Nel Genoa che venerdì attende l’Udinese a Marassi, ci sono due giocatori poco nominati ma dall’importante peso specifico. Ne parla oggi Tuttosport: “Segnano pochissimo, non regalano assist, ma guai a togliere loro il posto da titolari. Arrivano dal Nord Europa, uno anche più lontano direttamente dalla terra dei ghiacci, ma entrambi scaldano i cuori del popolo rossoblù. Si tratta di Morten Frendrup e Mikael Ellertsson. Sono rispettivamente il secondo e il terzo in termini di minuti giocati in campionato nella rosa del Genoa dopo il primatista Vasquez. Frendrup è sceso in campo per ora per un totale di 2382 minuti, Ellertsson per 2093.
Per loro ha avuto parole di elogio proprio De Rossi che, da ex centrocampista di fatica e qualità, ha saputo riconoscerne subito il valore e l’importanza: «Premesso che tutti sono protagonisti e premesso che non fa mai un gol o un assist, quindi nel tabellino non entra mai, finora prima metto Ellertsson e poi metto gli altri dieci perché ti dà dinamismo, perché ti dà corsa, perché ha personalità. Ha anche piede, gioca a piede invertito, gioca in mezzo al campo. È come il discorso di Frendrup: puoi fare una partita allo stesso tempo aggressiva e un po’ più coperta e con lui puoi fare un cambio in meno. Noi facciamo sei o sette cambi ogni volta perché lui l’abbiamo messo a sinistra, a destra, poi lo metti mezzala. Con il Verona eravamo un po’ corti nel centrocampo: ho messo Martin e lui si è messo in mezzo, è un giocatore che dà grande disponibilità e secondo me è in assoluto il più sottovalutato di tutta la rosa».
Non è da meno Frendrup che però era ed è molto più conosciuto ma che sembrava aver perso lo smalto che lo aveva portato nel recente passato ad essere al centro di richieste di mercato. «Gli ho parlato dicendogli che, in quello che gli avevo detto di lui all’inizio, vedevo dei cambiamenti. Nei giorni scorsi – ha spiegato De Rossi – abbiamo fatto una partitella a ranghi misti senza ritornare troppo sulla tattica e vedevo la qualità del gioco di questa squadra. Era interessante, era bello vedere come giocavano anche i giocatori che magari prima mi sembrava che vedessero un po’ meno giocate. È stato piacevole vedere la partita da appassionato di calcio e mi sono avvicinato a lui dicendogli questo. La sua grande disponibilità, la sua grande umiltà gli stanno permettendo di migliorare. Non che io stia facendo niente, ma questo è uno che è titolare, titolarissimo, uno dei capitani e ogni allenamento si ferma mezz’ora, 40 minuti insieme a Patrizio Masini, insieme a Marcandalli, insieme a Norton-Cuffy per cercare di migliorare le letture, per cercare di alzare la testa, per cercare di capire come girare la testa. E secondo me si sta vedendo. Poi è un vantaggio per chiunque lo alleni perché ti permette di giocare come se avessi due gemelli».
Proprio De Rossi scomoda per Frendrup un paragone importante. «Io lo dicevo per scherzare ai miei compagni in squadra, dicevo “facile con i gemelli De Rossi” perché sostenevo di correre tanto e di correre nella zona giusta. Con Frendrup sembra di poter giocare con un giocatore in più perché quando c’è da aggredire aggredisce, quando c’è da leggere prima la seconda palla la va a pulire. È un giocatore incredibile che farà un salto più alto nella sua carriera del Genoa, ma per farlo deve continuare a lavorare sul possesso palla, sulla gestione palla, sulla lettura delle giocate perché a certi livelli più alti lo deve fare meglio. Non è abbastanza»”.