Giunti ormai a ridosso della metà del torneo, tra addetti ai lavori e – forse ancor più – tra una tifoseria storicamente attenta e competente come quella bianconera, emerge spontanea una domanda tutt’altro che banale alla vigilia del mercato di riparazione: la rosa messa a disposizione di mister RUNJAIC è realmente più attrezzata e strutturalmente solida rispetto a quella della scorsa stagione?
E, soprattutto, è legittimo attendersi uno step in avanti in termini di qualità di gioco, continuità di rendimento e personalità collettiva, oppure ci troviamo di fronte a una semplice riedizione, con nomi diversi, e dinamiche già vissute?
L’analisi del percorso sin qui compiuto restituisce un quadro fatto di continui up and down, di prestazioni convincenti seguite da brusche frenate, di partite in cui la squadra sembra aver imboccato una direzione chiara e altre in cui riaffiorano fragilità già note. Un andamento che richiama da vicino quello della passata stagione, tanto nei risultati quanto nelle modalità con cui maturano.
Sul piano tattico, al di là delle limitatissime variazioni di modulo al più forzate, delle ridotte sperimentazioni, permangono alcune similitudini strutturali: difficoltà nel controllo prolungato della partita – spesso si gioca un tempo e si rientra molli – una produzione offensiva spesso più affidata ai singoli, e una fase difensiva che, pur mostrando momenti di solidità, numeri alla mano é la peggiore per reti subite, nonostante uomini che compongono il reparto decisamente apprezzati. Difesa che continua a concedere occasioni evitabili soprattutto nelle transizioni e nelle letture preventive.
Proviamo allora ad elencare i componenti della rosa 24-25 per confrontarla nei singoli elementi a quella attuale.
PORTIERI
24-25: Okoye – Sava – Padelli – Piana
25-26: OKOYE – SAVA – PADELLI – NUNZIANTE
A fronte della prolungata assenza del portiere nigeriano per squalifica, l’innesto in rosa del nazionale Under NUNZIANTE ha rappresentato, almeno sul piano prospettico, un rafforzamento del reparto, grazie a un profilo giovane ma già strutturato, dotato di personalità e margini di crescita evidenti. Un elemento assolutamente promettente, che ha troverà senz’altro spazio nel breve-medio termine.
Parallelamente, in molti attendevano il definitivo salto di qualità di Maduka, chiamato a imporsi come titolare affidabile nel medio periodo. Tuttavia, a oggi, quella maturazione auspicata tarda ancora a manifestarsi con continuità, tra alti e bassi che ne hanno rallentato l’attesa consacrazione.
In questo quadro, il sempre solido PADELLI ha finito per offrire maggiori garanzie complessive rispetto a SAVA, soprattutto in termini di affidabilità mentale e leadership naturale, confermandosi una soluzione pragmatica tutt’altro che disprezzabile.
Alla luce di queste dinamiche, il reparto portieri può essere considerato sostanzialmente equivalente a quello della scorsa stagione: non indebolito, ma nemmeno significativamente migliorato in termini di certezze immediate. Più profondo e futuribile, forse, ma ancora alla ricerca di una gerarchia definitiva capace di offrire stabilità nel lungo periodo.
DIFESA
24-25: Bijol – Solet – Kristensen – Kabasele – Giannetti – Abankwah – Touré –
25-26: BERTOLA – SOLET – KRISTENSEN – KABASELE – PALMA – GOGLICHIDZE
Perso un perno come lo sloveno, la necessità di una sostituzione adeguata appariva evidente sin dall’avvio della stagione. In questo contesto, la carta KABASELE ha continuato a rappresentare una risorsa credibile, mentre la crescita attesa di KRISTENSEN e le interessanti potenzialità del giovane PALMA delineavano un reparto con basi discrete ma ancora incompleto sotto il profilo dell’affidabilità complessiva.
Si rendeva dunque indispensabile l’innesto di uno o due profili giovani ma già pronti, in grado di garantire solidità immediata e margini di sviluppo. Sotto questo aspetto, il ventiduenne toscano BERTOLA, ancor più del georgiano GOGLICHIDZE, ha risposto positivamente alle attese, dimostrandosi – nonostante la giovane età – un elemento affidabile, già ben inseritosi nei meccanismi di squadra.
