L’Udinese, sulla strada per trovare lo slancio in classifica dopo la sconfitta contro il Milan in casa, trova un sasso, anzi un Sassuolo, che la fa uscire di strada mandando in panne il motore della macchina di Runjaic. Se qualcuno si era illuso che il calendario benevolo, che metteva in fila 4 avversari assolutamente alla portata per i bianconeri ovvero Sassuolo, Cagliari, Cremonese e Lecce, potesse far riprendere a macinare punti la macchina di Runjaic, beh, ha fatto i conti prima dell’oste. O meglio, per quanto concerne il primo di questi match, la possibilità di fare punti è svanita. Restano le prossime tre gare, sempre alla portata, ma se affrontate con lo stesso piano di battaglia visto al Mapei Stadium, dubito che l’Udinese potrà racimolare onestamente più di 4 punti.
L’Udinese palesa sempre le medesime difficoltà; problematiche e criticità che si porta a presso dallo scorso campionato, ovvero da Marzo, quando una volta salva, dopo il pari esterno con la Lazio, la sconfitta interna contro il Verona ha rappresentato un vero spartiacque tra l’Udinese di Runjaic prima maniera, e quella di Runjaic seconda maniera. Nella prima si era vista una squadra che aveva una sua identità, costituita da solidità, pochi fronzoli, invenzioni di Thauvin a corroborare una squadra più coraggiosa alla ricerca della vittoria. Dalla sconfitta contro gli scaligeri del 15/03/2025, la prima senza Thauvin, la squadra ha palesato dei problemi ancora irrisolti di manovra, accuiti da scarsa fantasia, manovra allo slow motion, incapacità di andare al tiro con costanza, e paurose amnesie difensive. Il sospetto che il piano gara fosse ‘palla a Thauvin pensaci tu’ comincia davvero a prendere corpo. I problemi legati al gioco e alla manovra che l’Udinese ha ereditato dallo scorso campionato, non sono ancora stati risolti. Se possibile, si sono evidenziati ancor di più in queste ultime partite. Le due vittorie di fila, contro Inter e Pisa avevano rappresentato due foglie di fico sotto le quali coprire evidenti deficit. La vittoria di San Siro era stata imbastita bene su un primo tempo accorto e tatticamente perfetto, e su una strenua resistenza nella ripresa. Quella di Pisa è stata anche fortunosa, laddove tanti errori erano passati sotto traccia dall’incapacità di una neopromossa di punire una veterana della serie A (31 anni di fila), che aveva fatto tesoro dell’unico golletto marcato, prima di resistere come una delle più umili provinciali nella ripresa, faticando anche a ripartire. La gara contro il Milan, che aveva mostrato un Diavolo più brutto ( e cattivo ) di quello che sembrava, aveva restituito un’Udinese fragile e impotente, sebbene, va rimarcato, il Milan di Allegri quest’anno si candida ad essere un’autorevole outsider per lo scudetto, come anche il successo di ieri sera contro il Napoli potrebbe suggerire. La sbandata di Sassuolo, però scopre interamente le magagne di una squadra che presenta un’emorragia di gioco che il tecnico fa davvero fatica a tamponare. I due episodi dei rigori prima assegnati e poi cancellati dall’OFR, possono rappresentare le ennesime foglie di fico sulle quali mascherare per l’ennesima volta il problema, e non credo che Collavino, nel suo intervento possa davvero fare il bene della squadra evidenziandone il peso, sottacendo sui paurosi limiti di gioco della squadra. Più onesto e salomonico è parso Kosta Runjiaic, il quale ha giustamente posto più l’accento sugli errori dei suoi uomini che hanno pregiudicato la partita.
