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Una scelta fin troppo ponderata 

Udinese tra le 4 società ancora senza il tecnico
Redazione

Quanto sia vitale la scelta dell’allenatore per le sorti di una stagione inutile ribadirlo. La società bianconera dopo la “vergogna” provata, oltre ai timori vissuti per una retrocessione più che rischiata, trascorsa anche la prima settimana di giugno, non scioglie ancora i nodi per la propria guida tecnica in ottica 24/25.

Cannavaro dopo le 5 gare e un quarto vissute sulla panchina ottenuti 9 punti d’oro frutto di due vittorie e 3 pareggi, rimane una scelta possibile, pur non apparendo la prima. Si continua a discutere con l’entourage dell’ex campione del mondo, il quale se accontentato sul piano tecnico, sarebbe persino entusiasta di continuare a guidare i friulani, pur essendo arcinoto, come la società dei POZZO, non sia club disposto a sottostare ai vari diktat di qualsivoglia allenatore, situazione peraltro che ne limita inesorabilmente le scelte.

Nel mercato attuale il corrispettivo stagionale di un tecnico oscilla tra i 3 e i 6 milioni per la prima fascia (Conte 6 milioni +bonus, Inzaghi 6 +bonus, Gasperini 5,5 +bonus, Motta e Fonseca sono attorno ai 3,5 + bonus), tra il milione e mezzo e i 2,5 per le società che oscillano tra la sesta e la decima piazza, sugli 800.000 di media tra quelle che partono per evitare la retrocessione (Pecchia del Parma é passato da un ingaggio di 450.00 € in B ad un rinnovo di quasi 700.000 + bonus in seguito alla promozione in A).

L’Udinese conscia di non poter vivere dopo 30 anni consecutivi di A, un travaglio simile a quello trascorso nell’ultima stagione, avrebbe volentieri ingaggiato il fiorentino Marco Baroni, ambito da molti club in virtù di una salvezza quasi miracolosa, ottenuta in quel di Verona. I corteggiamenti di fine maggio del Monza di Galliani, ma soprattutto della Lazio di Lotito, hanno dirottato l’ex difensore bianconero proprio verso la capitale, sollevando peraltro diversi malumori tra la tifoseria biancazzurra, che vede nella scelta “minimal”del toscano, un principio di ridimensionamento.  La società dei POZZO si sarebbe spinta fino ad un biennale da 800.000 euro a stagione incluso bonus, ma l’offerta di 1,2 milioni a salire da parte della Lazio con relative ambizioni annesse, ha escluso ogni tipo di approdo in Friuli.

E veniamo alle alternative, la prima costituita da Vivarini del Catanzaro, autore di una splendida stagione in B da neo promosso, culminata con i play-off per salire nella massima serie, caratterizzata da un gioco sempre apprezzabile (chiedere a PONTISSO).

Il 58.enne tecnico teatino, piace perché ha fatto la gavetta, nessuno gli ha regalato nulla, non pretende ingaggi faraonici (400.000), chiedendo un anno di ingaggio, con rinnovo in caso di salvezza ottenuta. Il problema é la clausola liberatoria da un milione di Euro pretesa dal Catanzaro per lasciarlo partire, dunque di complessa applicazione salvo non si trovi una soluzione legata a prestiti gratuiti di giocatori in sovrannumero (dal 20 al 30% di possibilità).

Un’altra pista calda porta ad un altro abruzzese, questo molto più navigato in massima serie, ma autore di stagioni disgraziate nell’ultimo lustro, e ci riferiamo ad Eusebio di Francesco un tecnico già contattato in passato dalla famiglia, per un accordo mai raggiunto più per le condizioni tecniche “imposte” che per la soluzione economica. Sembra proprio che il cliché tattico del 352 che da 15 anni caratterizza il canovaccio tattico bianconero, non vada a genio all’ex Roma e Sassuolo, molto più ispirato dal 442 o dal 433 come applicato con buon profitto in Emilia, dove aveva però alle dipendenze un certo sig.Berardi.

Oggi il potere contrattuale del buon Eusebio, molto abile a condurre i ciociari nelle prime 13 giornate nel girone d’andata con i 18 punti ottenuti(!), ben 7 più dell’Udinese – parte sinistra della classifica – non pare ai massimi storici, tanto da indurre gli osservatori a ritenere molto più malleabile il tecnico pescarese in chiave tecnico-economica, a seguito della retrocessione cagionata proprio dai bianconeri. Sono lontani i tempi di Cagliari, dove Giulini si spinse sino ad 1,8 milioni a stagione per ottenere i servigi dell’autore del libro “il mio calcio libero” che come intuibile, mal si concilia con gli irrinunciabili schemi tecnici pretesi dai POZZO. Le probabilità, se il mister si “accontenterà “ di un biennale da non oltre 700.000 a stagione, potrebbero anche lievitare nei prossimi giorni. Da escludere la permanenza nel Lazio, mentre occhio alla concorrenza del Venezia la cui proprietà é disposta in caso di mancato accordo con d’Aversa, ad arrivare alla cifra tonda del milione.

