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Solida e vincente 

Finale di stagione ok per Runjaic
Redazione

L’Udinese prosegue verso un finale di campionato convincente, in antitesi con lo scorso finale di torneo che aveva lasciato più di qualche malumore, e si dimostra più che mai determinata a raggiungere il tanto agognato traguardo dei 50 punti, ormai a portata di mano, e nel frattempo eguaglia quello che fino a ieri era il record di punti dal 2013 ad oggi, ovvero i 47 conquistati dal duo Gotti- Cioffi del campionato 2021/22. 

La vittoria sul Torino certifica la prestazione di una squadra che ormai è maturata; una squadra che sa quello che vuole e come ottenerlo. Una squadra che irradia l’equilibrio che Runjiaic aveva sempre inseguito nel corso di questi due anni, e che finalmente, alla fine del secondo campionato, è riuscito ad ottenere. Riesce ad ottenerlo perché vincere con 2 gol di scarto con un altro clean sheet, dopo il pirotecnico 3 a 3 con la Lazio, e l’unico golletto subito contro il Parma di due settimane fa, che aveva comunque interrotto un’imbattibilità difensiva di oltre 400 minuti, è tanta roba.
Imbattibilità difensiva ottenuta nonostante le assenze pesanti. 

Manca Kalstrom e Piotrowski non è al meglio ? Non c’è problema, gioca Miller e dimostra, assieme ad Atta, di offrire sufficiente copertura, e anzi, l’upgrade di qualità risulta pure evidente.

Manca Davis? Non importa, si combina lo stesso; segnano i difensori o i quinti, e la partita si porta a casa lo stesso, anche se Zaniolo, autore di un’altra bella prova, rimane al palo in termini di segnature.

Una volta giocare senza Davis aveva il sapore di una sconfitta annunciata. Ora, si riesce comunque  a fare risultato, e questo non grazie al fatto che i suoi sostituti naturali si dimostrano particolarmente all’altezza… no. Buksa, preferito ieri al giovane Gueye,  ha fallito la più chiara delle occasioni centrando il palo a porta vuota. No, si riesce a fare risultato perché tutta la squadra è cresciuta nella consapevolezza di aver ritrovato una solidità difensiva notevole, e di avere, di conseguenza, la serenità di portare l’attacco comunque con tanti uomini, dal centrocampo agli esterni. 

L’Udinese inoltre può fregiarsi della presenza di un giocatore universale come Solet, che se ha poco lavoro da sbrigare dietro, si toglie la maglia da difensore, e indossa i panni del play, ma anche del trequartista, per dribblare tutti e ispirare la prima marcatura.

Ammiratelo bene un giocatore del genere, perché non passerà più da queste parti. Un difensore fisico e veloce, con visione da regista e piedi e dribbling da trequartista. Un giocatore totale, che non sfigurerebbe in nessuna delle big europee, parere mio.

Certo può dividere i pensieri del tifo. Può indispettire per quel suo fare ciondolante, e atteggiamento superbo, che a volte è costato qualche guaio dietro, ma se andiamo a fare la conta dei dividendi portati, beh, il bilancio è senza dubbio in positivo.

Il Torino è riuscito una sola volta con la manovra palla a terra a sorprendere Kamara alle spalle sulla corsia mancina, portando alla conclusione Simeone, murato da Okoye.

Per il resto è stata una gestione perfettamente controllata, a ritmi blandi, e si sa, a questi ritmi la squadra di Runjiaic è davvero troppo quadrata e solida, oltre che fisica, per andare in sofferenza.

Il secondo gol, l’ennesimo da schema da calcio d’angolo, ha certificato come la soluzione dai piazzati sia provata e riprovata in allenamento, offrendo l’idea che un minimo di organizzazione c’è anche in tal senso, se è vero che può cambiare chi lo batte ( Miller e non Zaniolo) e chi da la stoccata ( Kristensen piuttosto che Kabasele) ma il risultato non cambia.

La partita per il resto è stata un lento trascinarsi verso la finale, con negli occhi e nel cuore, il ricordo delle vittime del terremoto, per il quale in questi giorni viene giubilata la commemorazione, giustamente in pompa magna.
Gli alpini che salutano un successo mai in discussione quindi, e un Kosta Runjiaic che sembra aver corroborato la sua posizione in panchina, portando la squadra a vette rararamente raggiunte nell’ultimo decennio, con una condizione fisica buona, e una maturità tattica che comincia davvero a convincere. La quadratura del cerchio insomma.

Se il tecnico era atteso da una risposta convincente dopo la salvezza anticipata, per non incappare in un finale di campionato come quello scorso, beh bisogna riconoscergli che la risposta che sta offrendo è quanto mai positiva, indirizzata verso l’obbiettivo designato. Quota 50 è ormai davvero ad un soffio.

Paolo Blasotti

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