E’ ancora tempo di presentazioni in casa Udinese, oggi tocca a Adam Buksa, l’attaccante polacco fortemente voluto da Runjaic.
Il Dg Franco Collavino lo descrive come un profilo di grande esperienza internazionale, ha giocato anche l’ultimo campionato Europeo. Ha dimostrato di saper fare gol ovunque. “E’ quel profilo che per solidità e professionalità ci ha chiesto Runjaic. Il nostro attacco ha una varietà offensiva molto vasta con lui e gli altri componenti”.
Il Dt Gokhan Inler: “Su Adam posso dire molte belle cose. Un paio di anni fa ho anche giocato contro di lui quando era all’Antalyasport. Il mister lo ha voluto fortemente: dà l’anima per la squadra, è un leader e mi aspetto molto da lui e dall’esperienza che porta. Sono felice di averlo nella nostra famiglia”.
Adam Buksa, quindi: “Sono felicissimo di essere qui all’Udinese, un club fantastico con una bella storia. Una bella sfida per me. Abbiamo già dimostrato che potremo essere molto competitivi quest’anno. Dobbiamo ancora migliorare e io credo di essere nel posto giusto al momento giusto“.
Le tue prime sensazioni sulla serie A? “Le prime due settimane sono state un po’ difficili, perchè ho perso la preparazione precampionato, ma credo di aver fatto abbastanza bene. Pretendo molto di più da me stesso. Sono contento per la classifica, sette punti sono un buon bottino. La A è difficile per un attaccante, bisogna essere furbi e forti contro questi difensori. E’ difficile segnare qui. Da attaccante, se fai bene qui, vuol dire che sei bravo. Qui ci sono diversi bravi attaccanti. Spero di giocare con regolarità. E’ stato un buon inizio, ma c’è ancora molto che possiamo fare“.
Runjaic ti ha voluto e tu hai detto che lui è stato molto importante per la tua carriera. Qui, cosa ti ha chiesto? “Conosco il mister da molto tempo, abbiamo lavorato insieme in Polonia per circa due anni. Lì è iniziata la mia carriera sotto la sua guida. Lui è un motivo importante per cui sono qui ed è quello che ha fatto bene alla mia carriera. Lui ha creduto da subito in me, ha visto il potenziale che avevo e mi ha chiesto di fidarmi di lui, perchè sapeva come aiutarmi. Ha avuto molta pazienza, ma ha anche preteso molto. Le sue esigenze portano risultati, io lo so bene. Il suo ruolo nel convincermi a venire qui, è stato fondamentale“.
Cosa sapevi di qui prima di arrivarci? “La mia prima esperienza a Novara è stata diversa. Ora ho più esperienza, diversa qualità, uno stile di gioco diverso, ora vengo da attaccante vero. Anche mio fratello ha giocato a Genova, mi ha detto cose belle della serie A, torneo conosciuto in tutto il mondo. So quanto sia competitiva. Sono molto contento di essere qui. Il mio ruolo? Devo fare gol, assist, produrre. Nelle prime due gare qui sono state particolari: sono entrato quando eravamo in vantaggio, quindi i miei compiti sono stati per lo più difensivi“.
L’emozione di entrare in campo a Milano? “E’ stato molto difficile, ma l’ho fatto con grande piacere e felicità. Non potevo chiedere di meglio che iniziare a San Siro, è stata una sensazione molto speciale. Voglio migliorarmi: il sogno si è avverato, ma poi ci siamo subito focalizzati sulla prossima gara. Vogliamo fare cose speciali, non solo vincere una partita”.
Quanto vedi già una identità costruita in questa squadra? “Ho visto una buona mentalità in società. Tutti devono fare le cose al meglio e non è facile. Abbiamo dimostrato che il gruppo vuole prendersi responsabilità e vuole fare bene. Questo è uno degli spogliatoi migliori in cui mi sono trovato. Credo che le qualità che ci sono, sono buone”.
Ci sono tue conoscenze come Piotrowski e Karlstrom. Questo ti agevola? “Sicuramente. Non conoscevo Jesper. Jakub è un mio buon amico, lo conosco da anni: è una bella persona e un buon giocatore. Mi ha spiegato come funziona qui e mi ha parlato bene di questa società. Conoscere già qualcuno nello spogliatoio aiuta. Ma non ho difficoltà a parlare con nessuno”.
Il tuo ruolo: sembri molto duttile. “Dipende dal sistema con cui giochiamo, con due attaccanti devi essere disponibile. Mi sono adattato durante la mia carriera in posizioni diverse. So cosa il mister vuole da me. Nelle ultime due gare ho visto match simili, gli avversari che avevano palla e il mio compito era sostanzialmente lo stesso. Mi sento a mio agio in area se posso ricevere cross, mi piace attaccare la porta. Sono una punta brava in area. Ma mi adatto ai sistemi, sono flessibile”.
Ti trovi meglio con un altro numero 9 o con un numero 10 accanto? “Dipende sempre. Come ho detto, dalla gara, dagli avversari. Mi adatto. Keinan è un grande numero 9, ieri ho giocato con Nicolò, che è arrivato da poco. Mi sento molto bene e sono positivo per come sono andate le cose con il Pisa. Bisogna essere mobile, come attaccante“.
Le tue sensazioni sull’ambiente? “Tutti conoscono l’Udinese nel mondo. Ho parlato con Zielinski, che mi ha detto che sono nel posto giusto in questo momento. Io e mia moglie ci troviamo molto bene qui: stiamo cercando un appartamento. Le persone sono accoglienti. Sarà una bella avventura qui. La cosa più importante è il campo: l’ambiente aiuta per fare stare a proprio agio“.



