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Marino: “Questa Udinese ha il potenziale per guardare in alto”

"La squadra però è troppo discontinua, serve un cambio di mentalità"
Francesca Spangaro

Pierpaolo Marino, ex Dg bianconero che ha fatto la storia dell’Udinese, ha analizzato a Telefriuli il momento dei bianconeri dopo il ko con il Bologna. “Brutta la sconfitta contro i rossoblu, perchè io pensavo che il Bologna è la squadra più in forma del campionato, l’ho vista col Napoli in cui ha stradominato, ma vedevo anche l’Udinese in forma, quindi pensavo ad una partita più intensa, equilibrata. Lo è stata solo nel primo tempo in cui l’Udinese ha retto bene.Sono rimasto sorpreso perchè mi aspettavo una Udinese con una maggiore gamba, perchè il Bologna è una squadra molto intensa, aveva messo sotto il Napoli proprio sulla condizione fisica, sull’aggressività alta. E invece l’Udinese ha retto solo il primo tempo, poi è crollata davanti a questa squadra che deve avere uno staff di preparatori incredibili perchè credo sia la squadra che corre di più in questo momento. Fermo restando che poi l’Udinese ha fatto anche degli errori tecnici perchè ha preso un paio di gol da polli”.
Runjaic dice che rispetto ad un anno fa, la squadra è cresciuta. E’ d’accordo? “Contro l’Atalanta, l’Udinese mi aveva fatto una grande impressione. Ora, alla luce del secondo tempo con il Bologna, non saprei dire se è stato demerito della Dea,che poi ha fatto una partita disastrosa anche con il Sassuolo e ha cambiato allenatore. Ma l’andamento di questo girone d’andata mi sembra quello dell’anno scorso, quindi bisogna vedere tutto come si svilupperà più avanti. però devo dire che come rosa di giocatori l’Udinese mi convince molto, mi piacerebbe lavorarci perchè è costruita bene, con una rosa molto competitiva, come lo era lo scorso anno. Penso che potrebbe fare anche di più, anche se in questo girone ci si potrebbe accontentare, ma non troppo”.
Ma visti gli errori, qualcosa manca evidentemente: “Tanti errori sono dovuti al tipo di approccio alla partita, alla condizione psico fisica di quel momento, non è sempre la qualità dei giocatori che determina.Ad esempio, a vedere Bologna-Napoli vien da dire che l’Udinese ha fatto più bella figura contro i felsinei rispetto alla squadra di Conte. Il punto è che la società ha allestito una squadra di qualità tale da poter ambire ad un piazzamento superiore al decimo posto. La rosa è completa, competitiva. Ci sono 4 attaccanti di valore che sono tutti allo stesso livello. Il centrocampo è competitivo come pure la difesa: la squadra è ottima“.
Manca forse la mentalità per disturbare davvero le grandi? “L’Udinese è discontinua, non solo in campionato ma anche tra un tempo e l’altro, tipico delle squadre che non sono ancora completamente convinte dei mezzi che hanno. Se si continuano a fare discorsi dicendo che “siamo in crescita”, finisce che non si cresce più. Bisogna fissarsi degli obiettivi che non devono essere il guardarsi alle spalle, perchè più ti guardi alle spalle, più precipiti in quella zona. Per la rosa che ha, deve pensare in grande. Se penso alla squadra che aveva Nicola, ad esempio, uno poteva pensare che ‘prima mi salvo e meglio è’. Ma con questa squadra bisogna guardare avanti, accontentando i tifosi e il Paron. La rosa per farlo c’è, ora dirigenti e staff tecnico devono inculcare questa mentalità”
Che mercato di riparazione bisogna aspettarsi? “I Pozzo hanno dimostrato che a gennaio non vendono i giocatori. Anche perchè a gennaio i giocatori li cedono le squadre disperate e l’Udinese non lo è. Proseguono il progetto tecnico ed eventualmente sanno amministrare i mal di pancia. L’Udinese ha una politica chiara. Chi vuole i big dovrà aspettare l’estate e rispettare le valutazioni dei Pozzo”
C’è un giocatore che secondo lei è poco sfruttato per il potenziale che ha? “Bayo e Bravo sono giocatori che meriterebbero di giocare dal primo minuto, ma il parco attaccanti è fornitissimo e non mi sento di criticare le scelte. Magari qualcuno a gennaio dovrà andare a giocare altrove per tornare poi più forte di prima“.

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