Squadra in forma questo Cagliari di Nicola se é vero come é vero che ha ottenuto 7 punti nelle ultime 3 gare (2 in trasferta), andando a raccogliere punti grazie ad una rete (unica a riuscirci per ora nel torneo) seppur su rigore, rifilata alla difesa della Juventus.
Il tecnico piemontese di fronte ad impegni ravvicinati pratica un ragionato turn-over al Friuli che si concretizza con l’innesto di Marin, Gaetano e conseguente rinuncia a Viola ed alla punta Luvumbo, alla ricerca di una copertura maggiore del centrocampo.
In casa friulana mister RUNJAIC punta a cancellare la delusione di Milano con una prova di sostanza. Rispetto a San Siro difesa inalterata, rilancio a centrocampo di PAYERO, e DAVIS dal primo di gioco ad affiancare in attacco bomber LUCCA. Fuori causa il febbricitante EKKELENKAMP oltre al talentuoso THAUVIN.
La gara non offre sussulti rilevanti sino alla mezz’ora quando Makoumbou dopo esser stato già ammonito non trovava di meglio che replicare la nefandezza commessa al 4º minuto, andando a bloccare PAYERO intento alla ripartenza. Cagliari che, sino ad allora piuttosto rinunciatario, rimasto per di più in 10 uomini, pensava bene di rinculare ancora di qualche metro per salvaguardare la porta difesa da un udinese doc, all’anagrafe Simone Scuffet, beccato dalla tifoseria bianconera con qualche fischio di troppo.
I bn da quel momento non ricorrevano come prevedibile alla frenetica rincorsa verso la porta avversaria, ma si strutturavano con un ragionato giro palla tendente a stanare una squadra che come avvenuto anche nel turno precedente si rintanava davanti al proprio estremo difensore. Ma il Cagliari con tutto il rispetto, non é il Milan, capace di far fronte a cross dalla tre quarti, tanto che il muro eretto dagli isolani non reggeva oltre una decina di minuti; KAMARA, buona la sua prova, spostatosi nell’occasione sulla corsia di destra, lasciava partire un traversone calibrato per l’accorrente LUCCA, il quale di testa non perdonava l’incolpevole Scuffet. Bravo e volitivo il bomber di Moncalieri sempre più nei panni di un certo Oliver Bierhoff. Vantaggio prevedibile a onor del vero, arrivato senza troppi patemi o ansie, quasi in souplesse. Frazione che si chiudeva dunque con un vantaggio meritato, seppur di misura.
Alla ripresa ci si attendeva sin da subito uno slancio da parte degli uomini di RUNJAIC alla ricerca del gol in grado di chiudere la gara, ma la squadra ripartiva compassata mettendo peraltro massima di attenzione nell’evitare rischi per la propria retroguardia. Forse un giro palla più rapido, senza dover necessariamente ogni volta stoppare, guardare, toccare oltre a produrre il passeggino corto, in favore di una maggior rapidità nel giro palla seppur con il rischio di una precisione inferiore, genererebbe a nostro avviso una serie superiore di occasioni da gol.
Con un Cagliari decisamente spuntato nonostante gli ingressi a metà ripresa di due punte come Luvumbo e Lapadula al posto di un esausto Piccoli, l’attesa negli spalti era incentrata sul definitivo colpo del ko, che si materializzava puntualmente ad un quarto d’ora dalla fine per merito del MVP di giornata ovvero il britannico Keynan DAVIS, il quale nell’occasione si beveva un difensore esperto come Luperto, attaccante il cui apporto é bene ricordarlo, non é mai trascurabile.
Il gran gol marcato dall’attaccante d’oltre Manica, in quel frangente di gara, aveva il sapore di definitiva sentenza per gli uomini di Nicola, impotente davanti all’ineludibile inferiorità numerica. I minuti finali consentivano visibilità e platea ai Bravo e ai Rui Modesto, giocatori che sapranno senz’altro rendersi utile nel corso di stagione, la quale si avvia ad essere nelle aspettative, assai meno traumatica della precedente.
Bravo dunque RUNJAIC a tenere tutti sulla corda senza un elevato dispendio di energie, propositore del teorema “massimo risultato con il minimo sforzo. Forse non sarà stata in assoluto un’Udinese spettacolare quella vista con i rossoblu cagliaritani, ma pragmatica, matura, finanche saggia, questo si.
Se poi si butta un occhio alla classifica, alla fine della 9ª, non solo c’é la concreta possibilità di ritrovarsi tra le prime 5 del torneo, ma con 5 vittorie in 9 gare – 4 su 5 in casa – siamo ritornati indietro di una decina d’anni.“Robis di mas” direbbe qualcuno solo a pensarlo 3 mesi fa, eppure questi sono i risultati portati ad oggi dalla gestione di Kosta RUNJAIC. Chapeau mister, da oggi potrà dimostrare compitamente di essere superiore a chi l’ha preceduta.
Avanti così e qualcosa di inatteso potrebbe inopinatamente divenire realtà.
AM