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Sensazione di un vento che sta girando

La classifica maturata sino ad oggi pare asfittica oltre ogni demerito, ma da uomini di sport va accettata a prescindere.
Monica Tosolini

La classifica maturata sino ad oggi pare asfittica oltre ogni demerito, ma da uomini di sport va accettata a prescindere. Tra gli addetti ai lavori e anche tra gli atleti di casa nostra, prevale l’opinione che l’organico allestito valga ben oltre i risultati sino ad ora maturati. Le attenuanti legate ad una partenza incerta paiono esserci tutte, gli indisponibili di lungo corso, gli arrivi dell’ultimo minuto, l’eterogeneità degli innesti in quanto elementi non propriamente a conoscenza di un campionato complesso come quello nostrano. La società sul mercato ha atteso gli ultimi giorni per approntare una rosa maggiormente qualitativa, puntando su giocatori giunti dal retrocesso Watford, rinunciando per di più alle ripetute lusinghe mercatistiche in relazione ai vari DE PAUL, MUSSO, LASAGNA, OKAKA, ossatura consolidata della nuova compagine; il dazio da pagare era, in parte, prevedibile.

L’anno passato, seppur inficiato nel girone di ritorno dalla pandemia, aveva espresso un’identità ben precisa di gruppo; 352 stretto attorno alla difesa, forza fisica e ripartenze impostate su KL15. Il risultato finale, ovvero salvezza onesta e diversi “clean sheet” in carniere, stanno a dimostrare che quando richiesto, la squadra sa fare quadrato.

Tuttavia la “mission stagionale” sembra essere diversa, maggiormente ambiziosa: creare gioco, divertire la tifoseria salvandosi con largo anticipo e magari strizzare l’occhio alla parte sinistra della classifica. In questo contesto un ruolo fondamentale esercita mister Luca GOTTI, incaricato di progettare la svolta con interpreti per lo più di matrice sudamericana, meno forza fisica, più talento.

Molta Argentina, tanto Brasile con una spruzzata di Spagna, nell’egida di un gruppo di lavoro ideato per ballare il tango, il samba, la salsa, il merengue.. stimolante, anche se qualità non fa sempre rima con punti come le prime giornate hanno insegnato.

La storia stagionale narra di una prima a Verona, con buon gioco ma nessun punto. Con lo Spezia forse l’unica vera “stecca” da dimenticare, Roma alla pari almeno nel gioco, Parma prima vittoria, seppur sul finale, ma ampiamente meritata con apertura ad un 433 quale innovativo modulo di riferimento. Poi Toscana, con la solita amara Firenze, con ripresa ottima corredata da qualche rimpianto, sino ad arrivare alla capolista Milan affrontata di fatto alla pari. 6 gare, 5 ben interpretate – punti idealmente meritati sul campo 7/8, ma solo 3 in carniere; classifica pericolosa, con conseguente inevitabile panchina in discussione come avviene sotto qualsiasi latitudine calcistica. Sassuolo alle 7ª dunque, quale gara da ipotetica ultima spiaggia, per un mister comunque molto stimato dal gruppo. Canovaccio tattico rivisitato e ritorno alle antiche certezze; 352 con 10 uomini dietro la palla in fase di non possesso. Risultato – un solo tiro in porta concesso all’attacco fulmicotonico di De Zerbi e uno 0-0 attento , voluto, che sa tanto di ritorno ad antiche certezze.

Bella sfida quella riservata al mister Veneto che da una parte si trova un organico di valore – forse non proprio da parte sinistra – e dall’altra la immediata necessità di far punti, al di là del bel gioco. RDP assurto a nuovo leader carismatico del gruppo nonchè stimato condottiero e in perfetta sintonia con l’ambiente bianconero, ha speso di recente parole importanti sia per la città, fondamentale alla crescita come uomo, che lo ha trasformato in un campione, che per la guida tecnica. Avergli messo accanto un amico un giocatore apprezzato nonchè amico come il Tucu PEREYRA- tornato guarda caso nella Seleccion – oltre a PUSSETTO e DEULOFEU là davanti, deve aver convinto il Diez ad investire ancora qualche mese nel progetto ideato dalla fam. POZZO. Il recupero di NUYTINCK fresco di rinnovo là dietro, oltre a quello dei centrocampisti WALACE, JAJALO e a breve quello di MANDRAGORA in mezzo, corroborati da un buon ARSLAN e dai giovani MAKENGO e COULIBALY, dovrebbe tranquillizzare un po’ tutti sul potenziale disponibile.

GOTTI peraltro dovrà sin da domenica prossima optare per scelte difficili e condivise dal gruppo, propedeutiche all’ottenimento del risultato pieno; servirà equilibrio tecnico-tattico dettato da un undici capace di trasferire sul rettangolo di gioco, un potenziale offensivo abile nello scardinare l’arroccamento del “grifone”, mai facile da addomesticare, tanto più se caratterizzato da preoccupante astenia in graduatoria.

Scommetteremmo su un 433 con i 3 dietro confermati – BECÃO / NUYTINCK / SAMIR affiancati dal pendolo di destra STRYGER. In mezzo accanto a RDP e ARSLAN potrebbe venire rilanciato WALACE qualora il Tucu si dimostrasse acciaccato – MAKENGO potrebbe supplire per innervare il reparto di forza fisica. In avanti pensiamo ad un trio con PUSSETTO / DEULOFEU sugli esterni e KL15 in grado di sostituire entrambi, e quale ariete un rinfrancato OKAKA – fresco di convocazione in azzurro – in grado di conferire quel peso atletico e quella capacità aerea, tanto indispensabile ad una squadra che ambisce ad un giro palla qualitativo un proprio elemento distintivo.

Dalla prova contro i ragazzi di Maran, può passare davvero la stagione 2020, anno horribilis, capace di minare una vita sociale non solo nella quotidianità, ma persino nei valori assoluti e condivisi, come quelli rappresentati dallo sport in genere, e al tanto amato calcio. Vincere e magari con-vincere rappresenterebbe un gran viatico forse in grado di aprire scenari forse ad oggi impensabili.

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