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Pasqualin: “Panchina Udinese? Suggerirei una chiamata a Donati”

Secondo il decano degli agenti, il tempo non gioca a favore di Cannavaro. Non fosse confermato, il tecnico friulano potrebbe essere il profilo giusto per l'Udinese
Monica Tosolini

Il 30 maggio ha raggiunto la soglia delle 80 primavere e lo dice orgoglioso, guardandosi indietro con grande soddisfazione. E, mentalmente, Claudio Pasqualin è sempre proiettato al futuro, da cui si aspetta nuove grandi emozioni con il calcio e il ciclismo, le sue passioni. Il decano degli agenti, da sempre molto vicino all’Udinese, osserva dalla sua Vicenza (“Sono in attesa della partita di stasera, ma ancor più di quella di domenica, in cui i biancorossi si giocano la promozione in B“) le vicende bianconere.
Preferisce non commentare più del dovuto la separazione dal Dt Federico Balzaretti, arrivato in Friuli proprio da Vicenza: “Non è stato fortunato nelle sue esperienze più importanti. Anche se quel ruolo a Udine non era considerato decisivo, ultimamente mi sembra fosse apparso spesso a rappresentare la società, svolgendo il compito al meglio”.
A Udine, però, l’argomento che più sta a cuore adesso è quello della panchina. Rimane un enigma il nome del prossimo allenatore. Il fatto che si continui a prendere tempo con Cannavaro non può certo essere considerato un segnale positivo: “Direi che il tempo trascorso per pronunciarsi è ormai sufficiente. Evidentemente, se ha convinto, ha convinto poco. Uno si poteva aspettare la conferma nell’immediato, sull’onda euforica della salvezza. Se le cose si trascinano, per il tecnico non è un buon segno”.
Altri nomi sono stati accostati all’Udinese: Baroni, Dionisi, Zanetti, adesso Vivarini. “Tra quelli, Baroni sarebbe certamente il profilo più ‘da Udinese’. Ma secondo me c’è un altro allenatore, che non è stato menzionato, che andrebbe seguito. E’ giovane e ha fatto molto bene a Legnago. Ed è pure friulano: questo apre a ragionamenti che farebbero felice anche la piazza. E’ il buon Massimo Donati, da San Vito al Tagliamento, se non sbaglio. Lo ha notato anche il Verona. A me piace, sia come allenatore che come persona. Ho apprezzato molto la sua correttezza verso la società veronese nel disimpegnarsi subito, ammettendo la volontà di cimentarsi a livelli più alti. Ha fatto le sue esperienze, è maturato e ora è giustamente ambizioso. E’ un profilo che vedrei all’Udinese, anche a livello di immagine. Sarebbe da pensarci seriamente. Fossi Gino Pozzo, un colloquio con Donati lo farei”.

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