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Bologna soggiogato per un tempo, ma é poi l’Udinese a squagliarsi

Interrogativi su una squadra che non va oltre un tempo di gioco con uomini inadatti al ruolo
Redazione

Il Bologna scende al Friuli con vista capoclassifica. L’entusiasmo che si respira tra i felsinei, poco si concilia altresì, con le molte defezioni cui é costretta la squadra di Italiano: Cambiaghi, Freuler, Holm, Immobile, Rowe oltre al portiere Skorupski. La rosa pare tuttavia, sufficientemente ampia da tranquillizzare la “prestazione” per i rossoblu, che a Udine nel recente passato spesso hanno rimediato delle sonore “legnate”.

RUNJAIC alla 50ª in A per contro, cerca punti pesanti atti ad avvalorare il lavoro svolto oltre a voler diradare quelle nubi intraviste dalla criticia più severa, per lo più ombre rimaste ad intralciare la bontà di una gestione fino ad oggi contornata da poca infamia e relativa lode.

EHIZIBUE e DAVIS rappresentano gli unici cambi rispetto a Roma; merita tuttavia sottolineare i particolari nomi dedicati alle donne più vicine ad ognuno dei giocatori rimarcati sopra i rispettivi numeri, oltre alla scelta di un pallone da gara color arancio fluo a bande azzurro-blu, quasi ad evocare terreni nevosi.

Parte bene la squadra di RUNJAIC con un pressing a tutto campo. Il Bologna notoriamente proteso al giro palla e molto abile nel non concedere occasioni agli avversari, non sembra in una delle sue giornate più promettenti, incontrando più di qualche disagio nei corpo a corpo. L’Udinese spinge a spron battuto tanto che DAVIS sfiora con una girata di poco a lato una bella azione in velocità partita da ATTA e rifinita da KAMARA. Ravaglia ha il suo bel da fare nello sbrogliare le incursioni generate e orchestrate da un ATTA di gran lunga il migliore in campo nella prima mezz’ora. L’atteggiamento sembrerebbe tendere a ripagare, ma al minuto 35 e 30 é la squadra di Italiano a beneficiare di un “rigorino” per una ribattuta di EHIZIBUE che giratosi (alle scuole calcio insegnano che davanti ad un tiro non ci si gira…) su diagonale apparentemente innocuo di Pobega – dopo contrasto vincente su ZANIOLO – non trova di meglio che ribattere di braccio-schiena, tanto da far intervenire il “check” (notoriamente amico..), che come di prammatica condanna i bianconeri alla massima punizione.

Sul dischetto si fionda il cecchino Orsolini; come si conviene nella circostanza, i fautori dei grandi numeri pensano immediatamente alla combinazione perfetta – troppo alte le percentuali realizzative da parte dell’ala azzurra, troppo negativi i numeri del portiere nigeriano sui penalty subiti…. Prossimo dunque il bilanciamento… e in effetti il miracolo si compie! Tiro respinto a rete che rimane inviolata. Mancava solo lo facesse ripetere per entrata prematura in area di SOLET (forse é bene spiegare anche questa regola ai giocatori). Finalmente si dirà, un rigore neutralizzato, per noi tifosi fin troppo ben abituati dalle prodezze del grande SH.

Italiano tuttavia, anche se debilitato da una polmonite piuttosto acuta, è allenatore scaltro che ben conosce pregi e difetti degli avversari. Gli uomini deputati a ricoprire il ruolo di “quinto” nello scacchiere di RUNJAIC, come noto non costituiscono propriamente un punto di forza degli 11. Spesso é sufficiente un lancio lungo che scavalchi la difesa in diagonale ed ecco che può succedere il patatrac. Per poco non ci riesce lo stesso Orsolini a pochi minuti dall’intervallo, sfruttando un errore tecnico di KAMARA che gli ribatte la palla sulla corsa. Lo stesso supera OKOYE in uscita, ma fortuna vuole che l’attaccante esterno dei rossoblu, fosse partito nella corsa leggermente oltre gli avversari. Off-side appurato e risultato che rimane sul nulla di fatto. 

Tale in seguito rimane il risultato anche a seguito dei 5’ di recupero, con un paio di salvataggi nei pressi della linea di porta bolognese, e con un Arthur ATTA che riempie gli occhi dei tifosi, capace com’è di deliziare la platea con giocate da fuoriclasse.

