Il calcio d’agosto, si sa, è mendace per definizione. I carichi di lavoro aumentano giorno dopo giorno in vista di una stagione che si preannuncia lunga e impegnativa, e i risultati delle prime uscite vanno inevitabilmente letti attraverso questa lente. Per questo il 2-2 con l’Istra e lo 0-2 contro lo Swansea non devono alimentare particolari allarmismi: sconfitte e pareggi estivi raccontano spesso più la fatica delle gambe che il reale valore di una squadra.
Molto più interessante è osservare come stia prendendo forma la nuova compagine. Sul fronte del mercato qualcosa resta da completare: davanti serve ancora un’alternativa credibile a Davis, mentre in difesa potrebbe rendersi necessario un ulteriore innesto qualora, come sembra, Solet dovesse salutare. Attenzione, però, anche ai rientri da Londra, che potrebbero rappresentare rinforzi “interni” di non poco conto.
Il centrocampo, invece, appare il reparto maggiormente da rielaborare in considerazione anche degli esterni. La cessione del talentuoso Atta alla Fiorentina è stata compensata dagli arrivi del basco Unai Gomez Extebarria e del georgiano Giorgi Chakvetadze, anche se quest’ultimo dovrà restare ai box ancora per un paio di mesi. Da non sottovalutare, inoltre, il ritorno del giovane sloveno David Pejicic, deciso a ritagliarsi uno spazio importante.
Qualche perplessità resta tra i pali: il rientro di Piana, almeno sulla carta, non sembra sufficiente a colmare il vuoto lasciato dalla partenza di Sava.
Sul fronte delle uscite, Ebosse, Lovric e Pafundi – destinato al Catanzaro – sembrano avere le valigie pronte, mentre Zemura e Payero hanno già raggiunto i “cugini” del Watford. In controtendenza, sono da accogliere con favore i rientri di Goglichidze e, soprattutto, di Abankwah, tra le note più liete di questo avvio di preparazione: sempre affidabile, concentrato e già protagonista di prestazioni convincenti.
Analizziamo dunque, all’interno di un ipotetico 3-4-2-1, chi potrebbe ricoprire i ruoli da protagonista.
1. Portiere
A difendere i pali sarà ancora Maduka Okoye, chiamato alla stagione della definitiva consacrazione dopo l’ottimo finale dello scorso campionato. Le qualità tecniche non sono mai state in discussione; ciò che potrà fare la differenza sarà la continuità mentale, unita ad una maggiore maturità nella gestione della propria quotidianità fuori dal campo.
Alle sue spalle, Daniele Padelli rappresenta una garanzia: uomo spogliatoio, professionista esemplare e secondo affidabile. Tuttavia, dopo la rinuncia a Alessandro Nunziante, è lecito attendersi l’arrivo di un portiere di prospettiva. Le indiscrezioni che vorrebbero Selvik in orbita Watford vestire il bianconero, al momento, non trovano riscontri concreti.
5. Centrale di difesa
Salvo l’arrivo di offerte davvero irrinunciabili, il centro della retroguardia dovrebbe essere affidato a Thomas Kristensen.
Il giovane danese, già nella passata stagione prima dell’infortunio, era stato investito del delicato compito di raccogliere l’eredità di Jaka Bijol nel ruolo di regista difensivo. Successivamente, l’ottimo rendimento di Christian Kabasele, confermato anche per questa stagione, aveva suggerito a Kosta Runjaic di impiegare Kristensen sul centro-destra della linea difensiva.
Poiché Kabasele dovrà scontare due giornate di squalifica a inizio campionato, appare ancora più probabile che il tecnico torni ad affidare a Kristensen le chiavi del reparto. Come possibile alternativa ai 2, il georgiano Saba Goglichidze sembra oggi il difensore più pronto e affidabile tra quelli a disposizione in questo specifico ruolo.
2. Braccetto di destra
È probabilmente il ruolo con la maggiore concorrenza. La corsa coinvolge almeno tre, se non quattro interpreti. Alla luce di quanto mostrato in questo avvio di preparazione, il favorito sembra essere James Abankwah, irlandese di origini ghanesi, reduce da un convincente girone di ritorno con il Watford.
Le sue qualità erano già emerse nella scorsa estate, quando la scelta di mandarlo a giocare con continuità in Inghilterra, anziché relegarlo in panchina in Friuli, aveva dimostrato tutta la sua lungimiranza. Una fiducia pienamente ripagata.
Le alternative, comunque, non mancano. Runjaic può contare sulla duttilità di Branimir Mlacic, di Palma, dello stesso Saba Goglichidze e persino Nicolò Bertola, a conferma di un reparto che offre oggi ampie garanzie sia in termini qualitativi sia numerici.
