Home » Una Udinese sotto ritmo delude all’esordio

Una Udinese sotto ritmo delude all’esordio

Necessario completare la rosa con esterni e un creatore di gioco
Redazione

Il debutto stagionale tra le mura amiche annovera i connotati del classico derby del triveneto con avversari designati ì giallo-blu di Verona. Con un Venezia che alterna stagioni tra la massima serie e la cadetteria, la Triestina e il Chievo pressoché spariti dai radar, la sfida con l’Hellas, riveste nell’immaginario collettivo un fascino particolare, oltreché essere molto sentita dalle rispettive tifoserie.

Le ultime sfide non hanno troppo sorriso ai colori bianconeri, due stagioni fa il pari beffardo a Udine e la sconfitta al Bentegodi con a rischio la permanenza in A, l’anno scorso con RUNJAIC fu pari in Veneto con Montipo’ sugli scudi per poi soccombere al Friuli, insomma una gara per i nostri da ricondurre nel breve entro i binari auspicati, seppur la rosa sia ancora orfana di un paio, forse tre elementi in rosa, uno dei quali – bomber BUKSA – pronto da fuori a sostenere i nuovi compagni.

Non sta meglio sulla sponda opposta l’avversario, poiché rinunciare ai rinnovi di Lazovic, Faraoni, Dawidovicz e cedere in una sola sessione di mercato 4 pilastri in grado di garantire la salvezza nella stagione passata, vedi Tchatchoua giocatore che piaceva peraltro anche ai friulani ora finito in Premier, Coppola e Ghilardi difensori nel giro della nazionale, e non ultimo Duda in scadenza di contratto, é situazione che non dovrebbe far dormire sonni tranquilli a Zanetti. Il Mister giallo-blu ha ripetutamente chiesto al presidente Zanzi di irrorare l’organico con almeno 5 nuovi innesti oltre a quelli già perfezionati nelle battute iniziali di mercato, il più costoso dei quali parrebbe essere il terzino algerino del Leuven – 2 milioni dal campionato belga – Belghali. Atteso anche l’impiego del bianconero Ebosse in fase di recupero, difensore dato in prestito dal club dei POZZO proprio agli scaligeri, inizialmente relegato in panchina.

Sul piano tattico il mister bianconero evita esperimenti, affidandosi agli schemi collaudati in precampionato e coppa Italia; difesa a 3 con PALMA indisponibile sostituito dal carrarino ex-spezia Nicolò BERTOLA schierato a destra, ZEMURA confermato come quinto di sinistra, mentre BRAVO agisce a supporto di DAVIS. EKKELENKAMP é recuperato, e congiuntamente a MILLER e VINCIATI parte dalla panchina.

Si parte con ritmi che definire da calcio amatoriale é persino un complimento. Sino al quarto d’ora non si vede praticamente nulla. Un tiro deviato di ATTA si proponeva di dare una scossa ad una tifoseria prossima alla sonnolenza, eppure un derby dovrebbe almeno scatenare qualche impulso recondito. Ma tant’è, serviva addirittura un calcio inguardabile a metà frazione, per giunta a porta sguarnita di ZEMURA, il cui piede destro non è  evidentemente paragonabile a quello di Ronaldo, per attivare almeno l’indignazione (da preferirsi all’indifferenza) negli spalti. Il Verona non è da meno in termini di costruzione; un tiro dal limite di Giovane accertava la presenza di SAVA sino ad allora spettatore non pagante. Insomma una frazione ai limiti dell’inguardabile giocata a ritmi soporiferi. Fossero questi i valori reali ci sarebbe da preoccuparsi. Forse ispirarsi o buttare qualche occhiatina ai ritmi macinati dalla Premier non sarebbe poi male.

