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L’Udinese cala il tris al Brianteo; Sei – 100 di questi giorni

Qualche sofferenza di troppo sul finale, ma solidità di gruppo confortante
Redazione

Prima trasferta della stagione per l’Udinese, destinazione Brianteo-U-Power Stadium. I bianconeri arrivano con la voglia di mettere fieno in cascina, ma anche con qualche cerotto di troppo. Alla vigilia Runjaić ha indicato la strada: pressing alto, verticalità e coraggio. Facile a dirsi, meno semplice trasformare le intenzioni in calcio vero quando l’organico deve fare i conti con assenze pesanti e un mercato ancora capace di spostare gli equilibri.

Mancherà Zaniolo, con Unai Gómez chiamato a raccoglierne l’eredità. Fuori anche Kabasele per squalifica, così come Palma, sostituito nell’occasione dal “fido” Ebosse. Una scelta che comporterà lo spostamento di Solet al centro e che consegnerà una retroguardia inedita, chiamata subito a dare risposte sulla propria tenuta difensiva.

Già, Solet. Il centrale piace parecchio al Crystal Palace, ma è evidente che una sua eventuale partenza rischierebbe di lasciare l’Udinese con una difesa tutta da assemblare, proprio nel momento in cui servirebbero automatismi e certezze. A fare da contraltare c’è l’arrivo del portiere polacco Mrozek, altro tassello di un cantiere bianconero che continua a lavorare sul mercato, in attesa soprattutto della punta invocata da tutto l’ambiente.

Dall’altra parte c’è un Monza che, nonostante gli ultimi innesti di mercato, potrà contare per la sfida solo su Folorunsho e Maye, mentre per l’ex Lazio Ngonge, attaccante di categoria, la burocrazia è ancora al lavoro. I brianzoli recuperano il portiere titolare ed ambiscono a sfruttare il fattore campo nonostante le numerose defezioni – Pessina in primis – cercando al tempo stesso risposte immediate dopo il passo falso di San Siro. Insomma, il Brianteo sarà un vero e proprio termometro per capire quanto l’Udinese sia già squadra a tutto tondo o quanto altresì, debba ancora diventarlo. Perché le idee di Runjaić implicano corsa, verticalità e coraggio, ma la classifica, come è logico che sia, pretende soprattutto punti.

Dopo una fase di studio iniziale, l’Udinese mostra qualità e personalità superiori rispetto agli avversari. L’occasione più ghiotta, però, capita a Cutrone poco prima della mezz’ora: a due passi dalla porta, il suo tocco viene provvidenzialmente ribattuto da un Abankwah spaziale.

Fortuna che qualche errore il Monza lo commette, tanto che, pochi minuti più tardi, è Piotrowski a mettere il sigillo sul vantaggio bianconero. Tutto nasce da una palla recuperata sulla trequarti lombarda. Dopo un cross in area biancorossa, Kamara la tocca di testa, deviandola sui piedi del polacco. Glaciale il centrocampista, che con un piattone preciso mette la palla in rete e porta avanti i suoi.

La partita, pur mettendosi in discesa per gli uomini di Runjaić, non viene ingessata. Il Monza reagisce e, al termine di un’azione rapida, il portoghese Mangas trova sulla destra l’accorrente Colpani libero da marcature, uno che quando vede bianconero si esalta. Stop perfetto del numero 7 brianzolo, tiro secco con Okoye che si vede sfilare la palla sotto la gamba. 4º gol per il 27.enne esterno bresciano.

Il pari degli uomini di Juric sancisce un equilibrio sino ad allora nei fatti, pur lasciando la sensazione che la neopromossa non possieda lo stesso spessore e forse mestiere degli avversari.

La “frittata”, poco prima dell’intervallo, la combina però il portiere di casa, incapace di respingere una fucilata partita dai trenta metri da Kamara, che ha il grande merito di crederci fino in fondo. Il portiere si allunga sulla sinistra e sulla conclusione ci arriva, ma senza riuscire a imprimere alla palla una traiettoria sufficiente tale da respingere. Gioia piena per il laterale ivoriano, la cui stagione pare essere partita con il piglio giusto: due gol e un assist in 2 gare non sono davvero male.

E di ulteriore conforto è la rete che, nel prolungamento del recupero, permette all’Udinese di dilatare ulteriormente il vantaggio. Ci pensa Ekkelenkamp con un calcio perfetto di collo esterno dai venti metri, dopo una ribattuta della difesa; conclusione da cartolina per l’olandese che sta diventando,una colonna del centrocampo bn, che finisce alle spalle di Thiam, in tale circostanza completamente incolpevole.

Un 3-1 forse un po’ troppo generoso per quanto visto, ma comunque figlio di una superiorità tecnica dell’Udinese che, nel complesso, non è mai sembrata in discussione.

