Home » Il Napoli va K.O. al terzo schiaffo

Il Napoli va K.O. al terzo schiaffo

Udinese più forte del Var
Redazione

Ci sono voluti tre gol per segnarne uno, ma alla fine l’Udinese ha avuto ragione di un Napoli stanco ma che ha sempre cucito lo scudetto sul petto, e quindi pericoloso e superiore, sulla carta almeno.

Ci sono voluti 3 gol, di cui 2 annullati per inezie tramite il Var, ma alla fine l’arcobaleno tracciato da Ekkelenkamp ( che  quando vede Napoli si esalta anche a livello balistico) rende giustizia ad una partita sontuosa da parte dell’Udinese. 

Una partita che Runjiaic stavolta ha imbastito su altri principi di gioco: meno possesso palla, meno traccheggi in orizzontale tra difensori e portiere; calcio verticale strutturato con pochi tocchi e via a far viaggiare gli esterni e le mezzali che attaccavano lo spazio che era un piacere e con velocità da contravvenzione sul limite urbano, che è di 30 Km/H. Avevo sempre sostenuto che questa squadra per caratteristiche può dare il meglio di se con il gegenpressing, recupero palla e ripartenze, assecondando le gambe forti e veloci dei suoi interpreti, e non di fini palleggiatori. Ebbene per una volta il tecnico balcanico ha rivisto le sue convinzioni. Ha gettato dal tavolo delle operazioni gli schemi che prevedevano il possesso palla in orizzontale ( ieri solo il 38% per i bianconeri) ed ha ordinato di attaccare lo spazio in avanti che  il Napoli avrebbe sicuramente concesso. Va detto che la squadra di Conte, come tutte le big che vengono al Friuli a giocarsela, di spazio ne avrebbe sicuramente concesso, stante che il loro piano è quello di fare la partita, mentre l’Udinese, dispensata da questa incombenza, che spesso la mette in imbarazzo, ha  potuto giostrare come meglio gli è congeniale. Molti si chiedono del perché non replicare questo genere di prestazioni anche con le piccole in casa, come il Genoa ad esempio, dove si è assistito ad un altro tipo di gara. Purtroppo in quelle circostanze è l’Udinese che deva fare la gara e impostare il gioco, compito che diventa più arduo se gli spazi da attaccare diventano esigui con gli avversari che tendono a chiudersi a riccio dietro. Certo, questo non vuol dire categoricamente che non si possa fare meglio. Il problema dell’Udinese è che anche quelle poche volte in cui anche le piccole attaccano, una volta recuperata la sfera, si tenda a non ripartire, favorendo il riallineamento dietro la linea della palla degli avversari. In diverse circostanze nella gara contro il Genoa, l’Udinese avrebbe avuto spazio per ripartire con campo davanti da attaccare, ma non lo aveva mai fatto, optando per il consolidamento del possesso palla. Insomma, E’ vero che devi fare la partita contro le squadre del tuo livello, ma ogni tanto devono attaccare pure loro, e pure loro, una volta persa palla, si trovano scoperte, e li deve scattare il calcio più verticale; le vecchie care ripartenze che tanto si attagliano alle nostre caratteristiche.

Tornando alla gara di ieri. Il cambio di strategia, ma non solo. Runjiaic ha indovinato il piano gara anche sulla distinta delle formazioni iniziali. Ha osato Bertola come quinto a sinistra, ed ha avuto ragione. Il ragazzo, ex rivelazione del campionato di serie B 2024/25, ha stupito per diligenza, applicazione, e coraggio. Certo non gli si poteva chiedere di spingere come sul lato opposto tanto bene ha fatto Zanoli, ma ha comunque accompagnato l’azione, venendo dentro il campo e liberando lo spazio sull’esterno ad Ekkelenkamp, che è stato un vero martello per tutta la partita. Non solo fase difensiva quindi per l’ex Spezia, se è vero che il primo gol annullato, quello a Davis, è nato proprio da una sua incursione al tiro venendo dentro il campo. 

