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Udinese, estate di fuoco: Davis e Zaniolo il futuro, ma il mercato bussa alla porta

La situazione in casa bianconera
Redazione

Nonostante l’imminente Mondiale monopolizzi l’attenzione del grande pubblico, il calciomercato dei club non conosce sosta. E in casa Udinese l’estate si preannuncia particolarmente movimentata.

Il direttore tecnico Gianluca Nani ha già tracciato la rotta per la stagione 2026-27: il tandem offensivo Davis-Zaniolo sarà il fulcro attorno a cui costruire la squadra. Per l’ex Roma il riscatto dal Galatasaray appare ormai una formalità, con giocatore e allenatore Runjaic – confermato sulla panchina friulana – pienamente allineati sulla permanenza in Friuli.

Ma a Udine, si sa, tutto ha un prezzo. E nonostante le smentite di rito, la necessità di rimpinguare le casse societarie imporrà almeno un paio di sacrifici eccellenti.

Il nome più caldo è quello di Oumar Solet, difensore centrale che ha attirato le attenzioni della Premier League ma che figura anche nei radar dei neo campioni d’Italia. L’altro indiziato è Arthur Atta, centrocampista franco-beninese su cui la dirigenza punta a monetizzare al massimo, consapevole che una futura rivendita potrebbe generare ulteriore plusvalenza.

Sotto osservazione anche Ekkelenkamp e Kristensen, la cui crescita nel corso della stagione non è passata inosservata: i loro nomi compaiono ormai stabilmente nei taccuini dei direttori sportivi di mezza Europa.

Nel frattempo il club friulano si trova a gestire una rosa di circa trenta elementi, a cui si aggiungeranno una decina di giocatori in relazione ai rientri dai prestiti. Tra questi, occhi puntati sul satellite Watford, da cui potrebbero emergere profili interessanti da reintegrare o valorizzare ulteriormente.

Un’estate di scelte difficili, dunque, per una società che ha fatto della capacità di rinnovarsi senza perdere identità il suo marchio di fabbrica da oltre quarant’anni.

La porta

Partiamo dalle fondamenta. Perché una squadra solida si costruisce prima di tutto su chi difende i pali.

Maduka Okoye (25 anni) si è guadagnato sul campo la riconferma come titolare. Un finale di stagione convincente ha dissipato i dubbi che lo avevano accompagnato nei mesi precedenti: il portiere nigeriano resta il numero uno bianconero.

Al suo fianco, però, la società intende affiancare un elemento di comprovata affidabilità. Il profilo che stuzzica maggiormente la dirigenza friulana è quello di Iván Escandell (Spagna, 29 anni), attualmente al Real Oviedo retrocesso in Segunda División. Portiere esperto, dotato di ottima lettura del gioco e sicurezza tra i pali, è seguito con interesse anche da diversi club spagnoli e dal Torino: la concorrenza è reale e potrebbe indurre ad accelerare i tempi della trattativa.

Per i giovani Alessandro Nunziante (Italia, 20 anni, arrivato dal Benevento) e Sava, il percorso è tracciato: entrambi verranno mandati in prestito per accumulare minutaggio e maturare esperienza a livello competitivo.

Confermato invece Simone Padelli (Italia, 39 anni) nel ruolo di terzo portiere: per lui un ulteriore prolungamento contrattuale di un anno, segno della fiducia che lo staff ripone nella sua professionalità e nella sua preziosa presenza nello spogliatoio.

Difesa

Con la partenza di Solet ormai data per scontata, la retroguardia bianconera è chiamata a un profondo rinnovamento. Tuttavia le idee in casa friulana sembrano chiare.

Il pilastro su cui costruire la nuova difesa, salvo offerte irrinunciabili, sarà Thomas Kristensen (Danese, 24 anni) che dopo tre stagioni a Udine ha ormai la maturità per assumere il ruolo di perno centrale. Il “centralone” danese, molto stimato da Allegri che lo aveva opzionato per il Milan, cresciuto nell’Aarhus GF e dotato di straordinaria presenza fisica, ha dimostrato solidità flessibilità di impiego e buona lettura del gioco: contratto in scadenza nel 2028, è pronto per diventare il leader del reparto.

