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Jovanovic: “Parlo poco, mi piace esprimermi in campo”

Presentati il portiere Bartosz Mrozek e Lazar Jovanovic
Monica Tosolini

All’indomani dell’incontro di Coppa Italia contro il Venezia, l’Udinese presenta gli ultimi acquisti del mercato 2026: il portiere Bartosz Mrozek, che da titolare ieri ha ben figurato contro il Venezia; e Lazar Jovanovic, in tribuna ieri sera accanto ai compagni infortunati Zaniolo, Zanoli, Chakvetadze e Palma.
Il primo a presentarsi è Lazar Jovanovic, introdotto dal DG Collavino: “I due giocatori che presentiamo oggi hanno caratteristiche diversi ma rispecchiano la filosofia del nostro club. Jovanovic ha talento, qualità, lo seguiamo da diverso tempo. Siamo certi che avrà una traiettoria importante nel corso della sua carriera. Anche Mrozek porta esperienza e qualità, avendo giocato in contesti competitivi internazionali. Va a rafforzare un reparto composto da Okoye e Padelli”.
Gokhan Inler aggiunge: “Presentiamo due profili molto interessanti. Jovanovic è un ragazzo che in questi giorni ho avuto modo di conoscere bene. Ha fame. Due anni fa, già lo avevamo individuato. Sono contento sia qui: lui vuole fare carriera, io sono a sua disposizione. Bartosz è un ragazzo davvero eccezionale che da subito è sembrato un leader: già ieri dava sicurezza alla retroguardia. Avevamo notato già questo aspetto. Anche lui farà il massimo per dare tutto per questa società”.
E quindi ecco Lazar Jovanovic: “Non mi piace parlare molto di me, comunque amo i dribbling, giocare veloce. Ho giocato sulla fascia destra, come ala, ma mi sento più a mio agio come trequartista“.
L’Udinese ti seguiva già da un paio d’anni: cosa ti ha convinto a venire qui? “E’ un bel club con una grande tradizione. Penso che la serie A sia uno dei migliori campionati, per questo ho scelto Udine“.
Cosa non ha funzionato a Stoccarda? Hai conosciuto Lazar Samardzic? “Sullo Stoccarda posso dire che c’erano molti giocatori, il tecnico era lì da anni, li conosceva bene. Io non mi sono adattato subito. Io voglio giocare con maggiore costanza. Non conosco personalmente Samardzic, ma può essere fonte di ispirazione“.
Come ti descrivi caratterialmente? “Penso che ogni giorno sia una nuova esperienza e quando ho iniziato a giocare mi comportavo in maniera un po’ diversa, ma sono cresciuto, ho affrontato momenti difficili. Ho ancora grandi margini di miglioramento”.
Ieri eri in tribuna: cosa pensi dell’Udinese? “E’ stato bello essere qui allo stadio, vedere la squadra vincere. E’ stata una partita dura, con molti duelli”.
Il tuo impatto con Runjaic e Inler? “Il mister parla la mia stessa lingua, è facile dialogare con lui. Impressioni positive, allenamenti duri ma è giusto così”.
Sei figlio d’arte: tuo padre cosa ti ha detto? “Lui giocava in tutte le posizioni dell’attacco. Mi da consigli, mi è molto vicino”.
Il numero 91 come mai? “9+1 fa 10, per questo mi piace. Lo indossavo anche in Serbia, nel mio vecchio club“.

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