6. Braccetto di sinistra
L’ormai probabile partenza di Oumar Solet – operazione che, curiosamente, tarda ancora a concretizzarsi – spalanca le porte della titolarità a Nicolò Bertola. Qualora il francese dovesse clamorosamente rimanere, non vi sarebbero dubbi sul suo impiego dal primo minuto; allo stato attuale, però, il giovane difensore carrarino appare il candidato naturale.
Bertola ha saputo imporsi sin dalle prime apparizioni della scorsa stagione grazie a personalità, qualità tecniche e notevole applicazione. Anche su questo versante, la versatilità dei giovani difensori bianconeri offre a Runjaic diverse soluzioni. La principale porta ancora a Branimir Mlacic, il cui eventuale impiego consentirebbe allo stesso Bertola di avanzare, all’occorrenza, nel ruolo di esterno di centrocampo, sfruttando la sua capacità di interpretare entrambe le fasi di gioco.
3. Quinto di sinistra
L’investimento su Juan Arizala, strappato alla concorrenza del Milan, è destinato a trovare una naturale concretizzazione con il trascorrere della stagione. Il giovane colombiano ha già messo in mostra qualità tecniche di rilievo; restano invece da verificare la crescita sotto il profilo tattico e l’adattamento ai meccanismi richiesti dal sistema di gioco. La conferma di Kamara, pronto ad alternarsi sulla corsia mancina, offre al tecnico soluzioni affidabili e una valida profondità di organico. La cessione di Zemura al Watford potrebbe lasciare qualche rimpianto, ma l’eventuale impiego di Bertola in un 3-5-2, con compiti più marcatamente difensivi, rappresenta un’ulteriore alternativa a disposizione.
7. Quinto di destra
In attesa del pieno recupero di Zanoli, il cui rientro è ipotizzabile dopo la sosta di settembre, la società ha puntato con convinzione sull’esperienza di Mergim Vojvoda. Un profilo duttile, capace di agire con efficacia su entrambe le corsie, garantendo affidabilità e versatilità. La rinuncia a Ehizibue rende però inevitabile il suo impiego prevalentemente sulla fascia destra, dove al momento manca un vero sostituto di ruolo, fatta eccezione per Goglichidze. Proprio per questo il contributo dell’ex comasco potrebbe rivelarsi determinante nel corso della stagione, soprattutto nei momenti chiave del campionato.
4. Mediano regista
Affidato al consueto “pretoriano” di centrocampo, il nazionale svedese Karlstrom – unico bianconero impegnato al Mondiale e capitano della squadra – il ruolo di regista appare ampiamente coperto. A garantirne la profondità c’è anche Miller, giovane scozzese in forte ascesa, già capace in passato di dettare i ritmi di gioco senza soffrire sul piano tecnico-tattico. Lennon, dal canto suo, non solo rappresenta un’alternativa credibile al capitano, ma offre anche la possibilità di affiancarlo qualora si scelga di infoltire la mediana. Da una alternativa come Piotrowski, elemento fortemente voluto dal tecnico e ormai pienamente adattato alla Serie A, ci si attende un contributo significativo anche in zona offensiva, grazie alle sue qualità da incursore. Da non dimenticare il basco Zarraga il quale ha dimostrato di poter incidere con efficacia a gara in corso. Infine, il giovane Pejicic, aggregato stabilmente alla rosa, si presenta come elemento in grado di irrorare freschezza atletica, preziosa al fine di consentire ai titolari di rifiatare nel corso della stagione.
8. Tuttocampista incursore
Con questo neologismo si identifica un centrocampista dinamico, capace di interpretare il ruolo in più zone della mediana e in grado di inserirsi con continuità anche nell’area avversaria. In casa bianconera, nessuno incarna meglio questa definizione di Jurgen Ekkelenkamp. Quando è in condizione, l’olandese è un autentico motore instancabile, tra i più attivi senza palla e sempre pronto a rompere gli equilibri.
Dotato anche di un’ottima tecnica sui calci piazzati, Ekkelenkamp sa imprimere traiettorie insidiose, spesso definite “maledette”, che mettono in difficoltà anche i portieri più esperti. Tra le alternative, il giovane Pejicic potrebbe essere quello più simile per caratteristiche, pur riconoscendo che il contributo del numero uno in questo ruolo, resta al momento, difficilmente eguagliabile.
