Pereyra sono giocatori della Nazionale Argentina a centrocampo, mi rendono anche più facile il lavoro”.

Sui problemi con la lingua: “Parlo un po’ di italiano, faccio 2 ore di lezione a settimana. Non ci sono interpreti qui, in campo si parla italiano, quindi devi imparare molto velocemente. All’inizio è stato difficile perché non capivo niente. Ho chiesto all’insegnante, ho chiesto ai miei compagni di squadra, hanno detto che non puoi vivere se non impari l’italiano. Ora arrivo a  capire il 60-70%”.

Sui suoi connazionali in serie A: “Qui c’è Hakan Çalhanoğlu. Sono contento se fa assist o gol. Come me, rappresenta la Turchia. Spero che vedremo più giocatori turchi qui nei prossimi anni”. Sui suoi trascorsi in Turchia: “Dopo essere andato al Fenerbahçe dal Beşiktaş, ho sentito molta pressione. Non è facile per il giocatore turco giocare in una grande squadra del suo paese. Ho avuto l’opportunità di giocare in un campionato come questo, ho pensato di poter crescere e ho lasciato la Turchia. Non mi pento delle mie decisioni. Se una partita va male, non succede nulla, finisce lì. Volevo un nuovo inizio. Ho passato 5 anni e mezzo in Turchia incredibilmente belli, non rimpiango nessuna delle decisioni, non cambierei nulla del mio passato”

Ci tiene poi a smentire la famosa storia secondo cui, durante l’intervallo di una partita, si sia fatto portare un Kebab visto che non veniva impiegato dall’allenatore. Arslan precisa che sono state dette e scritte molte cose non vere e che lui non ha avuto la possibilità di dire la sua dopo il trasferimento dal Beşiktaş al Fenerbahçe: “Ero fuori rosa durante il periodo del Beşiktaş, secondo me sono stato esposto a grandi ingiustizie. Ho detto alcune cose sull’onda dell’emotività, ma come è possibile credere che mi sia mangiato un Kebab allo stadio? Eppure anche la gente lo ha creduto e io non mi sono difeso. Sono stato fuori squadra per 3 mesi, mi sono allenato da solo. Ho lavorato sul sintetico, mi sono fatto male. Non ho visto la mia famiglia. Non ho nulla contro i tifosi del Beşiktaş, forse non ci credono, ma sono ancora nel mio cuore. Ma adesso ho voltato pagina”.

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