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Tuttosport: Spalletti sprona la Juve, “A Udine una finale”

La cattiveria della ripresa contro il Pisa è il punto di partenza per la sfida in Friuli: servono i 3 punti per incalzare Como e Roma
Monica Tosolini

In attesa di Como-Roma, la Juve sa che dovrà ottenere il massimo a Udine in una gara che Tuttosport definisce “La partita trappola per eccellenza: il valore di un’avversaria che ha saputo far male anche alle big (è l’unica della parte destra della classifica ad aver battuto l’Inter) non passa inosservato. Così come la forza di alcuni singoli: Atta, Zaniolo e pure Davis, elementi che possono mettere apprensione”. 
Spalletti da ieri sprona i suoi e pensa a tre cambi di formazione rispetto a Pisa: “Federico Gatti insidia Gleison Bremer. Il primo si sta meritando la considerazione del tecnico, il secondo ha bisogno di respirare dopo un lungo periodo in cui ha tirato la carretta. Il cambio all’intervallo contro il Pisa non penalizza Gatti: la mossa di Spalletti nascondeva la precisa volontà di migliorare il giro palla. L’ingresso di Lloyd Kelly, pronto a tornare titolare dopo il tempo trascorso in panchina a Torino, serviva a quello. Non è ancora archiviato neppure il ballottaggio in porta: Perin promosso all’Allianz Stadium, ma Lucio non vuole “perdere” Di Gregorio. In un ruolo delicato come quello del portiere i ragionamenti possono cambiare di settimana in settimana: ecco perché la scelta dell’estremo difensore è rimandata a sabato mattina, non prima. Infine, il reparto offensivo: Jeremie Boga ha dimostrato di meritare una chance dall’inizio. Il passo non gli manca, la brillantezza nemmeno. Ma Spalletti l’ha pungolato: «A volte gli dobbiamo chiedere di essere meno molle». Le accelerazioni a sinistra, però, sono un fattore non trascurabile. Soprattutto confrontate alla pochezza di Jonathan David, che vive il momento più difficile da quando veste la maglia della Juve. All’inizio le complicazioni dell’impatto col mondo bianconero investivano anche il piano ambientale. Adesso, invece, la squadra è compatta dalla sua parte. C’è chi lo sprona, chi lo ascolta, chi lo consiglia, chi cerca di rompere il muro della tristezza del canadese con un sorriso. Non sta trascinando i bianconeri, allora sono i bianconeri che trascinano lui. Nitidissima immagine di un collettivo che Spalletti ha saputo armonizzare: in Champions League, d’altronde, ci vanno tutti o non ci va nessuno”. 

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