Al rientro dagli spogliatoi – periodo sempre cruciale per i bianconeri – c’era curiosità nel capire come la squadra di Juric avrebbe reagito a un uno-due che avrebbe potuto mandarla al tappeto. In effetti, la squadra appare a lungo in balia dei bianconeri, che hanno però il torto di non chiudere la gara con la quarta marcatura, quella che avrebbe di fatto congelato il risultato.

Diverse le opportunità capitate sui piedi di Unai – valido solo a tratti, ma ancora discontinuo – di Ekkelenkamp e dello stesso Davis contro un avversario ai limiti del ko tecnico. La cattiveria sotto porta, tuttavia, non è  sembrata sufficiente a premiare una superiorità che, a tratti, è apparsa persino schiacciante.

Come spesso accade per conseguenza, quando non si riesce a chiudere una partita, si finisce per concedere agli avversari la possibilità di riaprirla. Ed è esattamente ciò che accade poco dopo l’ora di gioco, quando Varela – giocatore interessante – punisce di testa i bianconeri sul preciso cross di Akisanmiro, ex Inter, abilissimo nel pennellare un pallone con il contagiri per la testa del portoghese. È il 2-3 forse inatteso e, fatalmente, la gara torna in discussione.

Runjaic corre ai ripari con alcuni cambi a vocazione difensiva. Miller va a rimpolpare il centrocampo insieme a Zarraga, prendendo il posto di Unai, forse non ancora pienamente in sintonia con i tempi e le dinamiche del calcio nostrano.

Nella restante mezz’ora i padroni di casa ci provano, ma la sola generosità non basta per impensierire Okoye, che si disimpegna a dovere nelle poche circostanze in cui viene chiamato in causa, oltre ai suoi compagni. I bianconeri riescono quasi sempre a gestire una situazione di potenziale pericolo con una sofferenza, in fondo, accettabile.

Volendo cercare il pelo nell’uovo, si potrebbe osservare come una squadra palesemente superiore per valori fisici, tecnici e tattici, non dovrebbe gestire un vantaggio affidandosi ai lanci del portiere alla ricerca di un Gueye che, almeno per ora, non possiede i requisiti fisici e di personalità di Keinan Davis. Nell’ultimo terzo di gara i bianconeri, oggi in blu, si sono limitati a una gestione a rischi contenuti, situazione favorita anche dall’ingresso di Bertola al posto di Ebosse, con l’obiettivo di conferire ulteriore fisicità ad pacchetto arretrato che alla fine ha concesso poco agli avversari.

Quattro punti in due gare rappresentano un bottino incoraggiante, frutto di due sfide ben interpretate, seppur ancora migliorabili sul piano della personalità. Vanno però tenute debitamente in conto le indisponibilità con cui Runjaic ha dovuto fare i conti e che, a organico completo, potrebbero restituire alla squadra ulteriori soluzioni e soprattutto maggiore profondità.

Per il futuro sarà fondamentale recuperare pienamente i vari Zaniolo, Palma, Zanoli e Kabasele, così come sarebbe altrettanto importante riuscire a confermare Solet, un totem. Magari attraverso un patto che consenta al giocatore di partire soltanto davanti a una proposta indecente proveniente da un club realmente di pari livello. Perché è vero che al Crystal Palace, probabilmente, si guadagnerebbe di più… ma vuoi mettere la soddisfazione di diventare una colonna granitica della retroguardia bianconera e provare a spingere l’Udinese verso un obiettivo dalla portata storica?

Naturalmente rimane una provocazione…. tuttavia proviamo, per un attimo, a partorire un esercizio retorico immaginando un organico al completo, aggiungendo magari un attaccante di discreto valore – vogliamo dire ad esempio un un Giovane che di nome fa Santana do Nascimento o anche chi per esso…, ovviamente da reperire in queste 48 ore sul mercato (anche se non è tedesco va bene lo stesso)!

Dopo aver incassato circa una cifra ragguardevole per le cessioni di Lucca, Atta, Kristensen, Camara e degli altri giocatori partiti in estate, investire una cifra anche fosse di un decimo rispetto a quanto entrato nelle casse societarie, non rappresenterebbe certo un azzardo.

Anzi, potrebbe essere semplicemente il modo migliore per trasformare un mercato economicamente eccellente in un progetto sportivo altrettanto ambizioso.

Mancano due giorni. E allora, perché non provare a divertirsi davvero? Perché non rimpinguare con fame quelle 600 vittorie agguantare in Brianza? Per una “provinciale” i conti sono importanti, nessuno lo mette in discussione, e qui va riconosciuto siamo secondi a pochi…, ma ogni tanto, soprattutto quando le premesse sembrano incoraggianti, sarebbe davvero esaltante se una parte di quei conti potesse magicamente tramutarsi in sogni realizzati.

AM

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