Al suo fianco, il favorito sembra essere Nicolò Bertola (22 anni), già parte integrante della rosa e molto utilizzato nel corso della stagione passata. In lizza anche i giovani in rientro dai prestiti come l’italo-tedesco Matteo Palma, molto stimato dal tecnico, che rientra dalla Sampdoria, e i profili come Goglichidze e Abankwah (entrambi al Watford), tutti nomi su cui lo staff tecnico intende fare valutazioni concrete in sede di ritiro precampionato.

Il possibile colpo neanche tanto a sorpresa, porta tuttavia la firma di Dantas (Brasile, 21 anni, 189 cm), difensore centrale del Gremio Novorizontino militante nella Serie B brasiliana. Il giovane, che compirà 22 anni a luglio, si distingue per la struttura fisica imponente e la forza nei duelli individuali, con 65 presenze ufficiali e 3 reti già all’attivo.  L’Udinese sembra attualmente in vantaggio sulla concorrenza, ma il Como ha manifestato interesse e anche diversi grandi club brasiliani lo hanno nel mirino.  La trattativa presenta però una complicazione: Dantas è extracomunitario, il che impone valutazioni attente sui limiti imposti dalla Lega Serie A per questa tipologia di tesseramento.  La valutazione del Novorizontino si aggira tra ai 2 milioni, cifre banalmente accessibili per un investimento di prospettiva.

Prezioso il rinnovo di Christian Kabasele (33 anni), il cui bagaglio di esperienza internazionale, maturata tra Inghilterra e Serie A, sarà fondamentale per guidare i più giovani nei momenti difficili. Le 2 giornate di squalifica rimedite a Napoli lo costringeranno a partire al palo. Da non trascurare peraltro l’impiego di Ehizibue come braccetto di destra. Lo stesso giovane croato Mlacic si candida alla titolarità.

Capitolo che dovrebbe chiudersi invece, per Enzo Ebosse (Camerun, 27 anni). Il Torino è pronto a esercitare una sorta di diritto di riscatto versando 2,5 milioni di euro all’Udinese , mettendo fine a un’avventura friulana tormentata dagli infortuni. Per lui si prospetta un contratto triennale in granata fino al 2029.

Andiamo sugli esterni

A sinistra, il reparto si presenta con una buona densità. Il colombiano Juan Arizala è l’acquisto perfezionato a gennaio che dovrebbe portare spinta offensiva e qualità sulla corsia mancina, conferendo ulteriore dinamismo propulsivo. La conferma di Hassane Kamara garantisce continuità esperienza e una certa solidità, mentre la possibile uscita di Zemura (Jordan Zemura) lasciarebbe il reparto numericamene contenuto ma non scoperto. Monitorato con attenzione il laterale ungherese Istvan Atrok – 20 anni – che gioca a sinistra ma con piede destro, quale valida alternativa ai due.

Nella fascia opposta, il punto interrogativo maggiore è il pieno recupero post-infortunio di Alessandro Zanoli, il cui inserimento sembrava perfezionarsi di partita in partita. La conferma di Kingsley Ehizibue – buono,il suo finale di stagione impreziosito da due reti – dà ulteriore equilibrio difensivo alla fascia, mentre il nome nuovo è quello di Sabil Hansen. Il giovane terzino destro danese ( Randers) è finito nei radar bn ed uno dei nomi tenuti d’occhio come potenziale alternativa-cambio per entrambi gli esterni. Non si fermerà in Friuli invece l’ascesa del portoghese-angolano Rui Modesto, che per un paio di milioni dovrebbe venire riscattato dal Palermo di Pippo Inzaghi.

Centrocampo

Il reparto forse più ricco di qualità, ma anche il più incerto. Tutto ruota attorno alla permanenza di un nome: Arthur Atta.

La certezza è Jesper Karlström (32 anni), il capitano. Il play svedese è il punto fisso del centrocampo di Runjaic, uomo di equilibrio e distribuzione, titolare quasi inamovibile. La sua conferma è il primo tassello su cui si vuole costruire la mediana 2026-27.

