Chiamarsibomber.com ricostruisce le circostanze del mancato trasferimento di Oumar Solet all’Inter, dopo una trattativa che comunque era stata avviata. Il dietrofront nerazzurro non è stato determinato, come qualcuno ha ventilato poi, dai dubbi sulle condizioni fisiche del francese, ma dai risvolti dell’operazione intavolata con l’Udinese. Gianluca Di Marzio è stato il primo a parlare di mancato accordo economico tra i due club: “Solet non sarebbe arrivato a Milano soprattutto per una questione di prezzo. Secondo Di Marzio, l’Udinese valutava il difensore oltre 30 milioni e l’Inter, a quel punto, ha deciso di non investire quella cifra sul profilo individuato per la difesa.
Una ricostruzione che trova conferma anche nelle cronache della Gazzetta dello Sport di fine giugno e inizio luglio. La Rosea aveva indicato infatti tre elementi alla base del raffreddamento della pista: il costo dell’operazione, alcune valutazioni tattiche e i precedenti fisici del giocatore.
Un retroscena che di fatto ridimensiona l’idea che l’Inter abbia rinunciato a Solet principalmente per paura dei suoi problemi fisici. Il fattore decisivo indicato dal noto esperto di mercato è stato il costo dell’operazione, con il club nerazzurro che ha scelto di non investire la cifra richiesta dall’Udinese optando per un innesto a parametro zero in difesa e di spostare il budget su altre porzioni di campo, l’esterno e il centrocampista. L’infortunio accusato successivamente dal francese è un elemento distinto e non la spiegazione principale del mancato trasferimento”.
Solet e il mancato trasferimento all’Inter: il costo dell’operazione il reale motivo
L'Udinese valutava il suo difensore 30 milioni, l'Inter non voleva spendere quella cifra per un giocatore della retroguardia
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