Il difensore carrarino, in particolare, sta emergendo non solo come marcatore arcigno e puntuale, ma anche come interprete dotato di buona tecnica individuale, qualità che gli ha consentito di adattarsi con efficacia anche all’inedito ruolo di “quinto” di sinistra, soluzione utile qualora il modulo preveda l’utilizzo di KABASELE quale centrale nel cuore dell’area.
A nostro avviso manca presumibilmente l’esperienza data da Bijol, tuttavia il reparto appare potenzialmente e in prospettiva ancor più forte.
ESTERNI
24-25: Ehizibue – Rui Modesto – Zemura – Kamara
25-26: EHIZIBUE – RUI MODESTO – ZEMURA – KAMARA – ZANOLI
L’innesto di ZANOLI, il cui inserimento sta finalmente producendo i frutti attesi nel ruolo di quinto a destra, rappresenta senza dubbio un passo in avanti, ma non colma una lacuna strutturale nota da tempo.
Sul versante sinistro, infatti, emerge con chiarezza la necessità di un intervento di qualità, capace di ridurre le ricorrenti amnesie difensive che oggi caratterizzano entrambi gli interpreti di ruolo. È inutile coltivare illusioni: replicare in un singolo prospetto le qualità dell’ex Udogie resta un’operazione complessa, dai costi elevati.
Ciò non toglie che un profilo mirato, funzionale e pronto a coprire quello specifico ruolo all’Udinese nella testa dei dirigenti esista. A maggior ragione se si considera come il reparto, specie sulla corsia destra, sia sensibilmente cresciuto rispetto alla scorsa stagione, seppur all’interno di un’impostazione tattica rimasta forzatamente ancorata al consueto 3-5-2.
Riteniamo dunque che le fasce siano presidiate meglio, specie a destra, mentre manca ancora qualcosa a sinistra.
CENTROCAMPO
24-25: Karlstrom- Ekkelenkamp – Atta – Lovric- Payero – Zarraga – Pafundi
25-26: KARSLTROM – EKKELENKAMP- ATTA – PIOTROWSKI – MILLER – LOVRIC – ZARRAGA – CAMARA
L’esplosione di ATTA, in parte prevista, ha consegnato al tecnico un valore aggiunto tutt’altro che marginale. Peccato per l’infortunio che sta costringendo il francese a un periodo di riposo forzato (un possibile rientro è ipotizzabile attorno a metà gennaio); ciononostante, la sua assenza ha permesso di far emergere altri aspetti positivi del reparto.
Su tutti, le ritrovate certezze di EKKELENKAMP, tornato su livelli decisamente apprezzabili e capace di garantire disponibilità al sacrificio anche in fase di copertura, e le qualità di PIOTROWSKI, che forse ha impiegato più tempo del previsto per inserirsi in un canovaccio tattico che pure conosce bene, ma che si rivela prezioso negli inserimenti verso l’area avversaria. Con una maggiore precisione in fase di conclusione, il suo acquisto potrebbe essere definito senza esitazioni un ottimo investimento qualità-prezzo.
MILLER, poi, è unanimemente considerato un predestinato: non solo per le indubbie qualità tecniche, ma anche per il temperamento tipicamente britannico che ne caratterizza l’approccio alla gara. Starà a lui stabilire quanto tempo sarà necessario per imporsi come titolare inamovibile.
In prospettiva, un centrocampo che possa annoverare ATTA – MILLER – EKKELENKAMP, schierati davanti a un metronomo affidabile come il nazionale svedese KARLSTRÖM, con alle spalle un giovane promettente come CAMARA, sembra possedere requisiti di qualità non comuni, difficilmente riscontrabili nella maggior parte dei club del massimo campionato.
A nostro avviso, il centrocampo bianconero ha compiuto in questa stagione un deciso salto di qualità
ATTACCO
24-25: Lucca – Thauvin – Davis – Sanchez – Bravo – Brenner
25-26: DAVIS – ZANIOLO – BRAVO – BAYO – BUKSA – GUEYE
Perdere il centravanti più ambito dal mercato interno, insieme a un campione del mondo come Thauvin, rientrato in Nazionale grazie alla radiosa parentesi friulana, non era certo un passaggio indolore per il mercato bianconero. In questo contesto, la scelta di ZANIOLO, fortemente caldeggiata dal club, sta producendo i risultati auspicati.
Vanno riconosciuti, al contempo, ampi meriti allo spezzino, sul cui talento pochi nutrivano reali dubbi. RUNJAIC pare averlo gestito con intelligenza, accompagnandolo in una crescita atletica progressiva oggi giunta a compimento. DAVIS, suo compagno di reparto, ha saputo raccogliere con convinzione l’eredità lasciata da Lucca: forse meno bomber rispetto al piemontese, ma senz’altro più funzionale nel lavoro di raccordo e nella capacità di far salire la squadra.