Ma come detto il vero tema dell’estate è quello legato ad Arthur Atta (23 anni), centrocampista franco-beninese. L’Udinese lo valuta intorno ai 40 milioni di euro , cifra che ha smosso una fila di pretendenti: Bournemouth, Brighton e Newcastle avrebbero già preparato proposte da 30 milioni, con le “Cherries” particolarmente decise a chiudere rapidamente. In Italia il club più attento resta il Napoli, che ha già mosso i primi passi esplorativi, forte anche dei buoni rapporti tra Aurelio De Laurentiis e la proprietà del club. 

In caso di cessione del francese, la dirigenza dovrà individuare giocoforza un sostituto all’altezza – ipotesi su cui si stanno facendo valutazioni concrete, con il Napoli che potrebbe essere la chiave sia in uscita che in entrata, se mettesse sul tavolo un nome interessante come quello del 23.enne Antonio Vergara. Difficile invece per uno che tifoso del Napoli lo è dichiaratamente – Simone Pafundi – al rientro da Genova sponda Samp, trovare spazio nello scacchiere di KR. Ci sono ancora importanti ed evidenti progressi da fare per il giovanissimo talentino di Monfalcone cui auguriamo di trovare continuità d’impiego.

A reggere le indispensabili rotazioni ci penserebbero poi i giovani confermati nel progetto: Lennon Miller (19 anni) e Jurgen Ekkelenkamp (26 anni). Quest’ultimo ha vissuto una stagione importante con 5 gol e 3 assist in Serie A , confermandosi una pedina versatile e di qualità molto richiesta dal mercato. Miller, il più giovane del gruppo, arrivato dal Motherwell per una cifra importante per il club – 5,5 milioni – si é ben presto dimostrato uno dei talenti più cristallini del panorama calcistico europeo: il suo secondo anno in Serie A potrebbe essere quello della consacrazione definitiva. Anche il giovane francese Camara è atteso ad una rapida crescita in termini di personalità.

Il primo rincalzo affidabile, e forse anche qualcosa di più per il tecnico che lo ha voluto in Friuli, sarà Jakub Piotrowski (28 anni), centrocampista il cui fiuto per il gol -11 reti in una stagione al Ludogorets – non si é ancora manifestato con il bianconero addosso.

In uscita, invece, sembra ormai definita la partenza di Oier Zarraga, che dopo una stagione da poco più che comparsa, sarebbe pronto a tornare in patria. Così come quelli di Payero e Lovric destinati altrove. Tra i nomi che si fanno per rinforzare la mediana vi è quello di Joel Chima Fujita (2002), cetrocampista centrale giapponese di proprietà dello Sint-Truiden (Belgio), nonché giocatore piuttosto abile nel dettare i tempi di gioco. 

Attacco

Il reparto più atteso, quello che accende l’immaginazione del popolo bianconero. Il motore si chiama Davis-Zaniolo.

Tutto ruota attorno a un atto formale ormai imminente: il riscatto di Nicolò Zaniolo (27.enne) dal Galatasaray. L’Udinese è pronta a versare i 10 milioni di euro pattuiti nelle casse del club turco per ottenere il cartellino a titolo definitivo, blindando in tal modo il trequartista con un contratto triennale a partire da luglio 2026. Nella stagione appena conclusa Zaniolo ha collezionato 32 presenze tra Serie A e Coppa Italia, siglando 5 gol e 6 assist, numeri importanti nonostante un’operazione al menisco e un problema alla schiena che ne hanno condizionato il finale di stagione. Spalletti e Allegri lo stimano assai, ma è difficile immaginare che l’Udinese si privi dello spezzino per meno di 28-30 milioni. Vedremo, le vie del mercato sono infinite!

Al suo fianco, la vera suggestione della tifoseria friulana: Keinan Davis da Stevenage. Il centravanti inglese ha vissuto la sua stagione più prolifica in bianconero: 10 gol e 4 assist in 29 presenze di Serie A, con 2.000 minuti sulle gambe. Fisico imponente, piede sinistro, devastante sulle seconde palle e nell’immaginario del popolo bianconero, cosa possa combinare in condizioni fisiche ottimali con Zaniolo che gli cucina palloni alle spalle… il sogno confessato di ogni tifoso bianconero. Contratto in scadenza nel 2027 con opzione per un ulteriore anno con la speranza di prolungare quanto prima.

