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Cannavaro: “Con l’Empoli è una semifinale”

Il mister ha parlato nell'antivigilia di Udinese-Empoli
Monica Tosolini

Ultima partita al ‘Friuli’ nel campionato 2024/25 per l’Udinese che ospita l’Empoli in una sfida che, in caso di vittoria, significherebbe per l’Udinese matematica serie A. Mister Fabio Cannavaro, in conferenza stampa, analizza i temi della gara. Una vittoria sarebbe preziosissima in vista del Frosinone: “Dobbiamo vincere, non mi sfiora minimamente il fatto che i miei giocatori la pensino diversamente. Non bisogna invece pensare alla gara dopo. Bisogna pensare a fare bene le cose per arrivare ai tre punti. Se pensi a tutto ciò che c’è intorno o dopo, inizi ad avere paura e non riesci ad usare la testa. Cosa che noi dobbiamo fare contro una squadra che è alla pari nostra. Hanno un allenatore abituato a questo tipo di partite, sanno come mettere in difficoltà una squadra se non fa le cose fatte per bene“.
Il reparto offensivo è quello che dà maggiori garanzie. Ma come sta Pereyra? “E’ fondamentale per noi, come tutti. Io devo motivare tutti. Gli attaccanti vanno gestiti. Sulla carta vedo tanti giocatori, ma so che li devo gestire. A Lecce mi è piaciuto l’atteggiamento di tutti, anche del centrocampo, della difesa e anche il portiere. Perchè hanno lavorato da squadra. Noi andremo ad affrontare una squadra: dovremo essere squadra come loro“.
Ehizibue come sta? “Era stanco, deve imparare a gestire le sue qualità, capire quando accompagnare l’azione, quando crossare“.
Pressione: questa partita ne dà tanta. E’ un match ball: “E’ fondamentale ragionare partita per partita. E’ come una semifinale. Se fai bene vai alla finale, altrimenti vai a fare il terzo e quarto posto. Lo sanno che vincendo domenica, la situazione è positiva. Ma l’Empoli ha giocatori abituati ad un certo tipo di calcio. Se a livello di testa subentra la paura, arriva anche il nervosismo. Loro devono ricordarsi che le partite si vincono anche al 95°. Che in queste gare si va al particolare. Dobbiamo dare il massimo per ottenere un risultato importante“.
Se le cose andassero bene, ti piacerebbe stare qui ancora? “Non ci ho pensato, perchè ho solo un obiettivo e fino a che non l’avrò raggiunto, non ho altri pensieri. Sono arrivato qui dopo essere stato avvertito la sera prima. Ho trovato un ambiente disponibile e mi sono concentrato solo sulla squadra. Per me adesso era importante togliere la paura ai giocatori. Il fatto di aver vinto a Lecce non ci deve far pensare che siamo salvi, io penso anche ad un eventuale spareggio“.
A che punto è la consapevolezza della squadra? “C’è da migliorare ancora tanto. A Lecce in alcuni momenti si è tornati a pensare a livello individuale. Ma vedo che su certi concetti sia in possesso che in non possesso, li stanno prendendo. Adesso dobbiamo gestire meglio la palla. Dobbiamo avere una buona fase di non possesso per poi portare bene la palla in avanti”.
Success è rinato. Che corde hai toccato con lui?”Ho parlato con tutti, non solo con lui. Tutti hanno dimostrato grande partecipazione. Lui ha vissuto un anno difficile, ha 28 anni, può dare ancora tanto. Quando c’è stata l’occasione l’ho fatto giocare, cosa che è conseguenza di quanto vedo in allenamento. Da quando sono arrivato tutti hanno avuto grande partecipazione e spero sia così fino all’ultima di campionato. Io devo lavorare su un gruppo, che è quello che ci fa vincere le partite”.
L’Empoli? “I loro attaccanti ci creeranno dei problemi, dobbiamo limitare le loro giocate, pensare prima, occupare gli spazi. Se andiamo senza una logica, sbattiamo davanti ad un muro e loro ripartono in transizione“.

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