Ekkelenkamp quindi, ma pure Piotrowsky; entrambe le mezzali hanno intepretato bene il piano gara, gettandosi negli spazi con le proprie caratteristiche ( più da scheggia impazzita l’olandese, più a fari spenti il polacco), rendendo un pomeriggio difficile ad un Napoli che privo di Lobotka e Anguissa, certi inserimenti non era mai in gradi di leggere ed interpretare. Mc Tominay cercava campo da attaccare a sua volta, ma in fase di interdizione era nullo, mentre Elmas, beh non è proprio la specialità della casa correre dietro agli avversari. Il Napoli ha sofferto proprio in quella zona del campo, e di conseguenza, la sofferenza ha concesso libertà all’Udinese dalla trequarti, dove Zaniolo arpionava palloni con qualità e ripartiva a mille all’ora, per andare al tiro o rifinire, mentre Davis era sontuoso nel mettere giù palloni ( vinti quasi tutti i duelli fisici) e aprire il gioco risultando una fonte d’appoggio importante per lo sviluppo della manovra. L’Inglese avrebbe anche meritato il gol, ma un millimetrico fuorigioco gli ha strozzato l’urlo in gola ( e non solo il suo). 

La difesa con il rientro di Kristensen ha ritrovato certezza, con un sempre positivo e affidabile Kabasele ( ma non è una novità) e un Solet che con le grandi si esalta (chissà perché) e che ha lasciato da parte gli svolazzi pericolosi. Per lui un solo errore sull’imbucata per Lucca nel finale, che era stato però pescato in off side.

Per il resto, la gara ha fotografato un primo tempo di promesse. Equilibrato e granitico, laddove già era chiaro su quali binari l’Udinese avrebbe voluto condurre la gara.  Un secondo tempo dove invece le promesse sono state mantenute. I primi 25 minuti della ripresa il Napoli pareva un puglie messo alle corde, che subiva una gragnuola di montanti, jeb e ganci, talmente veementi che avrebbero steso un toro. L’inerzia era così dalla parte dell’Udinese che l’impressione era che se pure avessero annullato il gol splendido  di Ekkelenkamp, di li a poco ne sarebbe arrivato un altro. E’ stata la testardaggine con la quale l’Udinese, padrona del campo nel secondo tempo, ha continuato ad attaccare da ogni parte, con il Napoli che si copriva il viso per pararsi dai colpi, a testa ormai abbassata, che ha determinato il risultato. La squadra di Conte non aveva le energie per contrastare un avversario che andava al doppio della velocità. Le scorie di coppa e gli infortuni hanno sicuramente segnato la gara dei partenopei, ma questo non deve togliere meriti alla squadra di Runjaic. Runjiaic che per una volta ha non ha ceduto alla tentazione di operare cambi all’ora di gioco. La squadra stava macinando talmente bene che sarebbe stato un peccato toccare qualcosa. I cambi sono avvenuti dall’83’ in più, quando i maggiori protagonisti avevano giustamente la lingua di fuori, e i crampi che si facevano sentire.

Insomma, vittoria importante, che fa morale e che migliora una già buona classifica. L’auspico ora è che si continui su questa falsa riga, cercando di mettere da parte l’ossessione sul possesso palla sterile. La gara di ieri mi ha tanto ricordato quella di due anni fa contro il Bologna di Motta, quando l’Udinese di Cioffi aveva schiantato la squadra rivelazione del campionato con un 20% di possesso palla, tanti tiri e soprattutto un 3 a 0 che si commentava da solo. Ieri il 3 a 0 non c’è stato per dettagli millimetrici, e perché gli arbitri di Lissone hanno voluto cercare il pelo nell’uovo, ma erano comunque stati realizzati, oltre ad una clamorosa traversa. I numeri delle conclusioni in porta recita 18 a 7 per l’Udinese, 5 a 0 nello specchio. Il Napoli ha vinto solo la gara del possesso palla, (62%) ma quella gliela concediamo più che volentieri.

Paolo Blasotti

Articoli Correlati

©2023 UDINESEBLOG. Tutti i diritti riservati | IL FRIULI – P. IVA 01907840308
Powered by Rubidia