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Dall’Arezzo all’Inter, tutti gli sfoghi di Conte

Lo sfogo di Antonio Conte dopo la finale di Europa League (sulla scia di quello di inizio agosto) costringe l'Inter a riflessioni sul futuro, un nodo che verrà sciolto a inizio della settimana prossima.
Monica Tosolini

Lo sfogo di Antonio Conte dopo la finale di Europa League (sulla scia di quello di inizio agosto) costringe l’Inter a riflessioni sul futuro, un nodo che verrà sciolto a inizio della settimana prossima. Un’esternazione che la società nerazzurra poteva anche prevedere, visto che, nei 14 anni in panchina, il tecnico leccese ha spesso puntato il dito contro il proprio club, mossa che diventava poi anticamera dell’addio.

AREZZO 2007: LA SFIDUCIA VERSO PIERONI Stagione difficile la prima da allenatore: partito con un Arezzo penalizzato da Calciopoli, Conte viene esonerato a stagione in corso e al suo posto viene chiamato Sarri. Richiamato, sfiora la salvezza ma a fine stagione se la prende con Ermanno Pieroni, consulente esterno del club, dicendo di aver sbagliato a fidarsi di lui

BARI 2009: IL RINNOVO ‘BREVE’ Dopo la promozione in Serie A arriva il rinnovo ma, solo tre settimane dopo, si dimette: “La società sapeva cosa volesse dire sposare il mio progetto e le mie idee: Conte è questo. Venuta meno la fiducia”.

ATALANTA 2009: SOLO TRE MESI Conte arriva a settembre 2009 in Serie A sulla panchina dell’Atalanta ma dura poco. Cattivi risultati, liti con i tifosi ma anche scarso rapporto con la società visto quanto scritto da Cristiano Doni nell’autobiografia: secondo l’ex capitano nerazzurro, Conte non si sentiva tutelato dal club.

SIENA 2011: CONFERENZA CONTRO TIFOSI E GIORNALISTI Con il Siena conquista la Serie A ma la burrasca arriva prima, a febbraio quando, prima della trasferta a Modena, attacca giornalisti (“pseudo intenditori che sparano stronzate”) e anche a quei tifosi “che non vogliono il bene della squadra, ringraziate il Signore che c’è Conte e state a casa gufi. Noi in Serie A ci andremo e nessuno salga su quel ca..o di carro”.

JUVENTUS 2014: IL RISTORANTE DA 100 EURO Dopo il terzo scudetto consecutivo, Conte vuole di più e a margine della festa per il campionato vinto pronuncia una frase rimasta celebre: “Non si va in un ristorante da 100 euro pensando di pagarne 10”. Lo sfogo porta all’addio improvviso con la risoluzione del contratto.

NAZIONALE 2016: NESSUNA PROTEZIONE Un Europeo da protagonista concluso ai quarti di finale ai calci di rigore, nelle vesti di ct si toglie qualche sassolino dalla scarpa dopo la Germania: “Non ho visto nessuno al mio fianco, non mi sono mai sentito appoggiato da nessuno”.

CHELSEA 2018: PROBLEMI DI MERCATO Scudetto al primo anno, il rapporto si incrina nella seconda stagione soprattutto a causa di divergenze sul mercato: “Con questo organico non sarà semplice arrivare in Champions”. Nel luglio 2018 viene licenziato per giusta causa: i Blues gli imputano alcuni comportamenti, tra cui la gestione di Diego Costa, non consoni. Il tecnico poi però vincerà la vertenza dopo essere ricorso alla giustizia inglese.

INTER 2020: ERRORI, CALENDARIO, FAMIGLIA Siamo ai giorni nostri. Le prime crepe si vedono dopo l’eliminazione in Champions League, Conte imputa all’Inter errori “importanti” sulla composizione quantitativa della rosa “non possiamo fare campionato e Champions in queste condizioni”. Poi, a fine Serie A, la prima avvisaglia: “Parlerò col presidente, non è stato riconosciuto il mio lavoro, abbiamo avuto scarsa protezione dal club. E poi solo io mi preoccupo del calendario?”. Infine, lo sfogo post Europa League: “Abbiamo visioni diverse, ho dovuto sacrificare anche tempo per la mia famiglia: non voglio fare un altro anno così”.

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