Le altre soluzioni percorribili, portano all’amata terra (per la famiglia) di SPAGNA. Pochissime le chances di rivedere Giulio VELAZQUEZ che avrebbe necessità di un paio di buone annate per essere riproposto, ecco che si affaccia il nome di un ex Watford ai tempi vice, ex Levante, quale il 58.enne Javier PEREIRA, ultima stagione campione in Cina con lo Shangai Haigang. È una pista da non trascurare proprio in quanto conosciuto dalla proprietà per esser stato secondo del serbo Slavisa Jokanovic nella stagione 2014-15, culminata con la trionfale promozione in Premier League (Angella, Ekstrand, Motta, Abdi, Fabbrini, Forestieri, Vydra, Ranegie, Ighalo facevano parte di quella rosa). Almeno il 20% di possibilità vanno accreditate.

Un’altra pista spagnola potrebbe portare a Francisco Rodriguez ex Rayo Vallecano, il quale però porta con sé il peccato originale di praticare preferibilmente il 4231. Probabilità scarse.

Quello che però dovrà tenere in debito conto la proprietà, é come sia ricorrente in relazione a tutti gli ultimi allenatori succedutisi, un rendimento inizialmente buono, quasi ottimo, per poi precipitare in uno psico-dramma dai contorni indefiniti, aggravati dal tabù Friuli.

Tutti ricorderanno l’inizio di Stramaccioni per non dire di Oddo; quello esaltante di Sottil, ma persino di Cioffi, il quale una volta impattato a Monza andò a conquistare il Meazza rossonero, lasciando intravedere spiragli confortanti. Poi però, l’oblio…

Forse in casa bn mancheranno stimoli, forse i 40 punti triti e ritriti paiono ai più castranti, forse Udine non pretende dai suoi elementi il massimo, fatto sta che alle prime 6/7 partite il più delle volte incoraggianti, seguono nefandezze con la squadra che si adagia a ritmi e rendimenti inaccettabili. Ecco, ci vorrebbe una sorta di Gasperini per ottenere il giusto contributo, un tipo dal carattere non troppo conciliante, ma uno pronto anche disposto allo scontro duro pur di ottenere il massimo dai suoi (De Ketelaere uno a caso).

Per tornare a noi, Cannavaro in fondo potrebbe anche avere i requisiti e la giusta “cazzimma”, per gestire il gruppo, in più godrebbe della saggia mediazione di un Pinzi che ben conosce il pensiero della proprietà. Certo gli andrebbe concessa carta bianca sul mercato oltre a pieni poteri gestionali senza interferenze pericolose, pena ritrovarsi a fine settembre a partorire l’ennesimo rassemblement.

Allenatori ancora liberi

Improponibili: Allegri – De Zerbi – Sarri – Klopp – Conceicao – Zidane – Pioli – Villa Boas – 

Fasci alta: Paulo Sosa – Donadoni – Juric – Tudor – Blanc – Petkovic – Tedesco – Garcia –

Abbordabili: Calzona – Di Francesco – D’Aversa – Vivarini – Ballardini – Giampaolo – Semplici – Stellini – Liverani – Montero –

Forse in casa bn mancheranno stimoli, forse i 40 punti triti e ritriti paiono ai più castranti, forse Udine non pretende dai suoi elementi il massimo, fatto sta che alle prime 6/7 partite il più delle volte incoraggianti, seguono nefandezze con la squadra che si adagia a ritmi e rendimenti inaccettabili. Ecco, ci vorrebbe una sorta di Gasperini per ottenere il giusto contributo, un tipo dal carattere non troppo conciliante, ma uno pronto anche disposto allo scontro duro pur di ottenere il massimo dai suoi (De Ketelaere uno a caso).

Per tornare a noi, Cannavaro in fondo potrebbe anche avere i requisiti e la giusta “cazzimma”, per gestire il gruppo, in più godrebbe della saggia mediazione di un Pinzi che ben conosce il pensiero della proprietà. Certo gli andrebbe concessa carta bianca sul mercato oltre a pieni poteri gestionali senza interferenze pericolose, pena ritrovarsi a fine settembre a partorire l’ennesimo rassemblement.

AM

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