Articolo di AM
Sedici gare ancora da percorrere, quarantotto punti a disposizione lungo il cammino residuo della stagione. Il quadro che si presenta alla vigilia induce ad un cauto ottimismo in casa RUNJAIC: i 29 punti già incamerati hanno consentito al club di smarcarsi con discreto anticipo dalle sabbie mobili della classifica, tracciando una traiettoria coerente con l’orizzonte dei 50 punti finali, individuato come obiettivo tecnico e simbolico dell’annata, base propedeutica verso una rincorsa a medio termine dell’Europa.
Il calendario, tuttavia, propone ora un banco di prova di rango assoluto. La Roma, per blasone, tradizione e peso specifico, rappresenta da sempre un avversario ostico per chiunque, ma ancor più per i nostri colori, nei cui confronti il club capitolino ha spesso assunto le sembianze di una vera e propria nemesi sportiva.
Il recente cambio di passo giallorosso porta una firma autorevole. Gian Piero Gasperini, tecnico di prim’ordine e di riconosciuta caratura, ha saputo rimettere ordine e sostanza all’interno di un gruppo che pareva aver smarrito bussola e identità dopo l’improvvida parentesi Juric, prima di ritrovare solidità e direzione sotto la gestione di Claudio Ranieri, oggi meritatamente investito del ruolo di sovrintendente dell’area tecnica.
Ai nastri di partenza, tuttavia, l’UDINESE è chiamata a fare i conti con un quadro di indisponibilità tutt’altro che marginale. L’ex ZANIOLO virtualmente recuperato si siede in panca, mentre manca l’altro importante innesto ZANOLI, costretto allo stop dopo la prima rete in maglia bianconera a seguito del grave infortunio al legamento crociato che ne ha anticipatamente concluso la stagione.
Completano il quadro delle defezioni KAMARA, PIOTROWSKI, BUKSA e RUI MODESTO finito al Palermo, privando RUNJAIC di ulteriori opzioni in una sfida che, per coefficiente di difficoltà e valore simbolico, si preannuncia di assoluto spessore.
Non è tuttavia esente da limitazioni nemmeno la Roma, costretta a rinunciare a pedine di rilievo quali Dovbik, Rensh ed El Shaarawy oltre a Paulo Dybala, autentico killer bianconero per curriculum e trascorsi, la cui assenza pesa tanto sul piano tecnico quanto su quello psicologico.
Nel canovaccio tattico proposto da entrambi gli allenatori imperniato su un 3-4-2-1 speculare, i capitolini si presentano con Soulé e Pellegrini a supporto del neo-arrivato Malen, già iscrittosi con tempestività nel tabellone dei marcatori, elemento dotato di una capacità di incidere anche in contesti complessi come quelli proposta dalla A.
Partono forte i bianconeri, subito con piglio e personalità. Intorno al decimo ATTA ed EKKELENKAMP provano a rompere l’equilibrio con due conclusioni che costringono Svilar – affidabile estremo difensore della miglior retroguardia del campionato – a scaldarsi i guanti. A metà frazione è DAVIS, nervoso ma combattivo, a creare scompiglio con una bella sgroppata, seguita da EKKELENKAMP che sull’azione viene anticipato di un soffio da Mancini. I numeri certificano l’inerzia del match: cinque tiri complessivi per la squadra di RUNJAIC contro i due dei romanisti nell’intera prima frazione, a suggellare un predominio territoriale piuttosto evidente.
Al rientro dagli spogliatoi l’Udinese dimostra di crederci eccome. L’ennesimo duello vinto da DAVIS viene premiato dopo pochi minuti con una punizione dai 25 metri. Sul pallone si presenta EKKELENKAMP, uno che il calcio ce l’ha educato, quasi “alla Pirlo”. La deviazione di Malen in barriera alza quel tanto che basta la traiettoria: una parabola beffarda sulla quale Svilar può davvero poco. Sfera in fondo al sacco e meritato vantaggio bianconero.
Intorno all’ora di gioco va in scena il misfatto della serata. DAVIS, all’ennesimo scatto, è costretto ad alzare bandiera bianca per un problema muscolare. Nonostante il lungo riscaldamento a bordo campo di ZANIOLO, RUNJAIC opta per il giovane GUEYE come vice dell’attaccante inglese. Senza il proprio ariete, l’Udinese tende a rinculare per difendere il prezioso vantaggio, mentre la Roma guadagna metri con il passare dei minuti senza però riuscire a impensierire
A spezzare la pressione ci pensa ancora EKKELENKAMP con un gran calcio di punizione: l’olandese corre a tutto campo e, col passare delle gare, conferma di essere diventato uno anche specialista sui calci piazzati, comunque un elemento insostituibile. La Roma manovra a lungo, sostenuta da un possesso palla significativo, ma trova sulla propria strada una difesa friulana ben organizzata da RUNJAIC, che concede davvero pochissimo con l’innesto di KABASELE al posto di un BERTOLA all’altezza della situazione. Nel finale altresì, è comunque OKOYE ad evitare la beffa: all’ultimo secondo devia miracolosamente con un tuffo basso, una spaccata di Mancini proiettatosi in area bianconera, legittimando fino in fondo la maglia numero uno affidatagli dal club.
Gran prestazione di squadra e vittoria che ribadisce quanto di buono già visto a Verona. Le due affermazioni consecutive rilanciano senza dubbio le ambizioni del club, che a questo punto non possono più limitarsi a una semplice salvezza tranquilla. La perdita di DAVIS rilancerà con ogni probabilità ZANIOLO nel ruolo di prima punta, con ATTA ancora a muovere il gioco da sottopunta. Soluzione non ideale, a meno che BAYO non riesca finalmente a mostrare il suo volto migliore. Forse, considerata la partenza di BRAVO, l’innesto in organico di una punta prolifica, non necessariamente “di prospettiva”, sarebbe stato un intervento davvero centrato per garantire al tecnico rotazioni adeguate in un reparto oggi numericamente avaro.
Dopo sei sconfitte consecutive subite dai giallorossi capitolini, va comunque sottolineato come la squadra bianconera abbia retto l’urto di un confronto tutt’altro che semplice. Molto bene il centrocampo friulano, con MILLER ed EKKELENKAMP sugli scudi: i due giovani, oltre a garantire corsa ed intensità, si sono rivelati superlativi sia sul piano tattico sia su quello tecnico. Il mister, comprensibilmente, non ama esporsi, ma questa squadra – come spesso ribadito – ha il potenziale per attestarsi tra i 52 e i 55 punti, soprattutto se potrà tornare a contare sullo sfortunato DAVIS, al quale va l’augurio di un rapido recupero.
Forza KEINAN.