La vera sfida della dirigenza sarà però individuare il rincalzo giusto per questa coppia. Adam Buksa (27) e Vakoun Bayo (altro 27.enne) non sembrano più dare garanzie sufficienti: il primo poco incisivo, il secondo probabilmente in partenza. Idrissa Gueye, 19.enne senegalese, arrivato in prestito dal Metz con obbligo di riscatto, è un prospetto indubbiamente  interessante, 19 presenze in Serie A, 1 gol, ma appare ancora acerbo per ricoprire un ruolo così determinante. Anche Diego Pizarro (Cile) sembra destinato a lasciare Udine.

I profili sul tavolo sono diversi. Il più intrigante in chiave interna è Luca Kjerrumgaard (Danimarca, 23 anni, 197 cm), centravanti di proprietà dell’Udinese attualmente in prestito al Watford: 10 reti in 33 presenze in Championship, stagione apprezzabile per un lungagnone fisicamente imponente che potrebbe fermarsi in Friulij per affiancare o sostituire Davis nelle partite più toste.

Tra i profili esterni, si monitora Armando Broja (Albania, 24 anni, Slough, 191 cm), centravanti fisico di proprietà del Burnley ed ex Chelsea: stagione discontinua in Premier League con appena 1 gol in 24 presenze, ma doti tecniche e atletiche indiscusse per chi cercasse un colpo a prezzo contenuto. Nel taccuino anche Omar Janneh (2006, Granada), giovane prospetto che rappresenterebbe l’ennesima scommessa sul futuro.

Infine, l’ipotesi Giovane (suggestiva in quanto l’attaccante appare un po’ chiuso nelle gerarchie); se per l’ennesima stagione dovesse verificarsi quel consueto travaso di elementi tra Udine e Napoli, un nome magari in prestito come quello del 22.enne brasiliano potrebbe davvero completare il reparto offensivo con quella qualità aggiuntiva che apparentemente oggi manca.

Il tecnico – Il modulo

Dopo qualche inevitabile perplessità iniziale, Kosta Runjaic ha convinto. Non solo i tifosi, ma anche la critica più esigente.

Il bilancio parla chiaro: 44 punti al primo anno, 50 al secondo. Un traguardo che in Friuli mancava dalla stagione 2012-13, quando l’Udinese di Guidolin chiuse al quinto posto. Runjaic ha migliorato di sei punti la classifica rispetto alla stagione precedente, risalendo di due posizioni e portando la squadra al decimo posto – nella cosiddetta “colonna sinistra” – con un differenza reti passata da -15 a -3. Numeri che promuovono con merito la gestione del tecnico tedesco, elegante e metodico, ormai marchio riconoscibile di questo Udinese.

Il terzo anno dovrà essere quello dello step definitivo. Ma per farlo, c’è un’anomalia da correggere con decisione: il rendimento casalingo.

Un’Udinese capace di battere Inter, Atalanta, Napoli, Roma e Milan non è riuscita ad avere ragione, al Friuli davanti al proprio pubblico, di squadre inferiori o pari grado come Verona, Cagliari, Bologna, Genoa, Pisa, Sassuolo, Parma e Cremonese. Più garra nei rientri dagli spogliatoi, più cattiveria nelle sfide interne che sembravano alla portata: se certi punti non fossero sfuggiti, oggi si parlerebbe di qualcos’altro. Ma va bene così, la crescita è evidente e il cammino è tracciato.
Sul piano tattico, il 3-5-2 resterà il modulo base, ormai marchio distintivo di fabbrica. Un sistema che esalta la densità a centrocampo, la verticalità sulle punte e la struttura difensiva a tre che Runjaic ha saputo plasmare con grande cura. Tuttavia, il tecnico ha già dimostrato di saper leggere le situazioni in caso di necessità , o qualora un “10” di alto livello dovesse acquisire ancora più centralità nel progetto, non è da escludere la variante del 3-4-2-1, con due trequartisti alle spalle della punta. Una soluzione che, guardando la rosa, avrebbe nelle sembianze di un certo Arthur Atta il suo interprete naturale. Ammesso, ovviamente, che il francese indossi ancora la maglia bianconera ad agosto.

AM

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