10. Rifinitore
Perso Arthur Atta, ceduto a peso d’oro alla Fiorentina dopo appena una cinquantina di presenze in bianconero, la società si è immediatamente messa alla ricerca del suo erede. Tra il talento slavo, da tempo monitorato, e il filone ispanico reduce dai recenti successi internazionali, la scelta è ricaduta su quest’ultimo con l’ingaggio del basco Unai Gomez, promettente classe 2003 proveniente dall’Athletic Bilbao.
Al suo fianco è arrivato anche un giocatore di valore come il georgiano Giorgi Chakvetadze, prelevato dalla consorella Watford. La sua carriera è stata spesso frenata da una lunga serie di gravi infortuni, ma il suo talento non è mai stato in discussione: non a caso è titolare della nazionale georgiana sin da giovanissimo, in una squadra che può vantare tra le proprie fila un certo Kvaratskhelia.
Se Runjaic dovesse optare per un sistema con due trequartisti alle spalle della prima punta, Unai Gomez avrebbe tutte le carte in regola per ritagliarsi un ruolo da protagonista. Se invece il tecnico austriaco scegliesse un 3-5-2 più equilibrato, il ruolo di rifinitore potrebbe essere affidato a Miller, interprete più incline alla fase di non possesso. In ogni caso, avere in rosa due o tre giocatori con caratteristiche da trequartista – includendo anche Zaniolo – lascia pensare che almeno due di loro troveranno spazio con continuità, soprattutto nelle gare casalinghe.
11. Seconda punta
La querelle legata a Zaniolo si è conclusa nel migliore dei modi, lasciando sostanzialmente inalterato l’equilibrio tattico costruito con merito nel corso della passata stagione. Lo spezzino resta il candidato naturale ad agire alle spalle di Keinan Davis. L’intesa tra i due, già apprezzabile, ha tutti i presupposti per crescere ulteriormente. Da loro ripartirà il reparto offensivo, naturalmente a condizione che la tenuta fisica li assista.
Alle loro spalle il primo cambio è rappresentato dal giovane Gueye, sul quale la società ha deciso di investire una cifra importante, paragonabile a quella spesa in passato per Atta. Resta comunque la sensazione che un attaccante capace di ricoprire sia il ruolo di seconda punta sia quello di centravanti potrebbe completare il reparto. Non è da escludere che un’occasione di mercato possa presentarsi negli ultimi giorni della sessione estiva.
9. Centravanti
Se la condizione fisica continuerà a sostenerlo, sarà difficile togliere il posto a Keinan Davis. L’attaccante inglese offre un contributo tecnico, atletico e caratteriale di assoluto livello: è uno di quei giocatori che, come si dice in gergo, sanno fare reparto da soli.
Ciò che ancora manca è un’alternativa realmente all’altezza, capace di garantire continuità e consentire alla squadra di inseguire traguardi più ambiziosi. Buksa, almeno finora, non sembra possedere quel qualcosa in più che permetta di non far rimpiangere il bomber di Stevenage. Bayo appare destinato a salutare, Bravo è approdato agli Hornets, mentre il giovane Vinciati, pur stimato da Runjaic, sembra aver bisogno di tempo prima di poter sostenere certe responsabilità. La soluzione, se davvero la si vuole trovare, passa inevitabilmente dal mercato. Tuttavia un profilo di quel livello difficilmente sarà reperibile a condizioni particolarmente vantaggiose (il cremonese Bonazzoli o il cileno Tapia non siamo così certi siano profili idonei).
Mister
Kosta Runjaic si è guadagnato sul campo la conferma per guidare il gruppo per il terzo anno consecutivo. Quarantaquattro punti nella prima stagione, cinquanta nella seconda: il percorso di crescita è evidente e ora tutti si aspettano un ulteriore salto di qualità.
Oltre agli aspetti tattici, sarà chiamato a trasmettere ancora più personalità e convinzione ai suoi uomini. La società, dal canto suo, dovrà sostenerlo in ogni scelta, soprattutto se gli obiettivi dichiarati saranno davvero quelli di alzare l’asticella.
Adesso, però, le parole lasciano spazio ai fatti. Come sempre, sarà il campo ad emettere il verdetto, insindacabile.
Se dal mercato poi dovessero arrivare ancora un paio di tasselli, meglio tre, – attaccante, difensore e portiere – organicamente funzionali al progetto, sinergici nel far maturare un potenziale reale, allora anche chi sogna potrà concedersi qualche legittima ambizione. Perché il calcio vive di equilibrio, ma anche di speranze. E, in fondo, i tifosi non hanno mai smesso di sognare: che questa possa essere la stagione in cui quei sogni inizino finalmente a prendere forma.
AM