Home » Persa una gran occasione per dare lustro alla stagione

Persa una gran occasione per dare lustro alla stagione

Assenze e tattica determinanti nell’esito finale
Redazione

Nell’anticipo serale del sabato al Friuli – spalti gremiti – va in scena l’attesa sfida tra bianconeri. Obiettivi diversi ma ugualmente pesanti: la Juventus cerca punti fondamentali per alimentare la corsa alla UEFA Champions League, mentre l’Udinese guidata da Kosta Runjaić, punta ad un successo di prestigio in grado di impreziosire il cammino stagionale.

Il mancato recupero di Oumar Solet obbliga il tecnico a reinventarsi la retroguardia friulana, peraltro già priva di Tommaso Bertola e degli esterni titolari Alessandro Zanoli e Jordan Zemura. In mediana l’idea è garantire attraverso una cerniera adeguata, maggiore libertà tattica al talentuoso Arthur Atta, in modo da valorizzare l’energia e la pericolosità della coppia offensiva composta dai prestanti Nicolò Zaniolo e Keinan Davis.

Spalletti sulla sponda opposta, non può contare su Vlahović peraltro in odore di clamoroso rinnovo, e quindi propone il fuoriclasse Yldiz  quale “falso nueve”, supportato da tre giocatori offensivi alle spalle molto tecnici (Conceição, McKennie e Boga).

L’Udinese parte contratta e paga subito in termini di personalità e voglia di prendere in mano la partita. La squadra di Spalletti, invece, arriva al Friuli con un obiettivo chiaro: conquistare punti pesanti per restare pienamente in corsa per l’ultimo posto disponibile in zona Champions. Tecnica e determinazione fanno la differenza e trovano sbocco a cinque minuti dall’intervallo: un mismatch evidente tra Zarraga, adattato in difesa, e il debordante Yildiz, libero di scorrazzare sulla corsia che preferisce, la sinistra. Proprio da lì nasce l’episodio che rompe l’equilibrio – alla fine decisivo – della gara. Nella difficile interpretazione tattica della gara, poco lo spazio riservato al duo Davis-Zaniolo, qualcosa in più per Atta pronto a far valere gamba e tecnica. La frazione termina con gli,ospiti avanti con il minimo del vantaggio.

Nella ripresa il copione tattico non cambia. La Vecchia Signora continua a interpretare meglio la gara, spingendo con maggiore convinzione alla ricerca del raddoppio, mentre i padroni di casa provano con un certo impaccio a costruire i presupposti per arrivare al pareggio. L’occasione, in verità, capita anche agli uomini di Runjaic: a due metri dalla linea di porta, però, Ekkelenkamp viene trattenuto in maniera evidente senza che Mariani ravvisi alcuna irregolarità, lasciando correre tra le peraltro flebili proteste dei friulani. 

Anche gli uomini di Spalletti creano i presupposti per il raddoppio trovando in Okoye un baluardo difficilmente superabile. Ci riuscirebbe in realtà Conceiçao ma la marcatura viene vanificata da un off-side di Koopmeiners. Lo stesso Miretti sul finale non riesce a ribadire in rete una ghiotta occasione.

Si chiude così una sfida che, almeno sulla carta, concedeva agli uomini di Runjaic l’occasione per impreziosire una stagione fatta di troppi alti e bassi. Bremer, Yildiz e Boga tuttavia, non erano affatto dello stesso avviso e hanno ricordato a tutti cosa significhi avere più fame degli avversari.

Con Solet e Bertola a protezione della retroguardia e Zanoli e Zemura sulle corsie, certi spazi non si sarebbero concessi così facilmente, neppure a una Juventus che in questa stagione ha raramente impressionato. Eppure è stata sufficiente la differenza più semplice e brutale il calcio, e lo sport in genere proponga: la fame.

Non sarà il più simpatico dei personaggi, e su questo pochi discutono. Ma quando si parla di campo, a mister Spalletti va riconosciuto ciò che è suo: il merito di una squadra che sa ancora mordere le partite.

AM

Articoli Correlati

©2023 UDINESEBLOG. Tutti i diritti riservati | IL FRIULI – P. IVA 01907840308
Powered by Rubidia