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Udinese – lo stato dell’arte

Quasi 40 i giocatori a disposizione di Runjaic
Redazione

Alla vigilia del raduno di precampionato, il club friulano presenta un bilancio in chiaroscuro: se sul fronte delle entrate si intravedono già le forme di un’Udinese rinnovata, sul versante delle uscite restano aperte partite decisive che potrebbero ridisegnare profondamente la rosa a disposizione di Kosta Runjaic.

Sul capitolo partenze, alcune pagine sono già chiuse. Kingsley Ehizibue lascia Udine a parametro zero dopo quattro stagioni , con il trentenne di origini olandesi prossimo a trovare l’accordo con il PEC Zwolle, in Eredivisie. Chiusa anche la vicenda Sava: il portiere romeno fa ritorno all’Universitatea Craiova, con il club friulano che ha tutelato la propria posizione inserendo nel contratto un diritto di riacquisto. Capitolo a sé, infine, Alessandro Nunziante: il giovane estremo difensore si trasferisce in prestito all’Arezzo, con l’obiettivo di trovare continuità in Serie B.

A fronte di queste uscite, la dirigenza ha già risposto con tre innesti di profilo internazionale. Il primo è Omar Haktab Traoré, terzino destro tedesco di origini togolesi, classe 1998, in uscita dall’Heidenheim a parametro zero dopo la scadenza del contratto al 30 giugno 2026 . Nella stagione appena conclusa l’esterno aveva collezionato 26 presenze in Bundesliga con il club svevo , dimostrando solidità difensiva e buona propensione alla spinta. Con lui, Runjaic avrà un’alternativa strutturata sulla corsia destra in luogo di Ehizibue.

Il secondo acquisto porta la firma del network Pozzo. L’Udinese vuole “accontentare” lo sfortunato centrocampista degli Hornets – Giorgi Chakvetadze, georgiano classe 1999 del Watford – trasferendolo al club friulano nell’orbita della famiglia proprietaria. Trequartista di formazione, Chakvetadze può agire anche da esterno sinistro o da mezzala centrale.  Nell’ultima stagione in Championship ha totalizzato 29 presenze per 1.802 minuti, offrendo 3 assist:  numeri sobri ma indicativi di un giocatore capace di garantire qualità nella fase di costruzione. Da non dimenticare il suo curriculum internazionale: ha vinto la Slovak First League con lo Slovan Bratislava e ha partecipato a UEFA Euro 2024 con la Georgia,  contribuendo alla storica qualificazione alla fase finale della Nazionale caucasica.

Il terzo tassello è forse il più suggestivo. Non capita spesso che un giocatore cresciuto nell’universo Athletic Bilbao scelga di lasciare il club in giovane età: per questo l’operazione Unai Gómez Etxebarria assume un significato particolare.  Nato a Bermeo, nei Paesi Baschi, il 25 maggio 2003, Gómez è un centrocampista offensivo che agisce prevalentemente da trequartista. L’accordo tra l’Udinese e l’Athletic Bilbao è stato trovato in data 1° luglio, a condizioni soddisfacenti per entrambe le parti.  L’affare dovrebbe chiudersi attorno ai 5 milioni di euro più bonus, cifra contenuta per un giocatore che Runjaic potrebbe impiegare da mezzala, trequartista o esterno offensivo specie se Zaniolo lascerà il Friuli. Non è la prima volta che il club friulano pesca in casa Athletic: tre anni fa era arrivato in scadenza Oier Zarraga, oggi elemento duttile del centrocampo bianconero anche se non troppo impiegato nelle rotazioni del tecnico.

Eppure, proprio la sovrapposizione di Gómez e Chakvetadze, entrambi profili da trequarti, tradisce la logica sottostante al mercato udinese: il club si sta preparando a possibili partenze pesanti, con il primo nome che è quello di Nicolò Zaniolo, il cui futuro appare sempre più lontano da Udine nonostante un contratto fino al 2029, mentre resta da monitorare anche la situazione di Arthur Atta. A questi si aggiungono i nodi Oumar Solet – Inter Como e Atlético Madrid in agguato – e Kristensen (piace molto a Sarri), il cui ruolo nella difesa ‘26-27 rimane ancora da chiarire. Sono questi i tre grandi interrogativi che Runjaic e la dirigenza dovranno risolvere prima che il suono del fischietto apra ufficialmente la stagione.

