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Roma capolista con merito, impartisce una lezione di calcio all’Olimpico

L’Udinese non demerita creando diverse opportunità da rete contro la miglior difesa del torneo
Redazione

Che sia la trasferta più insidiosa degli ultimi 20 anni é confermato dalle statistiche. Nella capitale le ultime 20 gare narrano di 17 sconfitte, 1 pari e 2 vittorie – 47 gol subiti e appena 17 realizzati! Se poi si passa ad analizzare le sconfitte, ci si rende conto di quanto la trasferta in casa giallo-rossa sia indigesta ai bn – 5 volte (3-1), 3 volte (3-0), 2 volte (2-0,2-1,1-0), per una volta (3-2,4-2,4-0).

L’unico pari dell’ultimo doppio decennio, é datato addirittura marzo 2009 quando la squadra era guidata da MARINO e annoverava tra le proprie fila elementi quali DI NATALE e QUAGLIARELLA; il gol nella circostanza portava la firma di FELIPE. La vittoria più recente altresì, si ottenne a luglio 2020 in piena sindrome Covid, realizzatori di turno LASAGNA e NESTOROVSKI, per una compagine guidata da GOTTI, mentre i giallorossi di Fonseca schieravano giocatori quali il friulano Brian Cristante, oggi titolarissimo e capitano nella Roma del Gasp. Per risalire poi ad una vittoria per così dire “tradizionale”, si deve ricorrere addirittura all’ottobre 2012, quando sulla panchina capitolina sedeva Zeman. I bianconeri di GUIDOLIN si imposero grazie alle marcature di DOMIZZI oltre ad una doppietta di Totó DI NATALE, il quale con un cucchiaio a 2’ dalla fine regalò una vittoria dai contorni insperati. Curioso annotare che oggi come allora, sulla panchina bianconera sedeva l’estremo difensore Daniele PADELLI.

Si può dunque comprendere come sovvertire un pronostico piuttosto orientato per il gruppo guidato da RUNJAIC, rasenti l’imprinting da autentica impresa. Il tecnico nato a Vienna deve rinunciare per la sfida ante-sosta al solo KRISTENSEN oramai ristabilitosi, ma da non rischiare per ragioni evidenti. Anche DAVIS appare arruolabile, ma da preservare attentamente causa rischi di ricadute – per lui panchina cautelativa con al massimo una ventina di minuti sulle gambe. Molta attesa per ZANIOLO verso il quale la gara non avrà i contorni della “normalità” dati i trascorsi capitolini.

Gasp reduce dall’impresina di Glasgow, non dispone del killer designato dei bianconeri ovvero Dybala, oltre al centravanti Ferguson, Angelino e Bailey, pur tuttavia la rosa a disposizione appare sufficientemente ampia per impensierire gli avversari di turno.

Parte la sfida con gli uomini di Mr. RUNJAIC che non sembrano soffrire troppo il palleggio e l’aggressività dei padroni di casa. Ci vuole tutta la fisicità di SOLET attorno al 20º di gioco per ostacolare quanto basta Celik su colpo di testa indirizzato ad un soffio dal palo di sinistra difeso da OKOYE. La squadra tatticamente cerca di superare il centrocampo giallorosso con lunghi lanci per BUKSA e ZANIOLO con quest’ultimo scientificamente provocato dai difensori oltre ad essere puntualmente fischiato da un pubblico che evidentemente lo teme. Bravo lo spezzino a non cadere nel trappolone orchestrato dal Gasp memore delle vicende trascorse in quel di Bergamo. ATTA a metà frazione disponeva di una ghiotta occasione su gran lancio di KARLSTROM , ma anziché servire BUKSA ottimamente piazzato a centro area, preferiva la conclusione personale che terminava di poco a lato. Alla mezz’ora su azione efficace della Roma, Cristante si vedeva deviare una conclusione rasoterra sul palo.

