Le parole di fine partita da parte dei protagonisti parlano chiaro e se da un lato le due sconfitte bruciano molto, dall’altro la realtà dei fatti sembra incontestabile. Nel momento del test per ambizioni superiori l’Udinese ritorna sulla sua media degli ultimi anni, quel punto e qualcosa a partita che è stato il marchio di ogni allenatore succeduto a Guidolin, al netto delle grosse crisi pre esonero. 7 punti in 6 giornate sono quanto l’Udinese ha raccolto nel girone di ritorno, qualcosa in meno di quanto serve per poter arrivare ai cinquanta punti, ma in linea con lo storico recente e passibile di miglioramento con qualche bonus che potrà ancora venire. La classifica dice che i sogni e la salvezza sono equidistanti, dieci punti dal sesto posto, 11 punti dalla zona rossa, lì, in quella medianità che può trasformarsi in mediocrità in base alle aspettative di ciascuno. Certo è un dato: l’Udinese ha vinto solo tre delle ultime dieci gare contro avversarie inferiori in classifica a inizio giornata. La qualità mancherà in qualche reparto, ma quella che c’è non la si fa del tutto valere.
Udinese, la realtà è la media classifica
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