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Genoa, panchina ancora ‘vacante’, ma la piazza vuole Nicola

In serie A c'è ancora un solo punto interrogativo per quanto riguarda le panchine: riguarda quella del Genoa.
Monica Tosolini

In serie A c’è ancora un solo punto interrogativo per quanto riguarda le panchine: riguarda quella del Genoa. Preziosi ha scelto la rivoluzione e, dopo aver sostituito Marroccu con Faggiano pensa anche al cambio di guida tecnica. Una scelta che proprio non piace alla tifoseria rossoblu: Davide Nicola ha portato il Genoa ad una salvezza che a dicembre sembrava irraggiungibile e merita la conferma.

La situazione in casa del Grifone è fotografata così da Marco Tripodi su calciomercato.com: “L’impresa eccezionale è essere normale” cantava qualche anno fa Lucio Dalla. Che non era tifoso del Genoa ma che, a quanto pare, avrebbe potuto tranquillamente esserlo.

Già, perché certe cose che in altre piazze apparirebbero assurde qui assumono invece i contorni della routine. Viceversa ciò che dovrebbe essere scontato non lo è mai. Come l’idea di cacciare un allenatore come Davide Nicola, amato dalla piazza e dai giocatori ed in grado di salvare una squadra che a metà stagione sembrava spacciata. Un’idea che ovunque apparirebbe folle ma che nella Genova rossoblù risulta semplicemente la conferma di una regola non scritta.

Nonostante una media-punti da zona sinistra della classifica, nonostante l’aver rivalutato calciatori che sembravano essere venuti in Riviera in vacanza, nonostante non aver mai detto mezza parola o fatto mezzo gesto contro la dirigenza (almeno pubblicamente), Nicola pare destinato a diventare l’ennesimo ex allenatore rossoblù. Una scelta che se davvero verrà confermata dovrà essere necessariamente spiegata a chi, e sono tanti, se ne chiede i motivi. Perché pur cercandola una motivazione logica all’esonero di Nicola non la si trova. Anche in una società in cui per la regolarità con cui avvengono le rivoluzioni assomiglia più ad uno Stato latino-americano degli anni ’80 che ad un club sportivo.

E così presto accoglieremo il quarto tecnico in dieci mesi, una buona dozzina di nuovi giocatori e una dirigenza in larga parte stravolta. L’ennesimo ribaltone d’altronde è già iniziato con l’arrivo del quarto direttore sportivo differente in poco più di un anno. Il primo tassello della nuova corrente rossoblù. Una corrente che trascinerà con sé tecnici, manager e calciatori, stravolgendo ancora una volta il profilo di un club in cui essere normale è davvero un’impresa eccezionale”.

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