La partita, a vederla dai freddi numeri, che raccontano molto ma non tutto, sarebbe potuto sembrare anche aperta ed equilibrata fino al gol di Iannone, che ha spento definitivamente le speranze di rimonta dell’Udinese. Si perché, va annotato, che dopo i primi 10 minuti, sarebbe potuta essere l’Udinese in vantaggio, con due occasioni create dal tiro da fuori di un voglioso Zaniolo, che dopo il gol in coppa Italia, ha cercato il bis sempre dalla distanza, e l’inzuccata seguente di Kristensen, a spegnersi di un niente alla destra del palo. Invece è stato il Sassuolo a portarsi sul doppio vantaggio sui due primi tiri in porta della gara. Gli errori che hanno portato i neroverdi al tiro, però, in A si pagano, e una squadra che in A ci sguazza da tre decenni dovrebbe saperlo. Il primo gol nasce da un errore generale di tutta la difesa, incapace di leggere un banalissimo rilancio dalle retrovie di Idzes. Kristensen che cerca l’anticipo a centrocampo nel duello aereo con Pinamonti, fallendolo, Solet che non copre la profondità lasciata dal compagno su Berardi, che riceve indisturbato e serve Lauriente, e Palma che dal basso dei suoi 17 anni, teneramente concede il destro all’esterno velenoso del Sassuolo. Sul secondo gol, è sempre il giovane Palma al centro della manovra, con accezione negativa si intende, quando si perde l’inserimento di Konè su una palla di Laurientè che filtra tra Piotrowsky e Zanoli. Quindi, errori assortiti di tutti il comparto difensivo, dove il giovane Palma viene travolto ma poco protetto da compagni molto più navigati di lui. Giusto da parte di Kosta Runjiaic puntare si un giovane che ha dimostrato di possedere potenzialità notevoli, ma si sa che se adoperi la gioventù, i peccati si pagano. Non ne farei un dramma: negli ultimi anni abbiamo assistito ad errori in serie di giocatori non di primo pelo, che hanno condannato alla sconfitta più volte la squadra ( sul terzo gol per esempio è il capitano Kalstrom a perdersi il giovane Iannone) possiamo anche ingoiare gli errori di un 17enne di qualità come Palma, che sono sicuro lo faranno crescere e imparare, nella speranza che in qualche mese tali errori potranno restituirci un giocatore molto più forte. Bene ha fatto quindi Runjiaic a lanciarlo, e bene farebbe ad insistere su di lui e a non panchinarlo immediatamente, pena il rischio di distruggerlo psicologicamente.
Analizzati gli errori di cui parlava Runjiaic anche in conferenza stampa, si può passare al problema endemico che questa squadra si porta dietro dall’anno scorso, almeno dalla parte finale dello scorso campionato: la mancanza di gioco!! Questa squadra presenta le medesime deficienze: possesso palla sterile e macchinosità nel giro palla. I giocatori ci mettono sempre troppo tempo per girare da un versante all’altro, almeno sei o sette tocchi, in questo modo azionare un esterno con gamba come Zanoli diventa difficile, perché quando gli arriva palla la difesa avversaria è già bella che posizionata. I cambi di campo sembrano banditi! Si gioca in orizzontale, ma non ci sono idee per andare in verticale. Nessuno rischia la giocata. A volte lo fa Atta ( che risulta il miglior dribblatore del torneo numeri alla mano ) ma è davvero troppo poco. Davis raramente viene messo in moto, e la sua intesa con Zaniolo è comprensibilmente ancora in divenire, anche se l’ex Romanista ieri ci ha provato palesando una condizione in crescita e qualche intuizione interessante. Non vorrei che il piano gara però sia passato da: palla a Thauvin pensaci tu a palla a Zaniolo e vai con Dio, perché davvero sarebbe straziante. In tutto questo la squadra in tutti i suoi interpreti pare lenta, incapace di un cambio ritmo, e con la lingua di fuori nei finali di gara, senza essere andati a mille all’ora. Qualche dubbio pure sulla preparazione fisica a questo punto viene spontaneo farselo. Il tutto si traduce anche nell’incapacità della squadra di ripartire, aspetto nel quale fino a poco tempo fa eravamo bravi; si diceva che l’Udinese non è padrona del gioco ma è temibile in contropiede; ora non è nemmeno più così. Sembra che abbiamo smarrito la capacità di ripartire, in funzione di un possesso palla (quello si è che è aumentato) che però non porta a nulla perché sterile, in orizzontale, lento e prodotto per lo più dai difensori. Insomma, di problemi come si può vedere ce ne sono davvero tanti. L’allenatore a questo punto deve trovare una soluzione, perché signori miei, così non si va da nessuna parte.
Paolo Blasotti