Home » Un’Udinese dominante annichilisce il Verona al Bentegodi

Un’Udinese dominante annichilisce il Verona al Bentegodi

Un Davis incontenibile al settimo centro, trascina i suoi ad un meritato successo
Redazione

Il 22º turno di campionato si chiude con il derby del Triveneto, le cui ripercussioni appaiono decisamente più rilevanti per gli scaligeri, invischiati in una zona di classifica che oggi li condannerebbe alla cadetteria, che non per i friulani, ancora alla ricerca di quella continuità di risultati sin qui mancata nel corso del torneo.

Orfana dell’attaccante Giovane, ceduto al Napoli in un’operazione che ha garantito al club una plusvalenza straordinaria – il brasiliano è arrivato a parametro zero, ed è stato trasferito alla società di De Laurentiis per 20 milioni di euro – il club gialloblù è ora alla spasmodica ricerca di un risultato pieno per abbandonare i bassifondi della classifica. Un’esigenza non più procrastinabile, pena il rischio di una rivoluzione in panchina, dal ‘24 affidata a mister Zanetti, tecnico che in passato era stato sondato anche dal club dei Pozzo.

Reduce da un buon pareggio a Cremona, ma al tempo stesso gravato da tre sconfitte casalinghe nelle ultime tre, il tecnico veneto si affida in avanti al tandem Orban-Sarr, con il possibile impiego dell’“udinese” Ebosse nel ruolo di braccetto di sinistra. Conferma anche per il portiere Perilli preferito a Montipo’. Molte le assenze tra cui non si può evitare di menzionare l’esterno destro Al Belghali, i centrocampisti Akpa Akpro e Suslov, i difensori Valentini e  Bella Kotchap.

RUNJAIC, di contro, affida le proprie certezze tecnico-tattiche su ATTA nel ruolo di sottopunta, elemento chiamato a sostituire in creatività, l’indisponibile ZANIOLO. L’assetto proposto oscilla tipicamente tra un 4-4-1-1 e un 3-5-1-1, a seconda dell’interpretazione data sul ruolo di ZEMURA al rientro; il chiaro intento pare essere quello di irrobustire la mediana. Confermato altresì lo scozzese MILLER in considerazione del fatto che il polacco PIOTROWSKI ne avrà per almeno un mese. 

In difesa si registra il rientro di BERTOLA nel ruolo di braccetto di sinistra – SOLET a destra – scelta che consente il conseguente accentramento di KRISTENSEN, con soluzioni tattiche invero già adottate nelle prime uscite stagionali, quando il reparto arretrato appariva complessivamente meno vulnerabile rispetto alle recenti prestazioni. Il neo acquisto ARIZALA finalmente tra i disponibili.

Avvio di gara all’insegna dello studio reciproco, con le due squadre caute nei primi minuti. È l’UDINESE a farsi vedere per prima, bussando due volte alla porta avversaria: prima con EKKELENKAMP attorno al quarto d’ora, poi con KARLSTROM cinque minuti più tardi. Con il passare dei minuti emerge la superiorità atletica dei bianconeri, che consente agli uomini di RUNJAIC di alzare il baricentro e prendere progressivamente le misure ai padroni di casa.

Nonostante un avvio non particolarmente brillante, è ATTA a sbloccare il risultato, trovando la rete con una conclusione dallo spigolo dell’area leggermente deviata di testa dal danese Slotsager, fino a quel momento molto attento nel contenere il francese di origine beninese.

Il vantaggio, però, dura appena pochi minuti. ATTA perde palla sulla corsia laterale, permettendo a Sarr di avanzare con qualità e di pescare, con un lancio calibrato al centro dell’area, il vivace Orban, sfuggito alla marcatura del duo difensivo bianconero. Un rimpallo sul rientrante SOLET favorisce così il nigeriano, che può trafiggere un incolpevole OKOYE. La frazione si chiude con una bella ripartenza dell’Udinese: ATTA si fa perdonare servendo un gran assist per ZEMURA, la cui conclusione ravvicinata costringe Perilli a un intervento tutt’altro che banale.

Al rientro dagli spogliatoi, anche alla luce di una classifica che costringe i padroni di casa a giocarsi il tutto per tutto, ci si attenderebbe dagli uomini di Zanetti un atteggiamento più spregiudicato, che però non si manifesta. A emergere, al contrario, sono ancora una volta i bianconeri di RUNJAIC, che immettono progressivamente qualità e fisicità al servizio di un DAVIS apparso a tratti davvero incontenibile.

La supremazia dell’Udinese trova concreta traduzione prima dell’ora di gioco, quando i bianconeri – oggi in divisa grigia – tornano meritatamente avanti grazie a uno splendido esterno destro di ZANOLI: un fendente dai quindici metri, disegnato con una parabola impeccabile e finito sotto l’incrocio dei pali.

Il gol subìto finisce per tramortire i gialloblù, che iniziano a soffrire le ripartenze di un ATTA in costante crescita, azioni rese ancora più efficaci dalle preziose sponde di DAVIS, abile nel mettere il francese nelle condizioni ideali per colpire a rete. All’ora di gioco, però, la mezzapunta bianconera spreca l’occasione di chiudere definitivamente i conti, fallendo il colpo del ko con un paio di conclusioni troppo centrali su cui si disimpegnava il portiere.

Il sigillo arriva così poco dopo, a parti invertite: è lo stesso DAVIS a finalizzare, ricevendo da ATTA il pallone giusto per il 3-1 intorno a metà frazione. 

Sul doppio vantaggio l’Udinese gestisce con relativa tranquillità, concedendo qualcosa solo in un paio di circostanze, quando il rapido Orban riesce a rendere meno inoperosa la serata di un comunque attento OKOYE.

In conclusione, la prestazione dell’UDINESE è apparsa di sostanza, certamente sufficiente per portare a casa un risultato di prestigio. È vero che il VERONA si è presentato ai nastri di partenza privo di sette-otto elementi potenzialmente titolari, ma è altrettanto vero che la fisicità e la condizione atletica dei bianconeri sono risultate per lunghi tratti difficilmente arginabili dagli uomini di ZANETTI.

Qualcosa in più si poteva forse fare sul piano difensivo, sebbene l’esperimento SOLET sul lato destro sembri aver fornito indicazioni incoraggianti. Le occasioni concesse all’attacco scaligero sono state in verità poche, anche se i rischi corsi non sono mancati, soprattutto quando il pallone finiva tra i piedi di Orban, un giocatore brevilineo, rapido e imprevedibile, che, nell’ipotesi di una possibile retrocessione, andrebbe monitorato con attenzione in ottica futura, trattandosi di una tipologia oggi assente nell’organico friulano.

Ora all’orizzonte c’è la sfida con la Roma, banco di prova utile per comprendere se le ultime sedici gare possano realmente dare un senso agli ultimi tre mesi di campionato.

AM

Articoli Correlati

©2023 UDINESEBLOG. Tutti i diritti riservati | IL FRIULI – P. IVA 01907840308
Powered by Rubidia