Tuttavia, al di là della risoluzione delle questioni sopracitate, il mercato è destinato a entrare nella sua fase più calda con l’avvicinarsi delle semifinali del Mondiale. È evidente come il club continui a lavorare su alcuni profili ritenuti prioritari: un vice Davis, un centrocampista dalle spiccate caratteristiche difensive e, non è da escludere, anche un esterno destro, in attesa del pieno recupero di Zanoli.

Analizziamo dunque reparto per reparto al fine di comprendere quale sia, allo stato attuale, la situazione in casa bianconera.

In porta

Salvo offerte irrinunciabili, Okoye sarà ancora il titolare tra i pali nella prossima stagione. La conferma di un uomo spogliatoio come Padelli garantisce equilibrio ed esperienza al gruppo, offrendo a Runjaic un punto di riferimento affidabile. Per completare il reparto sarà però necessario inserire un terzo portiere, complice l’addio di Sava e la scelta di mandare il giovane Nunziante ad Arezzo per maturare minuti ed esperienza.

La difesa

Con la partenza ormai probabile di Solet, profilo da palcoscenici di livello superiore, il mercato bianconero ruota soprattutto attorno al futuro di Kristensen. Il difensore piace molto a Sarri, che lo vorrebbe a Bergamo, da dove un’offerta è attesa a breve. Parallelamente, gode della piena fiducia di Runjaic, che lo considera un possibile perno (centrale) della retroguardia del futuro.

Giovane ma già strutturato, Kristensen rimane ad oggi al centro del progetto tecnico: il club lo vede come guida del reparto arretrato, a meno di proposte economicamente irrinunciabili da parte della famiglia Percassi.

Bertola, forte dei progressi mostrati, si candida con decisione a un posto da titolare, con una maggiore propensione a occupare il centro-sinistra della linea difensiva. Sul lato opposto si apre invece un vero e proprio ballottaggio che coinvolge tre, se non quattro elementi: il rientrante Palma, reduce da un buon finale di stagione con la Sampdoria; il giovane croato Mlacic; e i due profili in arrivo dal Watford, il georgiano Goglichidze – il cui inserimento potrebbe favorire anche quello del connazionale Chakvetadze – e l’irlandese di origine ghanese Abankwah, già utilizzato più volte nell’ultimo campionato. Ebosse tornerà a Torino sponda granata.

In fondo alle gerarchie resta viva la candidatura del brasiliano Dantas, talento seguito da tempo dalla famiglia Pozzo e possibile inserimento in rosa in caso di partenze. Kabasele, forte dell’esperienza accumulata e delle numerose presenze nella scorsa stagione, rappresenta invece la soluzione più affidabile: una garanzia pronta a dare il proprio contributo in ogni momento.

Esterni

Quello degli esterni è stato uno dei reparti più in difficoltà della scorsa stagione, complice anche il lungo stop di Zanoli. L’arrivo a gennaio di Arizala ha colmato solo in parte un vuoto che, per lunghi tratti, è sembrato strutturale.

In vista del prossimo campionato, però, le prospettive sono diverse. La crescita di Kamara, l’esperienza accumulata da Zemura dopo un ulteriore anno in Serie A e le qualità tecniche e atletiche di Arizala, esterno colombiano di El Charco, lasciano immaginare un rendimento complessivo superiore rispetto a quello della passata stagione.

Sulla corsia destra molto passerà dal pieno recupero di Zanoli, il cui peso specifico nella squadra era in costante crescita prima dell’infortunio. Salutato Ehizibue, al quale non è stato rinnovato il contratto, il club ha scelto un profilo che, curiosamente, ne ricorda caratteristiche tecniche e persino fisiche. Traoré rappresenta una scommessa tutta da scoprire: come il suo predecessore arriva a parametro zero dalla Bundesliga 2 e proverà a ripercorrerne migliorando nell’apporto, le orme.

