Archiviate le festività natalizie, con un ambiente sensibilmente deluso da un solo punto raccolto negli ultimi 9 disponibili, l’Udinese è chiamata a rialzare la testa al Comunale di Torino nell’ultima gara del girone d’andata. La ricerca di una vittoria con l’arrivo del nuovo anno, diventa un autentico mantra per gli uomini di RUNJAIC, nonostante i granata arrivino forti dell’impresa in terra scaligera.
Il confronto assume anche i contorni di una sfida con il passato: alla prima stagione del tecnico austro-teutonico infatti, alla 19ª compiuta, i punti in carniere furono 25. Il margine per parificare in senso matematico la quota esiste, ma passa inevitabilmente da una prova di sostanza in un campo storicamente ostico.
Baroni, che in Piemonte sta vivendo un’annata di alti e bassi, nella stagione 2024-25, ancor prima dell’ingaggio di RUNJAIC, fu ad un passo dall’accettare la proposta bianconera. A scompaginare un progetto già in fase avanzata intervenne poi Lotito, in extremis, in favore della società da lui presieduta.
Il tecnico fiorentino, del resto, forte di una severa e formativa gavetta, in virtù della propria interpretazione tecnico-tattica ha spesso messo in difficoltà i friulani sin dai tempi delle esperienze di Lecce e Verona, guadagnandosi nel tempo l’attenzione dell’establishment riconducibile alla famiglia Pozzo.
Con un mercato incombente e scelte dirimenti da parte dei tecnici in quest’ottica, l’Udinese accoglie con favore il contributo del colombiano Juan ARIZALA – contratto sino al 2030, ma non ancora in panchina a Torino – un laterale mancino con attitudini forse più offensive che difensive, soffiato con scaltrezza niente meno che al Diavolo. Bene anche per l’attesa disponibilità di ATTA, ritornato si tra i convocati ma prudenzialmente in panchina.
Baroni propone Casadei nell’undici iniziale, peraltro decisivo a Verona e nome caldo sul mercato. RUNJAIC risponde con alcune novità, riproponendo OKOYE tra i pali e scegliendo KABASELE al posto di BERTOLA, avvicendato sulla sinistra da KAMARA. Dal primo minuto anche SOLET e MILLER, con PIOTROWSKI che lascia spazio nel trio di centrocampo, secondo i dettami per un canovaccio tattico riconducibile al classico 3-5-2., ma con KAMARA pronto ad allinearsi sulla linea dei 4. L’ex Zapata parte dalla panca.
Il primo quarto d’ora scorre senza sussulti, con la gara che fatica a prendere ritmo. Servono quasi il 17’ per vedere il pallone in rete: KABASELE, nei pressi della porta, devia un assist di EKKELENKAMP , ma il gol viene annullato per un presunto tocco di braccio del centrale. La sensazione è che si tratti di una deviazione di basso deltoide, ma l’on-field review richiesta da Maresca porta alla cancellazione della rete. Dall’illusorio vantaggio si passa subito al pericolo: pochi istanti dopo Casadei svetta di testa, appoggiandosi a KARLSTROM, a cinque metri da OKOYE, che si distende alla sua sinistra e salva con un intervento di grande reattività.
A metà frazione ZANIOLO sfiora il palo su assist aereo di DAVIS. La sorte sembra poi accanirsi sui bianconeri: prima ZANIOLO, ben servito da EKKELENKAMP abile nel recuperare palla su Lazaro, si vede murare il sinistro da Paleari, quindi DAVIS, ribattendo un rinvio impreciso dello stesso portiere, manca il bersaglio per pochi centimetri. L’intervallo arriva con l’Udinese meritevole di un vantaggio purtroppo non concretizzato.
La ripresa si apre con un’Udinese tonica e determinata a tradurre la superiorità tecnica in vantaggio concreto con un 442 attento. Al 50º ancora EKKELENKAMP autentico motore del centrocampo, intercetta un passaggio di Vlasic e innesca rapidamente la velocità di ZANOLI. L’esterno, in costante crescita, supera l’avversario e serve un assist perfetto all’altezza del dischetto, dove ZANIOLO è puntualissimo: destro secco e 1-0, quinto centro stagionale.
Il Toro accusa il colpo e, nonostante l’ingresso di elementi offensivi di peso come Adams, Zapata e Ngonge, fatica a reagire, subendo le manovre dei bianconeri. In mezzo al campo intanto si distingue MILLER, pedina preziosissima per equilibrio e tocchi mai banali. Questo 19enne scozzese, dimostra già una personalità spiccata e dato l’apporto fornito sembra già candidato a un ruolo da titolare nel prossimo futuro.
Sempre EKKELENKAMP innesca DAVIS al 55’ sul quale il portiere granata deve superarsi. All’ora di gioco un brivido lo “regala” KRISTENSEN che costringe OKOYE a fare una rincorsa verso la propria porta per evitare l’autogol beffa.
All’ora di gioco ZANIOLO è costretto a lasciare il campo per un lieve risentimento, al suo posto Arthur ATTA, rientro molto atteso. Il francese si mette subito in evidenza con giocate di qualità: prima libera DAVIS, il cui tiro a colpo sicuro viene deviato da Coco, poi avvia l’azione del raddoppio. Poco prima, attorno al 75º infatti, l’occasione buona per il pari capita a Ngonge, ma OKOYE è poi KABASELE sventano il pericolo. A 10 dal 90º ancora DAVIS, innescato da una verticalizzazione di ATTA, si dimostra efficacissimo sulla corsia di sinistra nonostante la marcatura; l’inglese cambia gioco per l’accorrente EKKELENKAMP , splendido nel controllo dopo una accelerazione e nello scavetto su Paleari, pur subendo fallo. È il 2-0, pienamente meritato per l’Udinese di RUNJAIC, capace di costruire almeno cinque-sei occasioni nitide.
Nel finale RUNJAIC concede riposo a MILLER e a KRISTENSEN Ì, quest’ultimo ammonito, e la squadra arretra forse eccessivamente, permettendo a un Toro ferito di giocarsi le ultime carte. Pur con la gara apparentemente sotto controllo, Casadei – il più pericoloso tra i granata – trova il colpo di testa a pochi secondi dal 90’, svettando sopra la difesa bianconera e riaccendendo timide speranze, che si spengono però senza ulteriori scossoni nei minuti conclusivi.
Con 25 punti al termine del girone di andata, l’Udinese eguaglia il bottino ottenuto nella scorsa stagione. La differenza, però, è nella percezione di un organico più completo e strutturato, con motivazioni concrete verso obiettivi più ambiziosi.
Giovani come MILLER e ATTA in mezzo al campo, così come PALMA e BERTOLA nel reparto arretrato, sembrano profili già in grado di incidere e di alimentare quelle motivazioni da sempre imprescindibili per andare oltre una semplice stagione di tranquillità.
Se il tecnico saprà mantenere alta la tensione competitiva, se ARIZALA si confermerà un innesto funzionale e se il club riuscirà a individuare una punta capace di concedere adeguato respiro a DAVIS – elemento centrale nelle manovre offensive – allora sì, l’Udinese potrà legittimamente alzare l’asticella delle proprie ambizioni.
AM