All’inizio si ripresa il notorio oblio bn sembrava manifestarsi proprio nei primi minuti, quando il brasiliano Giovane sembrava trasformatosi nella stella Neymar dei bei tempi, riuscendo ad impensierire la retroguardia bn, sino a cogliere una traversa a centro porta, in grado di sorprendere nel tempismo il portiere friulano apparso poco reattivo. Sentita significativamente la scossa subita entro 5’ catatonici, la squadra imprimeva un sussulto vincente da corner calciato da LOVRIC e incornato tra testa e spalla dal centralone KRISTENSEN. Vantaggio in parte inaspettato, in una fase la cui inerzia era in favore degli ospiti, è risultato che avrebbe dovuto mettere almeno in discesa la partita. Qualche fiammata esauritasi in pochi attimi peró, era sufficiente per ripristinare i ritmi plafonati tanto amati dalla squadra, i cui elementi vantano congenita predisposizione a farsi passare la palla tra i piedi piuttosto che in corsa, ATTA escluso. Il vizio era peraltro noto dalla passata stagione, persino ammesso nell’intervallo dal “candido” EHIZIBUE, su precisa domanda da bordo campo tendente ad estrapolare le precise richieste del tecnico tedesco al fine di una ripresa migliore….

Il Verona non è squadra che porta troppo bene ai nostri, i quali poco oltre metà frazione si facevano uccellare da un corner spizzato da Giovane e concluso dal capitano Serdar abile nell’ anticipare un disattento EHIZIBUE posizionato sul secondo palo. I cambi di RUNJAIC maturati all’ora di gioco e rimpolpati nel quarto d’ora finale, sortivano veramente poco effetto se si escludono 2 traverse, la prima di ZARRAGA su bel tiro da fuori e di KAMARA (molte imprecisioni comunque a carico dell’ivoriano)su tiro di destro entro l’area.

BAYO è parso non avere il peso tecnico-tattico di DAVIS (discreta comunque la prova dell’inglese) e PIOTROWSKI non fa capire ancora in quale porzione di campo possa rendere efficace un dinamismo che per ora latita (eppure ha giocato i gironi di CL)!

Finiva la sfida senza troppi acuti con un pari che ovviamente scontentava una tifoseria costretta una volta di più ad uscire delusa dal Friuli.

Contro una squadra completamente ribaltata nel giro di 2 mesi, con un portiere in scadenza che non intende affatto rinnovare, con una piazza che si é vista prosciugare di un patrimonio giocatori prossimo ai 50 milioni e volutamente rinunciataria nel rinnovare contratti pesanti in scadenza, ogni tifoso bianconero si sarebbe aspettato di più, molto di più! Certo il calcio agostano è mendace per definizione, ma se non si “sdraia” un babelico Verona che a momenti viene eliminato in Coppa Italia dall’Audace Cerignola … beh allora c’è da preoccuparsi.

Generalmente tendiamo a vedere il bicchiere mezzo pieno, ma qui si son persi 20 gol, un signor centrale di difesa e un creatore di gioco non proprio irrilevante per qualità e carisma. Dietro tra BERTOLA,PALMA e GOGLICHIDZE almeno uno si dimostrerà senz’altro all’altezza (il toscano non ci é dispiaciuto), in mezzo manca probabilmente un solido contributo di un interno, perché KARLSTROM e ATTA son e restano punti fermi.

Gli esterni non danno contributo rilevante, anzi. Serve inderogabilmente un uomo se non due, di corsa e cross. Accontentiamoci di uno via, sperando davvero che il Napoli indirizzi ZANOLI in Friuli. 

In avanti si spera che BUKSA assomigli più ai connazionali Lewandoski o al limite anche il primo Piatek, perché se tende più al poco rimpianto TEODORCZYK, a noi miseramente noto, son dolori grossi. Magari fare uno sforzo per il ribelle ZANIOLO alla fine potrebbe anche pagare. Certo che una volta rinunciato a PAFUNDI le cui caratteristiche (non peso per carità) più si avvicinavano a THAUVIN, uno sforzo per ingaggiare un elemento creativo alla BALDANZI tanto per fare un nome, andrebbe profuso.

Se poi infine i giocatori attesi non arriveranno, ce ne faremo una ragione, tuttavia chiediamoci tutti spassionatamente, se sia proprio un irrinunciabile dogma la proposta di un ormai calcificato 352, senza per giunta possedere interpreti adeguati. Ai posteri…..

AM

Articoli Correlati

©2023 UDINESEBLOG. Tutti i diritti riservati | IL FRIULI – P. IVA 01907840308
Powered by Rubidia