Diverso, invece, il destino di Rui Modesto, aggregato al gruppo, ma destinato con ogni probabilità a raggiungere nuovamente Inzaghi al Palermo.

Tra i nomi da monitorare resta infine quello di Rafik Belghali. L’esterno belga-algerino del Verona piace per la sua duttilità tattica, ma il club scaligero punta a massimizzare l’incasso da una sua eventuale cessione. Il giocatore non merita di giocare il campionato cadetto, ma i 12 milioni richiesti in partenza dal sodalizio scaligero appaiono difficilmente sostenibili; una valutazione più vicina agli 8 milioni potrebbe invece favorire l’apertura di una trattativa, magari con l’inserimento di una contropartita tecnica. In questo senso, il nome di Lovric potrebbe rappresentare una carta da giocare.

Centrocampo

Da sempre il reparto nevralgico della squadra, il centrocampo sarà uno dei principali cantieri dell’Udinese. Oltre alla probabile cessione di Solet, la società ha individuato in Atta il sacrificio più funzionale alle esigenze di bilancio, confidando di ricavare una cifra superiore ai 30 milioni di euro. In alternativa resta aperta la pista che porta alla rinuncia a Zaniolo, nei cui confronti tuttavia, sembra esserci una sorta di “riapertura” che potrebbe convenire a entrambe le parti. Lo spezzino appare peraltro più complicato da sostituire rispetto al francese, il quale gode però a sua volta di un mercato decisamente più fertile.

Molto dipenderà dunque dalle uscite, perché saranno proprio queste a determinare lo scacchiere tecnico-tattico che Kosta Runjaić ha in mente. Karlström, autentico pretoriano del tecnico nonché il capitano, se in buone condizioni continuerà ad essere il punto di riferimento davanti alla difesa. Ai suoi lati, Ekkelenkamp sembra ormai pronto a prendersi stabilmente una maglia da interno, mentre l’altra sarà oggetto di una serrata concorrenza tra Miller, Piotrowski, i nuovi arrivati Gomez e Chakvetadze e, perché no, anche il rientrante Pejicic, giocatore che abbina qualità a una notevole dose di garra.

Discorso a parte merita Pafundi, espressamente richiesto da Cioffi per la Carrarese ma destinato, almeno per il pre-campionato, a rimanere in bianconero. Per lui si prospetta un ruolo da mezzapunta ancora tutto da definire, una soluzione tattica che potrebbe rappresentare una delle novità della prossima stagione in una sorta di 3421.

Diversa la situazione di Lovric e Payero che, dopo i rispettivi prestiti a Verona e Cremona, sembrano destinati a proseguire la loro carriera altrove.

Infine, il club è alla ricerca di un giovane mediano con caratteristiche prevalentemente d’interdizione, chiamato a ricoprire il ruolo di incontrista almeno fino alla completa maturazione del promettente Camara.

Attacco

Davis resta l’imprescindibile punto di riferimento dell’attacco. Son state rifiutate offerte importanti. Se Zaniolo dovesse rimanere, sarà lui, insieme a Gueye o a due trequartisti, a completare il reparto offensivo.

Buksa, forte della fiducia del tecnico, è destinato a restare come prima alternativa. Diverso, invece, il destino di Bayo e dello spagnolo Iker Bravo, rientrato dal prestito, per i quali si prospetta un futuro lontano dal club.

La priorità del mercato resta comunque l’individuazione di un’alternativa di livello a Davis, troppo spesso costretto ai box da ricorrenti problemi muscolari.

Sono due i profili finiti sotto osservazione a tal riguardo. Il primo è quello di Kjerrumgaard, attaccante del Watford. L’altra pista porta al cileno Gonzalo Tapia, classe 2002, alto 1,78 metri, che potrebbe raccogliere l’eredità del connazionale Pizarro, mai riuscito a integrarsi davvero nel calcio italiano. Si registra infine, qualche interesse nei confronti del 29.enne cremonese Federico Bonazzoli il cui posto in rosa potrebbe venire comunque occupato dal giovane Vinciati che tanto piace al tecnico.

AM

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