Qualche minuto a seguito della mezz’ora KAMARA, dopo aver tirato un missile da oltre 30 metri verso la porta trovando peraltro un’efficace ribattuta in bagher di Svilar, commette l’ingenuità che di fatto indirizza la gara. Su un cross innocuo di Mancini dalla destra anziché intervenire di testa per deviare in angolo, tenta in modo scomposto di agganciare la palla, toccando accidentalmente con il braccio sinistro. Nessuno della Roma si dimostra intento alla protesta, l’arbitro piuttosto é pronto a verificare le condizioni di Dovbyk, ma una volta di più, si dimostra come con l’intervento del VAR nemmeno richiesto, sia proprio la gestione di questo strumento a determinare gli orientamenti di gara. Rigore che la Roma si vede servire su di un piatto d’argento. Pellegrini che a differenza dei sui compagni dimostra la freddezza giusta quando serve, porta un po’ inaspettatamente in vantaggio i suoi spiazzando OKOYE.

Vista la difesa meno battuta, solo 5 i gol subiti nel torneo, vien da pensare che la gara sia di fatto compromessa nel risultato finale nonostante una Udinese volitiva, capace di interpretare lo spartito nel modo corretto in considerazione della forza dell’avversario.

Alla ripresa la squadra bianconera non si disunisce cercando ripetutamente le giocate di ZANIOLO, il quale davanti a spazi aperti si concede giocate di qualità, come quando dopo una bella galoppata mette KARLSTROM davanti alla porta con lo svedese però poco preciso per essere arrivato con passo lungo alla conclusione. La volontà dei ragazzi bianconeri, oggi in tenuta grigia, viene però vanificata all’ora di gioco quando la combinazione di destra targata Mancini – Celik imbeccata da un gran KONE’, gigante di centrocampo, arriva alla conclusione vincente grazie ad una conclusione sotto misura del nazionale turco.

Con molto tempo ancora da giocare, a 20’ dalla fine dentro PIOTROWSKI e DAVIS il cui fine palleggio, si percepisce come sia più utile del lavoro prodotto da un poco più che generoso BUKSA. Alcuni istanti a seguire e per poco la partita non si riapre; appoggio sciagurato di Ndicka che viene intercettato da ZANIOLO il quale però viene ipnotizzato da Svilar al momento dalla conclusione finale. Episodio che avrebbe potuto riaprire la partita così come quello avvenuto qualche minuto dopo con un palo di ATTA su tiro deviato dalla difesa. Persino BAYO entrato a 10 minuti dal termine al posto di un più che positivo ZANIOLO, ha l’occasione con un pregevole colpo di testa di trafiggere un insuperabile Svilar. 

Si chiude così la gara con una Roma diventata capolista del torneo, a nostro avviso con merito, grazie ad un lavoro straordinario eseguito da mister GASPERINI in appena 3 mesi di lavoro. Chapeau!

La squadra si é trovata di fronte un avversario che oltre a immettere molta intensità, ha dimostrato di aver acquisito i dettami tattici del proprio allenatore, il quale a nostro avviso rimane il migliore nel panorama calcistico nazionale. Oggi la Roma si dimostra una seria candidata al titolo finale, pur non disponendo di un bomber di razza. Immaginiamo solo cosa potrebbe ottenere se avesse un Retegui lì davanti. L’Udinese ha giocato come doveva, cercando di scavalcare il solido centrocampo giallorosso. Certo che per un maestro di calcio come l’uomo di Grugliasco, non era difficile capire da che parte si scardinare la difesa ospite… Se infatti SOLET stringe al centro, la fascia sinistra rimane spesso incustodita, deve aver pensato… tanto che le due azioni poi trasformatesi in gol, nascono proprio sull’out di destra dell’attacco giallorosso.

Lasciamo perdere l’ennesimo rigore chiamato dalla cabina, fatto episodico che indica altresì evidenti limiti di concentrazione…. ma viene proprio da esternare: k’amara conclusione!

AM

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