Se sul piano tecnico-tattico le certezze non mancano, permangono invece alcune riserve legate all’integrità fisica del 27enne di Stevenage, aspetto che, se garantito con continuità, avrebbe potuto spalancargli ambizioni ben più rilevanti.
La rinuncia all’ultimo Sanchez, apparso mai realmente in sintonia con il tecnico, è stata compensata dall’arrivo di BAYO, interprete più da prima che da seconda punta. Merita un discorso a parte BRAVO, il quale pur dotato tecnicamente, pare poco considerato dall’allenatore che spesso gli preferisce la fisicità di BUKSA. Sino ad oggi il polacco si sta rivelando una sorta di flop, tanto da evocare tra i supporter il poco memorabile TEODORCZYK, che ben poche tracce ha lasciato in Friuli.
Per il giovane talento GUEYE e le prospettive a lui legate, resta la convinzione che il tempo saprà essere galantuomo.
Nel complesso, la forza attuale del reparto appare sostanzialmente equivalente al recente passato, ma con margini prospettici potenzialmente superiori, sebbene fortemente dipendenti dalle condizioni fisiche di DAVIS e dalle motivazioni di ZANIOLO, oggi legittimamente eletto a uomo simbolo della squadra.
Fatte tali premesse analizziamo quali sono i risultati maturati in queste prime 17 giornate in relazione a quelli espressi dalla scorsa stagione.
24-25: punti 23 – media punti/p. 1,35 – gol segnati/subiti 1,23 / 1,53
classifica 9ª con 7V 2N 8S
25-26: punti 22 – media punti/p. 1,29 – gol segnati/subiti 1,06 / 1,64
classifica 9-11ª con 6V 4N 7P
Dai numeri si evince che il passo é leggermente peggiore di quello tenuto nel passato torneo, nonostante una posizione pressoché simile.
La difesa appare come una stonatura (peggiore assieme a Torino e Fiorentina), senz’altro al di sotto dei valori di media classifica e della qualità degli interpreti.
PLUS – vittorie contro NAPOLI e INTER entrambe candidate allo scudetto
– come giocatori ATTA – ZANIOLO – SOLET a livello di top team
MINUS – sconfitte contro FIORENTINA (5-1) – BOLOGNA (0-3) e MILAN (0-3) che peggiorano sensibilmente la media gol subiti – 17 in 14 gare = 1,21 gol/partita
– la corsia di sinistra specie in chiave difensiva e i portieri
Analisi finale
– la squadra pur disponendo di potenzialità superiori allo scorso torneo, non sembra riuscire a trasformare in punti tale circostanza.
– molti alti (con squadre blasonate) e bassi (squadre indietro in classifica) indicano equilibri ancora da definire
– la prevedibilità in chiave tattica (352) con evidenti limiti in difesa sul lato sinistro, agevolano le offensive avversarie su quella area di campo
– i cali di concentrazione causa di approcci sbagliati, non consentono di esprimere un potenziale ritenuto superiore
– la capacità difensiva (vuoi anche per un rendimento basso da parte dei portieri) appare limitata rispetto alla qualità degli interpreti.
Como (18ª) e Torino (19ª) entrambe in trasferta, diranno se i 25 punti ottenuti nello scorso torneo al termine del girone d’andata (44 finali) saranno o meno raggiungibili.
Infine, riportiamo le previsioni di OPTA che, stimando un bottino finale compreso tra 45 e 46 punti e una 12ª posizione, delineano un andamento di torneo senza particolari picchi né reali affanni: un cammino sostanzialmente anonimo, immerso in quel limbo tecnico-competitivo che ormai accompagna i bianconeri da una sessantina di gare a questa parte.
Per molti, la semplice permanenza in categoria rappresenta già un risultato apprezzabile; a nostro avviso, invece, esiste il dovere di ambire a una piena valorizzazione del potenziale, che questa rosa sembra poter tradurre in un traguardo più ambizioso, nell’ordine dei 52–55 punti.
A RUNJAIC e ai suoi ragazzi il compito non banale di riaccendere la piazza, spingendosi oltre le più rosee previsioni algoritmiche e restituendo al campionato bianconero un senso di progressione e identità.
Buon anno a tutti i tifosi bianconeri
AM