Tutto lascia presagire una ripresa interpretata sulla falsariga di quella della prima frazione. Sí ma solo per chi non é solito seguire la squadra, la quale puntualmente, gioca una sola frazione di gara rientrando di sovente dagli spogliatoi, piuttosto svagata. E per di più non è solita sostituire gli “inadeguati”.

E in effetti non passano 10’ per ammirare il primo black-out. SOLET proiettatosi in avanti a destra, perde palla poco oltre centro campo, condizione sufficiente per imbastire da parte dei difensori ospiti un lancio da 50 metri per ORSOLINI sull’out opposto, il quale non sentendo il fiato sul collo di SOLET e trovandosi 3 contro 4, punta deciso un KAMARA di rincorsa senza ricevere alcun contrasto, offrendo un pallone d’oro a Pobega posizionato solo soletto a centro area. Un gioco da ragazzi per l’ex Pordenone, che il Friuli ben conosce per averlo calcato in cadetteria con i nero-verdi, infilare OKOYE. C’è da chiedersi perché nessun centrocampista (KARLSTROM era intento a raddoppiare su Orsolini) abbia seguito il centrocampista triestino di Italiano, andando a proteggere il centro area.

4’ dopo la “frittatona” che comprometteva il risultato finale. OKOYE riceve un retro passaggio e appoggia su SOLET pressato da Fabian. Il francese se la cava a dovere riappoggiando al portiere il quale, anziché disimpegnare con un agevole lancio lungo, non trova di meglio che appoggiare su KARLSTROM peraltro pressato ad un metro … ma da chi? Ma certo, da Pobega (grandi i meriti di Italiano che pretende certi atteggiamenti), che ben conosceva le abitudini dei portieri bn (SAVA ne combinava di simili) e la velocità dello svedese che, seppur abile nel palleggio, non é rapido e potente come il centrocampista ex-Milan, il quale anticipandolo e coprendo palla sulla sinistra con un tocco saggio, con freddezza insaccava il 2-0.

Mazzata inevitabile, con mezz’ora più recupero ancora da giocare nonostante il doppio svantaggio, sembrerebbe comunque tempo sufficiente per provare a raddrizzarla.

Niente di più sbagliato. La squadra si squaglia via via con l’uscita di ZANIOLO (uscito indispettito) e DAVIS avvicendati da BAYO e BUKSA (a molti evoca TEODORCZYK..) mentre ZANOLI spingeva molto più di EHIZIBUE sulla destra. Qualche lampo dell’ivoriano, ma del compagno sempre in ritardo sulla palla, neanche l’ombra, spunti non in grado di riaccendere la luce, una speranza.

In 35’ mentre il Bologna si affaccia con frequenza dalle parti di OKOYE sfiorando spesso la tripletta, noi non siamo stati in grado di costringere il portiere avversario in nemmeno un intervento. Gara conclusa mestamente, con la terza rete di Bernardeschi e fischi dagli spalti e interrogativi che crescono per una squadra che non sa esprimere per 95’ il proprio potenziale. Giusto dunque chiedersi il perché….

Il Bologna è squadra ben allenata, sia chiaro, difficile per tutti superarla, ma é fuor di dubbio che noi abbiamo dimostrato un potenziale idoneo a creare fastidi ben superiori agli avversari. Cosa non funziona allora in casa bianconera?

Per prima cosa l’atteggiamento aggressivo dimostrato nella prima frazione va necessariamente mantenuto per tutti i 95’ di gioco. 

Per chi non ce la facesse poi, ci sarebbe sempre l’opzione della sostituzione. Il rientro dagli spogliatoi é un problema che si reitera con preoccupante continuità. Giocatori dai limiti evidenti ormai ben identificabili, rappresentano una debolezza chiara oltre ad un vantaggio significativo per gli avversari.

LOVRIC e BRAVO son da tempo spariti dai radar, perché? Non si intende cambiare modulo nonostante gli esterni siano attaccabili con facilità disarmante. Sì continua a chiedere le giocate basse dal portiere sul play anche con giocatori pressati a un metro, inconcepibile davvero.

La squadra senza cambiamenti radicali, al netto del rientro di KRISTENSEN, rischia di involversi piuttosto che trovare un’espressione tecnico tattica di respiro futuro. Ora PARMA in Emilia, mette ansia ancor più dei 15 punti in 12 gare ottenuti, bottino che pare inadeguato ad una rosa di spessore superiore.

Mr. ci dimostri al più presto, che la vera Udinese è quella dei primi 45’ visti e ammirati con il Bologna, non quella molle ed inconsistente della sciagurata ripresa.

AM

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